Margherita (Via Santa)

Via Santa Margherita.
Quartiere Saragozza.
Prima documentazione dell'odonimo: 1801 (Pugliole di Santa Margherita).

Nel periodo che viene descritto nell'Introduzione come periodo dell'odonomastica arcaica o spontanea, ovvero precedentemente al 1801, questa via era distinta in almeno tre tratti distinti.
Il primo tratto, da via de' Fusari a via de' Gargiolari fu chiamato Battibecco (Zanti, Alidosi e Aretusi) e via dal Puntsell (Banchieri).
Il secondo tratto da via de' Gargiolari a via Val d'Aposa era il Ponticello di Sant'Arcangelo (Guidicini) o Piazzola dal Puntsell d' Sant Arcanzl (Banchieri).
I'odonimo Ponticello di Sant'Arcangelo è piuttosto antico. Un rogito del 24 aprile 1521 di Bornio da Sala si riferisce ad una casa posita in civitati Bon. in C. S. maria de baronzella in contrata vocata dal pontisello di santo arcangelo.

... pontisello di santo arcangelo... 

Prime righe del rogito del 24 aprile 1521.

Firma del notaio Bornius de Sala.


Il terzo tratto da via Val d'Aposa a via Volto Santo fu chiamato Pugliole (Mitelli e Monari), viazzola dei Mariscotti (Aretusi: il palazzo dei Marescotti è poco lontano da qui) e (nel 1450 e 1495) via Nuova dietro il Monastero di Santa Margherita (Alidosi e Salaroli). Un rogito del 22 luglio 1676 (riportato dal Guidicini, III, 139) indicava questo tratto come via Imperiale sotto S. Margherita.
Con le lapidette del 1801 i tre tratti vennero unificati con il nome di Pugliole di Santa Margherita.
Da notare che con questo nome il Salaroli non indicava la nostra strada, ma i tre vicoli, che circondano il monastero di detta Santa, quindi l'attuale via dei Griffoni (che al tempo del Guidicini era divisa in Gangaiolo di Santa Margherita ed in Gangaiolo di Val d'Aposa (non è chiaro quale sia il terzo vicolo indicato dal Salaroli).
La denominazione urbanistica generica Pugliole fu soppressa con la riforma toponomastica del 1873-78, così la nostra via divenne semplicamente via Santa Margherita.

Santa Margherita era il convento (soppresso in epoca napoleonica) di cui ciò che rimane ha l'ingresso in via Santa Margherita ai numeri 10 e 12, e che ha dato il nome alla via.
Il Ponticello di Sant'Arcangelo trova la ragione del suo nome nell'esistenza, in epoca medievale, di un ponticello in pietra che scavalcava l'antico corso dell'Aposa e che trovavasi vicino alla chiesa (anche questa soppressa in epoca napoleonica, poi completamente distrutta) di San Michele Arcangelo.
Per Battibecco si veda quanto scritto su via Battibecco. Va detto che per l'Aretusi in questa zone vi erano due vie dal nome Battibecco, nessuna delle quali coincide con l'attuale via Battibecco (che era per l'Aretusi il Voltone de' Fusari). I due battibecchi dell'Aretusi erano la parte meridionale di via de' Fusari, passata la chiesa di Santa Maria della Baroncella, ed il primo tratto, come visto poc'anzi, di via Santa Margherita.


Fonti citate in questo articolo.

ZantiNomi, et cognomi di tutte le strade, contrade, et borghi di Bologna, di Giovanni Zanti  pubblicato nel 1583.
AlidosiNomi delle strade, vie, borghi, et vicoli, che sono nella città di Bologna, di Giovanni Niccolò Pasquali Alidosi, pubblicato nel 1624).
BanchieriOrigine Delle Porte, Strade, Borghi Contrade, Vie, Viazzoli, Piazzole, Salicate, Piazze, e Trebbi dell'Illustrissima Città di Bologna con i loro Nomi, Pronomi, e Cognomi, di Camillo Scaligeri della Fratta (pseudonimo di Adriano Banchieri), pubblicato da Clemente Ferroni nel 1635.
AretusiOrigine di Bologna. Pianta di Bologna di Costantino Aretusi, pubblicata nel 1636.
MitelliBologna in pianta, città del Papa, famosa pianta di Agostino Mitelli, pubblicata nel 1692.
SalaroliOrigine di tutte le strade sotterranei e luoghi riguardevoli della città di Bologna di Ciro Lasarolla (Pseudonimo di Carlo Salaroli), pubblicato nel 1743.
MonariCittà di Bologna posta in pianta in esatta misura con la distinzione de portici che sono in essa, Pianta di Gregorio Monari, pubblicata nel 1745.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).