Denominazione atuale: via de’ Toschi e parte di piazza Minghetti.
Dalle “Cose Notabili …” di Giuseppe Guidicini.
Dal portico della casa a destra del Ponte di Ferro alle Chiavature.
La via Toschi o dei Toschi comincia dalla via Ponte di Ferro in faccia alla piazza dei Calderini, e termina a quella delle Chiavature.
La sua lunghezza è di pert. 46, 4, e la sua superfìcie di pertiche 61, 22, 5.
Nel 1256 si pubblicavano i bandi nell’Androna dei Toschi davanti la chiesa di Santa Maria della Chiavica, e nel 1289 davanti la casa dei Passipoveri.
Questa strada si disse anche Androna dei Toschi dalla famiglia di questo nome, nobile e florida, consorte dei Fagnani, Scannabecchi, Dalla Moneta, Preti, ecc. Useppo, o Giuseppe di Tommaso Toschi, e padre del dott. Viviano, fu capo della sollevazione seguita nel 1230, che diede luogo alla nomina degli Anziani fatta la prima volta in detto anno. Gregorio IX, in una sua lettera del 1231, fa menzione del magistrato degli Anziani, ma essi non erano allora al timone del governo. Questo fu il primo seme di un governo popolare, che poi cominciò nel 1245, e che produsse nel 1260 circa il magistrato detto il capitano de) popolo. Sopravvivono ancora in Bologna alcuni Toschi, di basso stato, ma non si si se abbiano relazione cogli antichi. Un Egidio Antonio di Ascanio, di professione speziale, ottenne nel 1734 il padronato di Santa Maria ad Nives nella chiesa di Sant’Agata.
Che i Toschi abbiano abitato in questa contrada, o nelle vicinanze della medesima, viene comprovato dal libro dei Memoriali di F. Giovanni notaro dell’anno 1299, dove trovasi il testamento di Rolando Giudice, figlio di Useppo, col quale dispone delle sue case con torre in domibus palatii et in torre, sotto Santa Maria della Chiavica presso l’ Androna dei Toschi. (Veggasi il N. 1223 di questa strada). In altri tempi questa via era detta S. Silvestro, dalla chiesa dedicata a questo Santo, ed anche via dei Selici, per un marciapiede di selici trovato in uno scavo fatto nella casa dei Bovi.
Via Toschi a destra entrandovi per quella detta Ponte di Ferro.
- N.1228,1229
- N.1230
- N.1231
- N.1232
- N.1233
- NN. 1234,1235,1236. Case dei Mamelini, da non confondersi coi Mamolini.
- NN.1237,1238
- N.1237
- N.1238
- N.1239
(Nord verso il basso) Angolo tra via Clavature, in basso, non indicata, e via de’ Toschi, a destra. Sono indicate le due osterie del Montone e del Leone, altre proprietà preesistenti al palazzo Pepoli Campogrande e il vicolo delle Osterie di cui esiste un relitto a meridione del palazzo Pepoli Campogrande.
Via Toschi a sinistra entrandovi per la via Ponte di Ferro.
- NN. 1227, 1226.
- N. 1225.
- Via de’ Toschi 13 (N.1224)
- Via de’ Toschi 11 (N.1223) – Casa Caccianemici
- Si passa il Voltone dei Caccianemici (Via Foscherari).
- N.1222
- Via de’ Toschi 7 (N.1221)
- Via de’ Toschi 1 (N.1220)
Veduta generale delle mura, dello sventramento e parte dei massi in selenite appartenenti alla muraglia, esistenti nei muri delle case demolite. – In basso via Toschi, in alto via Marchesana. rampa dell’antico spalto, di cui vediamo il notevole dislivello di m. 5,60 (dal libro Bologna nel Mille – Identificazione della cerchia che le appartenne a quel tempo di Angelo Finelli).
Aggiunte (notizie relative a stabili posti in via de’ Toschi, ma non facilmente localizzabili)
- 1493, 16 aprile. Giorgio di Giorgio Guastavillani abitava in casa propria sotto S. Silvestro in via Toschi.
- 1496, 7 settembre. Pietro del fu Antonio Gombruti vendette a Nicolò Mamellini una casa posta sotto Santa Maria dei Carrari nella via Toschi, per L. 590. Rogito Barlolomeo Zani.
- 1520, 28 settembre. Si concesse licenza al dott. Virgilio Porta e a Galeazzo Malvasia confinanti colle loro case e col fiume Avesa, in cappella S. Damiano e S. Silvestro, di fare un ponte di pietra sopra detto fiume a comodo delle precitate loro case.
- 1560. Casa e casetta che Ifigenia Porla, vedova del cav. Dainesi, e Lodovico suo figlio vendettero a Lodovico del fu Girolamo Torelli li 10 gennaio del predetto anno. Rogilo Cesare Vallata e Luca Belvisi. Confinavano ambedue colla via pubblica a mezzodì, coi Serpa a sera, con Luca Beroaldi in parte e in parte coi Locatelli, coll’ Avesa e coi Cospi.
- 1578, 13 novembre. Tommaso Barbieri vendette a Vincenzo Salimbeni una casa posta nella parrocchia e Strada S. Silvestro, per L. 4500 di Bolognini. Rogito Camillo Bonasoni. Nell’ inventario legale dell’ eredità del detto Salimbeni, fatto li 25 giugno 1595 a rogito di Cristoforo Guidastri, è detto che questa casa confinava con l’ Avesa di dietro, colla piazzola di Sanl’ Agata, con Locatello di sotto, e con Galeazzo Marano.
- 1594, 22 gennaio. Camilla Locatelli, vedova di Alessandro Bolognetti, assegnò a Lucrezia del fu Agostino Locatelli, moglie del conte Ippolito del fu Giulio Malvezzi, una casa in via Toschi in conto di dote. Rogito Ercole Fontana.