Strada Castiglione

Denominazione moderna (2015): Via Castiglione.

Guidicini.
La sua lunghezza è di pert. 243, e la sua superficie di pert, 531, 28, 4.
Un rogito dell' Archivio di Santo Stefano del 1071 fa menzione di uno stabile in "Borgo qui vocatur Casteloni non longe a Porta Nova quae vocatur Castellioni".
Strada Castiglione comincia dalla porta della città di questo nome, e termina al trivio di Porta Ravegnana. Le lapidette fan terminare questa strada alla via Ponte di Ferro, e denominano via dei Pepoli il tratto della predetta strada fino alla via delle Chiavature, e da questa fino al trivio di Porta Ravegnana, Gabella Vecchia. Nel 1256 si pubblicavano i bandi nel trebbo del Ponte Nuovo innanzi la casa di Ugolino Pepoli e quella di Ugolino Beccari che è in Strada Castiglione presso Santa Tecla. Nel 1289 si pubblicavano i bandi nel trebbo del Carobbio in Strada Castiglione rimpetto la casa dei figli di Mocetto, della chiesa di Santa Lucia, della Croce di Strada Castiglione, e della casa Pepoli, Nel 1378 si cominciò la nuova porta di Strada Castiglione che fu terminata li 26 febbraio 1403. La torre che sormontava la vecchia porta fu demolita nel 1379. Il canale di Savena entra in città a sinistra di questa porta, e le acque correvano scoperte fino alle case dei Pepoli, quando il 29 luglio 1519 fu ordinato di coprire il canale di Strada Castiglione con archi e volte, e di rifare i muri laterali in parte rovinati dalla vecchiaia. L'ordinanza di questo decreto fu eseguita dalla porta della città al serraglio di Santa Lucia. Li 26 luglio 1616 fu data licenza di coprir con volte il canale Savena, e sopra farvici il portico di Santa Lucia progredendo verso Porta Ravegnana a spese di vari proprietari, ma questo lavoro non fu eseguito che nel 1661 a cominciare dal campo di Santa Lucia, che corrisponde al sito ove è oggi la gradinata del portico dei Barnabiti, in faccia al Campetto di Santa Lucia, fino ai palazzi Pepoli, dove è la caduta delle acque nel torrente Avesa. Si cominciò la fabbrica in marzo 1661, e fu terminata li 23 luglio susseguente. La spesa calcolata in L. 25000 si ridusse in atto pratico a sole L. 17500, caso certamente ben strano ed unico. Il detto canale aveva tre ponti. Il primo di faccia ai Ratta, il secondo di comunicazione fra le vie Miola e Ponte di Ferro dalla Croce dei Casali, e l' ultimo dalle case dei Pepoli (vedi via delle Moline).


Particolari tratti dal Catasto Gregoriano (1835) della città di Bologna, messo a disposizione dall'Archivio di Stato di Roma con il progetto "Imago II".

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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
Il Nord e verso l'alto. Questo è il tratto di Strada Castiglione (via Castiglione) compreso tra il vicolo Santa Lucia (qui indicato come Campetto di Santa Lucia) e la casa in alto a sinistra (attuale numero 9 di via Castiglione). Da notare sulla destra di fronte al Campetto di Santa Lucia, il Campo di Santa Lucia, scomparso di cui rimane un relitto su via de' Chiari, attualmente utilizzato come accesso all'Aula Absidale dell'Università di Bologna.
I numeri corrispondono agli ingombri in piedi bolognesi (38 cm) sulla via.

Porta Castiglione


Strada Castiglione a destra cominciando dalla porta fino al trivio di Parta Ravegnana.



Si passa Borgo Orfeo.

Questa è la situazione conosciuta anticamente per trivio degli Oseletti. Il Ghirardacci dice che nel 1288 si fecero i morelli e i ripari in Strada Castiglione, cominciando dal Pozzo detto degli Oseletti fino alla Circla, e dalla Circla di sopra, fino al muro della Misericordia. Poi del 1289 dà per fabbricato il ponte sopra l'acqua di Fiacalcollo che passa alla contrada del Pozzo dell' Oseletto.






