Mercato di Mezzo

Denominazione moderna (2015)Via Rizzoli.

Dalle Cose Notabili di Giuseppe Guidicini.

Il Mercato di Mezzo comincia dalla piazzetta di Porta Ravegnana, e termina al Cantone dei Fiori.
La sua lunghezza è di pertiche 85. 01. 0.
Questa strada si disse Mercato perchè prima dell'edificazione del palazzo della Biada vi si teneva il mercato delle granaglie. Nel 1436 il Mercato di Mezzo veniva detto Via Nuova.




Mercato di Mezzo a destra cominciando dalla piazza di Porta Ravegnana fino al Cantone dei Fiori.

In questa strada nel 1396 vi era la casa dove si riscuotevano i dazi delle vendite degli stabili urbani, le imposte sulle doti, e il dazio detto delle Carteselle che fu soppresso da Giulio II dopo la cacciata dei Bentivogli.
Quando si apri la via dei Vetturini furono atterrati molti sporti e botteghe, e allineate varie case di questa strada.
Nel 1333 10 febbraio Giovanni detto Nannino, e Bittino detto Bittinello di Lizzo Piatesi vendettero una casa sotto S. Marco quasi rimpetto alla Croce di Porta Ravegnana, in confine dei Sangiorgi e dei Garisendi, per L. 800, Rogito Riccardo di F. Gio. Fantuzzi. Questo stabile e quello in confine del palazzo dell'arte degli strazzaroli, fu compreso entro la fabbrica di detta Società fatta nel 1496.
1365 20 dicembre. D. Francesco Alvarez comprò per il Collegio di Spagna due parti di cinque di alcune case, botteghe, o tavernelle, (cosi dicevansi le botteghe nel 1363) e beccarie nelle quali stavano beccari e giupponieri poste in Santa Maria di Porta Ravegnana presso la Croce, presso il Mercato di Mezzo, presso la via detta Androna de' Zibonari, presso una casa della Società degli strazzaroli presso le beccarle, e la casa della Società dei beccari, vendute da Bartolomeo del fu Giacomo De Boateri della cappella di S. Nicolò di S. Felice e da Giovanni figlio ed erede del fu Zaccaria del detto Giacomo Boateri per L. 750, rogito Francesco Aspettati. Si dava in enfiteusi ai Casoli, e confinava colla via davanti, con macello di dietro. Era ad uso di Osteria. Questo stabile doveva essere dalla parte delle Pescarie di oggidì.
1361 20 settembre. Comprò Pietro d'Alberto Strazzarolo da Pietro di Paolo di Giacomo la metà per indiviso con Vittorio e Corradino di Francesco Sangiorgio d'una abitazione con portico, e banche in Bologna sotto San Marco nel confine del trivio di Porta Ravegnana per L. 186.
In faccia alla Beata Vergine dei beccari vi è una bottega che il 26 settembre 1465 Silvestro Gigli comprò da Domenico Francesco del fu Nicola Guastavillani, la quale era ad uso di strazzarolo in cap. Santi Marcii all'opposto dell'altare, ossia cappella di Santa Maria dei beccari, confinava con Pietro, e fratelli Fava a sera, con Giovanni Caprara a mattina e con Gabriele Dulfoli di dietro, per L. 160. Passò poi ai Padri di S. Gio. in Monte che il 12 dicembre 1519 la locarono a Tiburzio Passarotti.
Il 5 novembre 1559 i detti Padri rinnovarono la locazione enfiteotica di una bottega e di una casa già ad uso di strazzaria ed allora di pittore posta sotto la parrocchia di S. Marco rimpetto all'altare, ossia cappella della Beata Vergine delle Beccarie a Bartolomeo d'altro Bartolomeo di Tiburzio Passarotti per l'annuo canone di venti denari piccoli.
L'osteria che era posta rimpetto alla Pescaria Nuova, nel secolo XV chiamavasi Buco dell'Avesa, o Zamparia.
Dov'era l'arco vi fu il principio di un vicolo detto dei Zampari che dal Mercato di Mezzo dicesi passasse in Porta Ravegnana dov'era la porta principale della residenza dell' Arte degli strazzaroli. Nell' Androna dei Zampari vi abitava nel 1256 Guido Fantuzzi come dal libro delle Riformazioni e vi si tenne per molti anni il mercato del pesce.
Il 14 novembre 1378 Contro Guastavillani affittò a Nicolò e Lando fratelli dei Canalini la casa detta la Cà dei Guastavillani ad uso di beccaria posta sotto S. Lorenzo dei Guerrini o di Santa Maria di Porta Ravegnana sotto la qual casa vi correva l'Avesa. Item una casa chiamata il Pelladuro di Zamparia dei Guastavillani dalla porta, nella quale vi erano tre botteghe ad uso di strazzarolo, essendovi dalla parte di dietro il Pelladuro posta sotto S. Lorenzo dei Guerrini con l'annuo afflitto di L. 200, quattro coscie di Manzo del peso di libbre 50 ciascuna, e di 14 castrati. Rogito Zenobio da Cento.
