Maggiore (Strada)

Strada Maggiore.
Quartiere Santo Stefano per i numeri pari, San Vitale per i numeri dispari.
Prima documentazione dell'odonimo: 1162.

Questa via ricalca il percorso della romana Via Aemilia fuori dell'abitato romano, il cui limite orientale era presso piazza di Porta Ravegnana.
Una volta inurbata nella città medievale prese il nome di Strata Maior e come tale è ricordata negli estimi del 1296/97, ma il nome era sicuramente usato già da molto tempo prima, visto che è del 15 dicembre 1162 un rogito di enfiteusi di una casa sita in Burgo Stratae Maioris (Guidicini, III, 10)..
Il nome rimase immutato fino al 1872, momento precursore della riforma toponomastica del 1873-78, quando venne assegnato il nome di via Giuseppe Mazzini (Fanti, II, 480), confermato in via Mazzini dal Prontuario, per poi tornare Strada Maggiore nel 1932 (delibera podestarile del 30 aprile).

Strada Maggiore è l'unica via di Bologna rimasta con la denominazione urbanistica generica "Strada".
Questa denominazione urbanistica generica fu formalizzata con le lapidette del 1801 per tutte le dodici vie principali che dal centro portavano alle della città.
In precedenza però venivano chiamate "strade" le sole vie principali che si irradiavano da piazza di Porta Ravegnana: Strada Castiglione (via Castiglione), Strada Stefano (via Santo Stefano), Strada Maggiore, Strada San VItale (via San Vitale) e Strada San Donato (via Zamboni).
Strada deriva naturalmente dal latino strata, participio passato di sternere ed ha il significato di lastricata, selciata.
Della derivazione latina è rimasto nella pronuncia in lingua bolognese un relitto nella "a" della prima sillaba: Strada Maggiore si pronuncia nel vernacolo locale Stràmazòur, mentre strada da sola si pronuncia strè. Così anche le altre vie: Stràsandunè, Stràsanvidel, Stràsteven e Stràcastiòn.
Non è chiara la ragione per cui solo queste vie erano stratae. Si potrebbe ipotizzare che nel periodo bizantino, con Ravenna egemone, le vie che partivano dalla porta della amica Ravenna (porta Ravegnana) fossero bene curate e lastricate, mentre non lo erano quelle che si dirigevano verso le regioni ostili, dove c'erano i nemici, gli hostes, e dove c'era quella porta Stiera che forse non era Soteria, ma Hostiera.


Fonti citate in questo articolo.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).
ProntuarioProntuario per la denominazione delle Piazze, Vie e Vicoli e per la numerazione delle case della Città di Bologna attivate il 1° Luglio 1878 (Bologna, Regia TIpografia, 1878).
Estimi 1296/97Atlante Storico delle città italiane. Emilia Romagna, 2 Bologna. A cura di Francesca Bocchi, pubblicato da Grafis, Bologna, 1995,1998 (contiene gli Estimi 1296/1297)
Fanti: Le Vie di Bologna. Saggio di Toponomastica Storica, di Mario FantiIstituto per la Storia di Bologna, 2000.