Si passa la Castellata.
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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
Isolati compresi tra via Cartolaria Vecchia, Strada Castiglione, e via de' Chiari. Alcentro lo scomparso Campo di Santa Lucia.
Da notare il Canale di Savena, che passa sotto al portico dell'ex Collegio di Santa Lucia, (via Castiglione 36) e la chiesa di Santa Lucia Vecchia, a meridione del Campo di Santa Lucia. L'attuale chiesa di Santa Lucia, ora Aula Magna dell'Alma  Mater Studiorum è a settentrione del vicolo (scomparso).


Si passa sotto la porta del secondo circondario, detto Voltone di Strada Castiglione e Santa Lucia.

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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso sinistra). In basso a sinistra è indicato il Voltone del Serraglio di  Santa Lucia o Torresotto di Castiglione, porta della seconda cinta di mura. La casa Fellini è l'antico numero 395 (attuale via Castiglione 40). La proprietà Rusticelli (o Rustighelli come è indicato nel testo di Guidicini) è l'antico numero 311, attuale via Cartoleria 46.


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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso destra). E' disegnata la sagoma della nuova chiesa di Santa Lucia (ora Aula Magna dell'Università di Bologna) e lo scomparso Campo di Santa Lucia, il vicolo che congiungeva Strada Castiglione a via de' Chiari. Di questo vicolo è rimasto un relitto su via de' Chiari, oggi utilizzato come accesso all'Aula Absidale dell'Aula Magna.





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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso sinistra).Situazione del palazzo Ratta (antico numero 385, oggi via Castiglione 24) con le varie attestasioni di proprietà e le date dei rogiti. A sinistra Via de' Chiari.


Si passa la via dei Chiari.




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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso sinistra).Situazione dei palazzi Guastavillani (antichi numeri 383 e 384, attuali numeri 20 e 22 di via Castiglione). Il 382 è un errore del Guidicini, essendo in realtà a settentrione di via Monticelli (già Fregatette) e corrispondente all'attuale numero 18 di via Castiglione.

Si passa la via Monticelli.



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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso sinistra, nello schizzo in alto) I palazzi agli antichi numeri 380, 381 e 382 corrispondono oggi ai numeri 14, 16 e 18 di via Castiglione.
Lo schizzo in basso rappresente la posizione dell'edicole della Croce della Sante Vergini o di San Damiano (una delle quattro croci petroniane), relativamente al Palazzo Casali (via Castiglione 12). Questa parte dello schizzo ha il nord orientato verso l'alto.

Qui termina secondo le lapidette la Strada Castiglione, e comincia la via dei Pepoli.

Si passa la strada Miola.


Si passa il Vivaro dei Pepoli.










Si passa la vìa detta Volta dei Sampieri.

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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso l'alto). Isolato compreso fra Strada Castiglione (via Castiglione), Strada Stefano (via Santo Stefano e via Rialto (via Sampieri). In alto il palazzo dei Mercanti.

Strada Castiglione a sinistra dalla porla della città fino alla via delle Caprarie.

Si passa il Borgo dell'Oro.

Il Guidicini erroneamente indica la chiesa con il numero 346 e 347. In realtà (confronta l'Indicatore di Sebastiano Giovannini e lo stesso Breventani a pagina 69 delle sue "Correzioni" che però dimentica di inserire la correzione nelle sue note sul volume I)
La canonica aveva i numeri 344 e 345.


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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
Case in Strada Castiglione in angolo con il Borgo Arienti  (via Arienti).  La casa con forno era l'antico numero 351/2 corrispondente all'attuale numero 55 di via Castiglione.



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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
La casa indicato come Gesuiti è quella con il numero antico 353 (attuale 53/2). Le due case che seguono (eredi Scotti e Camillo Zambeccari) sono le case con gli antichi numeri 354 e 355 oggi accomunate dal numero moderno 53. Il vicolo è quello tutt'ora riconoscibile, chiuso da un portone, che girava attorno al Convento delle monache di San Lorenzo, che comprendeva la chiesa di Santa Maria del Cestello.