1380 18 ottobre. Gesia del fu Tommaso Belvisi vedova di Francesco del fu Antonio Bentivogli (altro dice Gasparino e Bartolomeo Bentivogli) vendette alla Società dei macellari una casa (altro dice tre case) sotto S. Lorenzo dei Guerrini. Confinava gli eredi di Gabrielle e di Bartolomeo Mazzoli, o Manzoli di sopra, le strade pubbliche a levante e ponente, Gerardo Contrari (altro dice Corriero) e la via vicinale. Item due case unite con suolo, ed edifizio nella suddetta cappella, o in quella di S. Marco, presso la via pubblica a ponente, presso l' Avesa a levante, presso i Guastavillani di sopra, e presso il detto Gerardo di sotto, nelle quali ultime due case fu consueto di esservi il Pellatoio, per L. 1200 di bolognini. Rogito Giovanni Monti.
1382 18 luglio. Compra fatta dalla Compagnia dei Beccari da Antonio di Mattiolo beccaro di un tassello sotto S. Lorenzo dei Guerrini in confine di strade pubbliche, dell' Avesa e di dietro Albicino di Gerardo e l'ospitale dei Guerrini, pagato ducati 95 d'oro. Rogito Lodovico Codagnello.
1383 26 maggio. Locazione degli interessati del Pellatoio dei beccari di un Pellatoio lungo piedi 15 e oncie 6 sotto S. Dalmasio, e di una casetta posta nello stesso luogo. Rogito Giorgio Angelini.
1383 20 dicembre. Pietro del fu Matteo di Stefano Cervolini vendette alla Società dei Macellari una casa piana per indivisa posta sotto S. Lorenzo dei Guerrini sopra l' Avesa, presso la via pubblica, presso le case dei Guastavillani, presso gli eredi di Pietro dalla Romeggia, presso l'Avesa di dietro. Rogito Lodovico del fu Nicola Magnani.
Il Cardinale Bessarione concedette ai beccari di edificare il nuovo Pellatoio ed in questa sola località pelare i porci. Decreto del 14 marzo 1454.
Il 10 gennaio 1558 un rogito di Nicolò Panzacchia ricorda la strada di Zamparia.
Giovanna del conte Simone dei conti da Panico vedova di Francesco di Bonincontro Guastavillani erede di Carlo suo figlio fece donazione il 29 gennaio 1393 a rogito di Azzone Bualelli ai Padri Minori conventuali del convento dei Ronchi d' Argelata di una casa ad uso di Pellatoio con tre botteghe ad uso di strazzarolo posta sotto S. Lorenzo dei Guerrini nella via del Mercato di Mezzo. Sembra però che questa donazione non avesse il suo pieno effetto, mentre un rogito di Giovanni Angelelli del 9 aprile 1411 ricorda una casa con pozzo, e con catene di ferro detta la casa del Pelladuro di Zamparia dei Guastavillani dalla porta, nella qual casa vi erano tre botteghe ad uso di strazzaria, e dalle parte di dietro il Pelladuro. Confinava Francesco d'Antonio Bentivogli, e la Compagnia dei Beccari. Si trova quindi che i frati dei Ronchi di Venezano godevano la sola metà delle rendite di questi stabili e l'altra metà era goduta dai Guastavillani, e dai Guidotti, e questi secondi quali eredi del fu Giovanni Guidotti, e di Chiara Guastavillani Guidotti.
Il 3 luglio 1518 fu permesso dall'ornato la costruzione del volto sul vicolo della Zamparia dalla parte del Mercato di Mezzo.
Il 30 giugno 1562 questi stabili consistevano in una stalla nella via delle Zampane, che confinava col Pellatoio, con altri beni Guastavillani e la via pubblica, tre botteghe ad uso di sartoria in confine della via Zamparie e degli strazzaroli. Tutte le stanze esistenti sopra dette botteghe, e la prima sopra il voltone delle Zamparie in confine di Achille Dalla Calcina.
Il 13 marzo 1454 fu fatta grazia, e data licenza alla Società dei macellari di fare in una loro casa il Pellatoio, e ciò a motivo dei danni avuti per la seliciata della via di Porta Ravennate per la quale non potevano entrare i porci.
Fra il 1514 e il 1520 furono accordati alla Società dei beccari i diritti annessi al Pellatoio che trovavasi a destra del voltone. Questo vicolo era comune coi successori dell'arte dei macellari, e della Compagnia di S. Giobbe e continuava a dirsi via Zamparie anche nel 1564.
Nel 1579 29 ottobre fu decretata la chiusura del Pellatoio in Porta Nova in luogo detto Fieno, o Paglia, e si ordinò di trasferirsi nell' altro Pellatoio dell' arte dei Macellari sopra l'Avesa posto nel Mercato di Mezzo nel vicolo detto comunemente Zamperia.
Dal 1778 al 1783 si macellarono in questo Pellatoio un anno per l'altro N° 9264 maiali. L'affittuario pagava all'arte dei macellari annue L. 500, e ritraeva soldi 1 1/2 per porco, L. 120 dai 12 facchini, o portatori, L. 380 dalla vendita del pelo, L. 50 dalla spuma, L. 20 dalle setole, e L. 40 dal sangue, totale L. 1304. 16. 4.
Si è detto superiormente che in vicinanza dell'antico Pellatoio vi era una casa di Francesco d'Antonio Bentivogli nel 1411 forse la stessa che fu poi degli Amorini posta rimpetto all'osteria dei Quattro Pellegrini, nella facciata della quale si conservò un'antichissima finestra, con sotto lo stemma dei Bentivogli fino al 19 luglio 1785 dove è fama che Giovanni II stasse a vedere la corsa del Palio che si correva da S. Felice a Strada Maggiore mentre dalla medesima si scopre la porta di Strada Maggiore, e l'ospitale di S. Francesco.



