Guglielmo Oberdan (Via)

Via Guglielmo Oberdan.
Quartiere San Vitale.
Prima documentazione dell'odonimo: 1919.

Via Guglielmo Oberdan consolida in sè due distinte vie della Bologna documentata dal Catasto Pontificio del 1835: via Cavaliera  da via Rizzoli (già Mercato di Mezzo) a via Marsala (già via di Mezzo di San Martino) e Case Nuove di San Martino da via Marsala (già via di Mezzo di San Martino) a via Augusto Righi (già via Repubblicana).

Da via Rizzoli fino alla piazza San Martino, tutti gli autori, dallo Zanti in poi, sono concordi nell'usare l'odonimo via Cavaliera (con piccole variazioni poco significative: CavallieriCavalliera, Cavagliera...).
Il tratto da piazza San Martinovia Marsala fu spesso (così lo Zanti, il Mitelli, il Banchieri ed il Guidicini) considerato come facente parte della piazza stessa (chiamata dai vari autori con nomi diversi: Piazza o Piazzola dei Fantuzzi, Piazza di San Martino, Piazza dei Spada).
Da via Marsala a via Augusto Righi per lo Zanti e per l'Alidosi ebbe il nome di Berlina (vedi via Alessandrini). Il Banchieri descrisse questa via come Ca' Nov d'San Martin fino alla Ca' dla Biava. Poi fu Berlina, certificando la prosecuzione dell'odonimo Berlina in via Alessandrini. Anche per l'Aretusi questo tratto andava sotto il nome di Berlina, mentre tutti gli altri autori furono concordi nell'usare l'odonimo Case Nuove di San Martino.
Il Guidicini riportò anche Astro usato da qualcuno in un documento del 5 febbraio 1599, ma non diede altri elementi, nè si è trovato altrove tale odonimo.
Le Case Nuove fanno riferimento al rifacimento, iniziato il 26 febbraio 1585, del portico uniforme sul lato destro dell'allora Berlina ad opera dei frati di San Martino che ne possedevano le case.
I lavori furono interrotti per carestia, ripresi nel 1611 (il 27 agosto di quell'anno viene concesso suolo ai frati di San Martino per proseguire il portico fino al vicolo Basadonne) ed ebbero termine nel 1641.
Il vicolo scomparso Basadonne si apriva ad oriente di via Guglielmo Oberdan, di fronte allo sbocco di via Bertiera, per poi piegare a nord ed uscire in via delle Moline tra gli attuali numeri 16 e 18.
L'odonimo Case Nuove nacque in questo cinquantennio, infatti lo troviamo dal Banchieri (1635) in poi.
Sull'origine dell'odonimo Cavaliera, lo Zanti disse che al principio (su via Rizzoli) di via Cavaliera, c'era il palazzo della Ragione e vi risiedeva il Podestà, e in questa zona si radunavano i cavalieri per incontrare personaggi importanti in visita, da cui il nome della via.
Anche il Banchieri affermò che in questa via abitava il podestà e presso questa via si radunavano i cavalieri per incontrare con il carroccio personaggi importanti. Il segnale del raduno veniva dato da una campana nota come Cavaliera, e che diede il nome alla via.
Il Salaroli, forse basandosi sulle affermazioni fantasiose del Banchieri, disse che la via era nota anche come via del Carroccio ed aggiunse che secondo Ovidio Montalbani qui si tenevano i cavalli da guerra.
Il Guidicini, prudentemente, riportò le voci su via del Carroccio e sulla presenza dell'abitazione del podestà, senza darne troppo peso.
Sicuramente qui non c'è mai stato nè il Palazzo della Ragione, nè l'abitazione del Podestà.
Però va detto che nei pressi (in via Caprarie) c'era la residenza della compagnia dei Beccai (macellari) tra i quali dal 1334 veniva scelto il bargello, che aveva il compito di perseguire i malfattori e i banditi. Le spedizioni contro i malfattori e banditi venivano chiamate cavalcate. Sostituendo podestà con bargello e palazzo della Ragione con residenza della società dei Beccai, l'ipotesi riportata per primo dallo Zanti acquista maggiore credibilità.
Altre spiegazioni, semplici, ma non documentate (Fanti, II, 567), si basano su ipotesi che in questa via vi siano state rimesse e stalle per cavalli, magari usati per la posta e le spedizioni verso altre città (vedi le antiche vie Roma, Venezia e Napoli).

La riforma toponomastica del 1873-78 riunì le vie Cavaliera e Case Nuove di San Martino, unitamente alla Piazza di San Martino sotto l'unico nome di Via Cavaliera.

Il 31 maggio del 1919, per onorare l'eroe irredentista Guglielmo Oberdan, una delibera del consiglio comunale mutò il nome di via Cavaliera in via Guglielmo Oberdan.

Tra i numeri 4 e 6 di via Guglielmo Oberdan c'è traccia di un antico vicolo, ora chiuso. Questo era il Vicolo Calanchi, dal nome della antica famiglia che abitava, pare (Guidicini), al numero 4.


Fonti citate in questo articolo.
ZantiNomi, et cognomi di tutte le strade, contrade, et borghi di Bologna, di Giovanni Zanti  pubblicato nel 1583.
AlidosiNomi delle strade, vie, borghi, et vicoli, che sono nella città di Bologna, di Giovanni Niccolò Pasquali Alidosi, pubblicato nel 1624).
BanchieriOrigine Delle Porte, Strade, Borghi Contrade, Vie, Viazzoli, Piazzole, Salicate, Piazze, e Trebbi dell'Illustrissima Città di Bologna con i loro Nomi, Pronomi, e Cognomi, di Camillo Scaligeri della Fratta (pseudonimo di Adriano Banchieri), pubblicato da Clemente Ferroni nel 1635.
AretusiOrigine di Bologna. Pianta di Bologna di Costantino Aretusi, pubblicata nel 1636.
MitelliBologna in pianta, città del Papa, famosa pianta di Agostino Mitelli, pubblicata nel 1692.
SalaroliOrigine di tutte le strade sotterranei e luoghi riguardevoli della città di Bologna di Ciro Lasarolla (Pseudonimo di Carlo Salaroli), pubblicato nel 1743.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).
Fanti: Le Vie di Bologna. Saggio di Toponomastica Storica, di Mario FantiIstituto per la Storia di Bologna, 2000.