Il vicolo che contorna l' antico monastero di Santa Maria del Cestello ha il suo principio in Strada Castiglione ed il suo termine in quella del Cestello. Fu chiuso alle due estremità con cancelli di legno per decreto delli 28 aprile 1715 col consenso dei vicini, che si riservarono l' adito e il diritto di aver le chiavi dei rastelli. Rogito Giacomo Antonio Bergamori.
Li 29 giugno 1514 per atti seguiti fra le suore di S. Lorenzo, e Girolamo Forracchi si sa essersi rilevato che essendo stata aperta per ordine del Governatore una strada dintorno al monastero, e non essendo questa occupata dai vicini per esser stata chiusa ne' capi, e nel mezzo da più persone, ed avendo Girolamo Forracchia fatto in quello un edifizio di un'altezza che sopravanzava le muraglie della clausura a modo che le suore non potevano comparire nell'orto senza esser viste da quelli che si trovavano in detto edifizio, come pure avendo altre persone nell'altra parte verso la via del Cestello conficato legni nel muro esistente in Strada Castiglione, sino alla muraglia di detto convento, e della casa di Vincenzo Rainieri, comanda sia distrutta e levata una scala, che occupa una parte di detta via aperta, e che Girolamo Foracchia debba fra quattro giorni aver distrutto ed abbassato il di lui edificio fatto nella sua casa ed in guisa, che la sommità del tetto non sopravanzi quella della muraglia di detta clausura, e ciò a sue spese, anzi che la sommità della muraglia sia un poco più alta dei tetti di detto Girolamo. Parimenti si ordina che nell' angolo di detto muro verso la via del Cestello sia demolito l' edifizio della casa ad esso opposto, in modo tale che la larghezza sia uguale all' altra parte, che siano levati i legni apposti e piantati in dette muraglie. nelle quali vi è la porta che va verso il Cestello, e che sia aperta e distrutta in modo da rendere libero il passaggio per detta via senza alcun impedimento. Rogito Orso Caccianemici.


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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Il Nord è verso destra) Terreno compreso tra la Grada  e porta San felice con i terreni acquistati dalle monache cistercensi ne 1251, che poi si trasferirono in Strada Castiglione nel 1357.

Si passa la via del Cestello.




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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Il Nord è verso destra). Tratto di Strada Castiglione compreso tra via del Cestello / Castelleata e il vicolo Ritiro delle Dame  (oggi vicolo delle Dame). Le case agli antichi numeri 358 e 359 corrisondono ai moderni 47/2 e 47 di via Castiglione. All'altezze del numero 359 si nota il restringimento del torresotto di Castiglione.
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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso destra) Dettaglio delle case numero 358 e 359.


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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso destra) Le case raffigurate sono la 358 (quella più a sinistra), la 359, 360, 361 e 362 (quello in angolo con la via delle Chiuvare, antico nome del vicolo delle Dame.




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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso destra) Casa numero 360 e 361 (l'attuale numero 45 di via Castiglione e, sotto il portico, il numero 362 (via Castiglione 43).




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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso destra) Tratto di Strada Castiglione compreso tra via del Cestello e via de' Poeti (nota un tempo come Pozzo dell'Acqua Bona). Da notare soprattutto lo scomparso Borgo della Noce o del Croficisso che è il vicolo chiuso dai Domenicani e che costeggiava la sponda orientale dell'Aposa.


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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso destra). Sono evidenziati il Campo di Santa Lucia (ora vicolo Santa Lucia) e il Campetto di Santa Lucia (scomparso), oltre alla chiesa vecchia di Santa Lucia.







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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord a destra) Proprietà nel XVI secolo del palazzo in via Castiglione 25 (antico numero 372).

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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord a destra) Proprietà nei secoli XVI/XVIII del palazzo in via Castiglione 23 (antico numero 373), fino a via de' Poeti.


Si passa la via Poeti.