Si passa il Pellatoio Nuovo



Dalle Cose Notabili di Giuseppe Guidicini.

Si passa la via Cavaliera.


Si passa il primo vicolo dei Pini.


Si passa l'altro vicolo Pini.

La casa nell'angolo del vicolo Pini che aveva l'ingresso da detto stradello (vedi via Pini N° 1752) era di Sabadino del fu Giovanni degli Arienti la cui terza parte la vendette il 4 giugno 1468 per L. 100, rogito Mercadante Cospi, a Ulisse del fu Guid'Antonio Aldraghetto Lambertini. Confinava i Capi delle Moline, la via pubblica, e la via Gorgadello che nel 1580 si diceva viazzolo chei va a Cà dei Pini. Appartenne poi ai conti Rossi. Gli Arienti oriondi da Casio dove anche in oggi abita un ramo di questa famiglia si stabilirono in Bologna circa il 1330. Tommaso Dall'Artista leggeva nel 1384 con L. 50 annue. Sabadino fiorì al tempo dei Bentivogli, e fu autore di mille novelle sul conto della Storia Bolognese.



Si passa la via Venezia.


Si passa la via di Roma.




1432. Viazzolo locato a Mauro Orazio di Mauro Giacomo pittore per farvi una bottega, il qual viazzolo metteva nella contrada delle Selle (Altabella). Dicevasi vicolo delle Olle.





Dalle Cose Notabili di Giuseppe Guidicini.

Mercato di Mezzo a sinistra entrandovi per la piazza di porta Ravegnana.

