Pescarie

Denominazione moderna(2015): Via Pescherie Vecchie.

Guidicini.
La via delle Pescarie comincia nella Piazza da uno dei due gran volti del portico dei Banchi e termina nella via delle Drapperie.
Anticamente si diceva via dello Scorticatoio o degli Scorticatori (botteghe da macello), via del Trivio dei Malcontenti, via Malcontenti nel 1400, poi Trebbo e Campo della Malvasia per lo spaccio di questo vino, che traevasi dalle Isole Ionie.
Le antiche Pescarie erano tra la torre Asinelli, e la Chiesa di S. Bartolomeo, poi nel già Pellatoio del Mercato di Mezzo detto via dei Zampari, e sboccavano nella Piazzetta di porta Ravegnana dov’è la porta della già residenza dell’ arte degli strazzaroli. Vagarono nelle vicinanze della Piazza e cioè dalla parte del registro e da quello del palazzo del Podestà, come si troverà notato alle rispettive località. Furono traslocate nelle Pellizzarie, poi il primo giorno di quaresima 13 febbraio 1583 in questa contrada, fino al 9 maggio 1817 (Breventani, pag. 181), nella qual epoca furon collocate nel vaso grande delle Macellarie poste negli Orefici e Mercato di mezzo.
Si è venduto il pesce nella via dei Malcontenti, sotto le volte dell’attual pubblico palazzo e sotto quelle della residenza dei notari.
Queste Pescarie si dissero Pescarie Nuove, per distinguerle dalle vecchie, che erano le Pellizzarie.
Le botteghe di questa contrada si dicevano Buche del Pesce per essere più basse di alcuni gradini del piano della strada.



Via delle Pescarie a destra entrandovi dal portico dei Banchi.

Si trova nella memorie dell’ Arcicontraternita di S. M. della Vita che li 22 settembre 1409 la compagnia dei Battuti si determinò di mettere uno stanzone ad uso di Pescaria, lo che incontrò difficoltà per parte dei pescatori, la cui compagnia deliberò di far vendere pesce per conto proprio anche con perdita, avendola sostenuta già per L. 12. 19.9; cosi li 12 novembre 1409 fu atfittato questo stanzone o bottega da pescivendolo che era quella presso il cantone formato dall’ avanzamento delle fabbriche che restringeva a destra. questa contrada tutta posseduta dal grande Ospitale sotto ai numeri 1161, 1162, 1163 e 1164.
Prossimamente alla Piazza vi erano case dei Lambertazzi, che appartennero a quella famiglia fino ai 4 giugno 1388 in cui Francesco Spontoni comprò cinque abitazioni contigue l’ una all’ altra con piedi 7 e mezzo di terreno, da Bonifacio, Giacomo Giovanni Lambertazzi, le quali erano nell’angolo della strada pubblica, che dalla piazza va a dirittura ai forni della Città o dall’Ospizio anzi Ospitale della Vita, nel qual terreno vi erano due banche ad uso di macelleria, i quali edifizi erano in vicinanza dei mercanti di lana bisella e da due lati vicino alle casa dei Bentivogli, pagate lire 2700 rogito Matteo Preti, e Giovanni Monterenzoli. Veniva la casa dei Bentivogli dove avevano le loro macellarie.
Nel 1350 il Vicario di Bologna fece fare le mura delle vie al loro sbocco in piazza, ponendovi grosse catene, e fece guastare le beccarie presso l’ Ospitale della vita.
Due porte corrispondenti a questa strada introducevano la prima al già ospitale, l’altra alla Chiesa della Vita.
Li 26 novembre 1554 Pietro Bonfigli, e Antonio Maria Legnani vendettero all’ ospedale della Vita il casamento, e botteghe dal succitato angolo della Ruga dei pescatori fino al cantone dritto alla chiesa di S. Matteo e voltando per la via di S. Matteo o Drapparie sino alle Clavature, e in detta strada le due botteghe andando verso piazza per lire 8000, altri dicono lire 10000, rogito Francesco de Buoi.
Nel 1569 furon rimosse alcune di dette botteghe nella via Pescarie, e in detto luogo furon fatte le scale per ascendere all’Oratorio.

Pescarie a sinistra entrandovi per il portico dei Banchi.




Si passa il vicolo detto dei Ranocchi.