Val d'Aposa

Denominazione moderna(2015): Via Val d'Aposa ed il tratto di Via Tagliapietre fino a via Saragozza.

Guidicini.
Dalla via Urbana alle Pugliole di Santa Margherita.

Per seguire le norme che danno le lapidette, bisogna dire che questa strada comincia dalla via Urbana, sbocca nel Trebbo dei Carbonesi, ripiglia nel fianco del palazzo Zambeccari, e si fa terminare al Ponticello di Sant'Arcangelo.
La sua denominazione l'ebbe dal corso dell'Avesa che vi percorreva prima del 1070.
Nel 1289 si pubblicavano i bandi nel trebbo di Val d' Aposa e davanti la casa di Pellegrino Semopizzoli.

  


Val d'Aposa a destra entrandovi per la via Urbana.

Li 29 marzo 1608 l'Ornato concesse ad Angelo e fratelli de' Nobili di aggiungere alla loro casa il portico da quella parte che guardava la via delle suore del Corpo di Cristo, in lunghezza piedi 83, e in larghezza piedi 6 e oncie 2, cominciando dal portico dei Branchetti.
I primi archi di portico, subito passata la via Urbana, appartengono alla casa N. 259 della via Urbana.







La continuazione di Val d' Aposa dal Trebbo Carbonesi al ponticello di Sant'Arcangelo si trova spesso nominata via dello Spirito Santo, e nel secolo XIV via di Sant' Antonio di Padova dalla chiesa dedicata a questo Santo.
In un rogito di Bertolotti Antonio delli 21 febbraio 1667 è chiamata contrada rincontro la Croce dei Santi. Nel 1715, nei campioni delle strade, è detta via degli Asini, della qual denominazione non se ne può dare alcuna etimologia.
Per le case incluse nel palazzo dei Zambeccari, che erano su questa strada, veggasi via Trebbo Carbonesi.



Si passa la via Pugliole dello Spirito Santo. (nel testo orig. del Guidicini, qui erano indicate le Pugliole dei Celestini Questa imprecisione non fu notata dal Breventani).



Via Val d' Aposa a sinistra cominciando dalla via Urbana. 




Si passa la via Trebbo dei Carbonesi.



Si passa il vicolo Gangaiolo.

Nell' angolo a settentrione del vecchio Gangaiolo cominciavano le case degl'antichi Grilffoni, estinti nel 1450 in Giovanni di Lodovico. Costoro cominciano ad essere citati nei libri dei Memoriali del 1290.
Matteo Griffoni, medico che viveva nel 1310, fu il primo di questa famiglia. Quel Matteo Griffoni che scrisse il Memoriale si crede nipote o pronipote del medico, e fu quegli che inventò tutte le favole che si raccontano dei Griffoni, e ciò per esaltare la sua famiglia.
Altri Griffoni, oriundi da Sant' Agata, di professione speziali, sorsero quando gli altri mancarono, si fecero grandi circa la suddetta epoca, e spesse volte vengono confusi coi primi dai nostri storici.
Il cognome loro lo trassero forse dal Griffo posto per insegna alla loro spezieria. Una terza famiglia Griffoni derivò da un Giuseppe mercante pistoiese stabilito in Bologna, e morto nel 1576, i cui figli nel 1596 furon accettati nella seconda famiglia Griffoni da Riniero e fratelli, figli di Francesco.
I Primi Griffoni ebbero la loro torre nell'angolo del chiuso Gangaiolo, che fu edificata da Guido circa il 1190, e precipitò nel 1296 sopra le case di Palmirolo e di Gherardo Torelli che erano nella parte opposta della strada. Questa torre dicesi che fosse più bassa di quella dei Catalani di dodici puntate o colombare. Per tale ruina mori il solo Paolo Spadacorta di S. Giovanni .in Persiceto, coi buoi attaccati al carro, che egli conduceva. Dall'estinzione della famiglia Griffoni fino al 1567 non si hanno notizie a chi abbiano appartenute le loro case nelle quali era compreso il seguente numero.








CP
https://lh3.googleusercontent.com/-CZHzbYUnkY0/VnQSXFtH6zI/AAAAAAAA9BM/e-rDpZ6oHLU/s1600-Ic42/SKMBT_C36015121515441.jpg
Immagine tratta dal libro di Angelo Finelli Bologna nel Mille - Identificazione della cerchia che le appartenne a quel tempo, edito a Bologna dagli Stabilimenti Tipografici Riuniti nel 1927.
La didascalia dell'immagine è:
Via Val d'Aposa. - Il breve tratto esistente tra la chiesa dello Spirito Santo e quella di S. Paolo sopra la cui Piazzetta fu portata la Croce di S. Martino dei Santi.

https://lh3.googleusercontent.com/-ttm_vR78Cy4/VnQSXPV2GgI/AAAAAAAA9Ao/NByjuO1VGPk/s1600-Ic42/SKMBT_C36015121515440-1.jpg
Immagine tratta dal libro di Angelo Finelli Bologna nel Mille - Identificazione della cerchia che le appartenne a quel tempo, edito a Bologna dagli Stabilimenti Tipografici Riuniti nel 1927.
La didascalia dell'immagine è:
Piazzola dei Guidoscalchi sopra la quale sorgeva porta di piazza Maggiore. - A destra abbiamo la chiesa dello Spirito Santo, di qua da essa, sulla via Val d'Aposa che in parte vediamo, correva l'Aposa e sopra vi sorgeva il ponte della Cittadella dal quale fu principiato il muro che doveva togliere dalla vista pubblica le case delle dame cortesi che abitavano nel lato sud del vicolo che vediamo in fondo a destra il quale finiva in via S. Mamolo.
In fondo a sinistra: la via dello Spirito Santo.