Nell' angolo del Trivio di porta Ravegnana vi erano le case di Alberico di porta Ravennate, che si crede stipite della famiglia Alberici famosa per le sue ricchezze ammassate col cambio. La loro torre decantata per artificiosa era a sinistra del Vicolo delle Giupponerie, ora detto Sanmartini entrandovi per il Mercato di Mezzo i cui avanzi si veggono nella bottega attinente al N. 1260 di detta strada. Dicesi fabbricata nel 1110, e rovinata da sè il 7 maggio 1201 sopra porta Asinella, e sopra varie case colla morte di Pietro Asinelli, e della sua donna di Mussarello, di Guglielmo Marescalco, di Ghiberto de Luca e di altri fino al numero di trentasette. Quando seguì questa disgrazia era di Alberico di messer Ugo Alberico.
Pochi piedi prima dell'angolo della via Sanmartini, e in mezzo della strada del Mercato di Mezzo vi era una delle quattro croci della città dedicata ai SS. Apostoli ed Evangelisti di piedi 9 per ciascun lato, che distava dal portico piedi 11, oncie 11; e dal marciapiede o stillicidio degli Strazzaroli piedi 13. Nel 1453 il Masina nuovo dice che nel 1403, fu concessa alla compagnia degli Strazzaroli, alias Drappieri, e che la risarcirono e la copersero nel 1412 di metallo dorato con spesa di L. 1000. Questa era la più ornata cappelletta che coprisse le dette croci,e che fu distrutta nel 1797.





Si passa la via Sanmartini o Giubbonerie.






Si passa la Via delle Calzolarie.





Si passa il voltone delle Cimarie.



Si passa il voltone delle Pellizzarie.





Si passa Vicolo ora Vicinale detto dello Stallatico del Sole.

Si passa il portone dello stallatico del Sole.



Si passa il Vicolo morto Tosa Pecore.


Si passa la via delle Spadarie.







Si passa la via della Piazzola della Canepa.





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Via Rizzoli come appariva prima degli interventi di demolizione degli isolati sul lato destro dove è ben visibile l'Albergo dei quattro Pellegrini.
A sinistra si vede l'imbocco di via Cavaliera (poi via Guglielmo Oberdan).
Immagine da cartolina (collezione privata).


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La via Rizzoli "stretta" A destra, in basso, si intravede il voltone di accesso alla scomparsa via Cimarie.

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Via Rizzoli vista dalla Due Torri prima di ogni intervento di demolizione. Sulla destra il palazzo degli Strazzaroli
Immagine da cartolina (collezione privata).

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Immagine tratta dal libro di Angelo Finelli Bologna nel Mille - Identificazione della cerchia che le appartenne a quel tempo, edito a Bologna dagli Stabilimenti Tipografici Riuniti nel 1927.
La didascalia dell'immagine è:
Porta n. 34 di via Rizzoli che anticamente fu la via del Pellatoio Nuovo e finiva nella piazza di porta Ravegnana, - La parete a sinistra di questa porta appoggia sopra le basi della mura romana. A quattro metri e mezzo a ponente di essa esiste la muraglia di selenite e a nove metri a levante sorge il ponte romano di porta Ravegnana.

Immagine tratta dal libro di Angelo Finelli Bologna nel Mille - Identificazione della cerchia che le appartenne a quel tempo, edito a Bologna dagli Stabilimenti Tipografici Riuniti nel 1927.
La didascalia dell'immagine è:
Via Rizzoli vista da via della Canepa. Tra la terza e quarta casa c'è via Spaderie. Dove c'è ilprimo palazzo sulla destra era la chiesa di San Michele del Mercato di Mezzo. Chiusa nel 1808 (18 agosto) venduta dai Buttrigari a tale Frignani che vi pose un mangano e l'aperse ad uso negozio nel 1811.


Immagine tratta dal libro di Angelo Finelli Bologna nel Mille - Identificazione della cerchia che le appartenne a quel tempo, edito a Bologna dagli Stabilimenti Tipografici Riuniti nel 1927.
La didascalia dell'immagine è:
Tra la prima e la seconda casa c'è via della Canepa.


Immagine tratta dal libro di Angelo Finelli Bologna nel Mille - Identificazione della cerchia che le appartenne a quel tempo, edito a Bologna dagli Stabilimenti Tipografici Riuniti nel 1927.
La didascalia dell'immagine è:
Mercato di Mezzo tra via Spaderie e via Tosapecore (la prima a destra).