Nell' angolo della via Poeti, sia da questa, sia dall' altra parte, si ha memoria puramente storica esservi stata una chiesa, annessa alla quale trovavasi un molino di Giovanni Lanarisi. Diffatti esiste un rogito di Francesco Argile delli 22 agosto 1367 col quale Giovanni di Fuccio Lanarisi di Luca compra da Como di Giovanni mercante un casamento da Santa Lucia per L. 35, il quale si dice essere sotto la parrocchia di S. Gio. in Monte, in confine del compratore, della via pubblica da due lati, dell'Avesa di dietro, era molino, poi diventò filatoglio.
Si trova li 14 febbraio 1340 che Giacomo Pepoli comprò da Ugolino e Basino Aqualti certo casamento o terreno posto in Bologna sotto S. Gio. in Monte, largo in testa della via di Strada Castiglione piedi 6 e oncie 9, e di larghezza in testa dal lato della casa del molino dei Luteri piedi 24, per L. 35. Rogito Bolognetto Bolognetti.
1340, 14 febbraio Giacomo Pepoli compra da Mellino del fu Lippo Luteri un casamento sotto S. Gio. in Monte, largo in testa piedi 24 dal lato della via. Rogito Bolognetto Bolognetti.
1365, 24 agosto. Mandato di procura di Giberto e Tarlato del fu conte Pepoli per vendere a Giovanni del fu Taddeo Pepoli l' ottava parte per indiviso con detto Giovanni di una casa grande in Strada Castiglione. Rogito Paolo Magnani.
1365, 28 settembre. Compra Giovanni del fu Taddeo Pepoli da Nicolò del fu Romeo Pepoli della quarta parte di una casa grande, ed altra casa con orto in Strada Castiglione, sotto Santa Lucia. Rogito Giacomo del fu Nicolò Magnani.



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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord a destra) Proprietà nei secoli XVI/XVII delle case a settentrione del palazzo Cospi (via Castiglione 21, antico 374). Si tratta delle case agli attuali numero 19, 17, 15 e 13, corrispondenti rispettivamente agli antichi 375, 376, 377 e 378.



Si passa la via Ponte di Ferro.

Il tratto di strada dal Ponte di Ferro fino alle Chiavature in oggi si dice via dei Pepoli, quantunque faccia parte di Strada Castiglione.


Piazza di Sant'Agata che del 1582 dicevasi Piazzola dei Volta.
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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso destra) Piazzetta di Sant'agata, scomparsa, così come sono scomparsi gli edifici con i numeri antichi 1320, 1319, 1318 e 1316.
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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
Altro disegno della Piazzetta di S. Agata. Da notare il corso dell'Aposa, la chiesa di Sant'Agata e lo scomprso Vicolo dei Volta.





Il Guidicini erroneamente la indica con il numero 1317. Il Breventani semplicemente omette di considerare la numerazione dal 1324 al 1314 perchè l'intera zona, al suo tempo, fu spianata per fare posto al nuovo palazzo delle Poste ed in particolare la chiesa fu abbattuta nel 1906.


Il Guidicini indica questa casa con il numero 1316, ma è da intendere il 1313


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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso destra) Palazzo Pepoli Nuovo (Pepoli Campogrande) con le indicazioni delle proprietà che vi preesistevano. In particolare è indicata l'Osteria del Montone e l'Osteria del Leone a meridione di via Clavature.

Il Guidicini indica questo palazzo con i numero 1313,1314,1314, ma pare un errore (vedi sopra dal 1314 in poi).


Si passa la via delle Chiavature.

II tratto di strada dalla via Chiavature sino alle Cavrarie, in oggi si dice via della Gabella Vecchia. Fu detta via della Mercanzia, e anticamente Trebbo dei Banchi.

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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso destra). E' rappresentato l'insieme degli edifici corrispondenti all'antico numero 1311 con le proprietà come erano nel XVI secolo. A sinistra è (non indicata) via Clavature. A destra, dopo un vicolo ancora esistente, ma di passaggio privato, noto un tempo come Capraria, ci sono le case Bolognetti (antico numero 1310, odierno numero 1 di via Castiglione).

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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso destra). . E' rappresentato l'insieme degli edifici corrispondenti all'antico numero 1311 con le proprietà come erano nel XVII secolo. A sinistra è (non indicata) via Clavature. A destra, dopo un vicolo ancora esistente, ma di passaggio privato, noto un tempo come Capraria, ci sono le case Bolognetti (antico numero 1310, odierno numero 1 di via Castiglione).