Orefici (Via degli)

Denominazione moderna(2015): Via  degli Orefici.

Guidicini.
Dal Cantone degli Elefanti alla Spezieria dell’ Annunciata.
La Via. degli Orefici, o Orificerie comincia dalla Via delle Spaderie, e termina a quella delle Caprarie.
È lunga pertiche 30, e di superficie pertiche 43. 92. 6.
Nel 1487 si atterrarono varie case, e molti sporti per addrizzare la Via delle Orificerie.



Via degli Orefici a destra cominciando dalle Spaderie.


Si passa il vicolo dei Ranocchi.


Strada degli Orefici a sinistra dalla Piazza alla via delle Caprarie.



Si passa il vicolo già detto Gorgadello, via di S. Cattaldo, via de', pavone, via dello Stallatico del Sole.

Questo vicolo è ora una via vicinale che chiudesi con portoni alle sue estremità degli Orefici, e del Mercato di Mezzo.
Si disse Gorgadello perchè era una continuazione del Gorgadello, vicolo dei Ranocchi, si chiamò via di S. Cataldo per la piccola Chiesa di questo Santo che vi aveva la sua facciata, poi del Pavone da una spezieria con questa insegna che del 1500 trovavasi nel lato opposto degli Orefici sull' angolo del vicolo dei Ranocchi dalla parte della Piazza appartenente ai Lamberiini, la quàl spezieria esisteva ancora nel 1546. Nel precitato anno 1506 era dell'eredità d' Ulisse del fu Guidantonio Lambertini frate dell' Osservanza dell' ordine de' minori di S. Francesco, nel cui inventario è qualificata per casa grande con la Chiesa piccola di S. Cattaldo in confine della via detta del Pavone, di Francesco Cavazza, e degli eredi di Giacomo Ringhieri , sotto la quale sono sei botteghe finalmente è conosciuto in oggi per stallatico del Sole.
Divideva esso le case dei Lambertini da quelle dei Scannabecchi , rogito Pirro Beliossi. La cura d'anime fu data a S. Michele del Mercato di Mezzo.
Dicesi che in questo vicolo vi corrispondessero le case di Giovanni degli Indovini già ambasciatore dei Bolognesi , e che per ragione di partito gli furono atterrate circa il 1320.

Si passa il Voltone delle Pellizzerie.

Si passa il Voltone delle Cimarie.

È probabile che i predetti due voltoni fossero costrutti per unire le case dei Scannabecchi. le quali dalla via delle Calzolarie si estendevano fino al vicolo dello Stallatico del Sole.
Nell'angolo delle Orificerie colle Calzolerie vi era la chiesa di S. Damaso, .d'avanti la quale si pubblicavano i bandi nel 1289. Nel 1294 fu ampliata la strada d'avanti S. Damaso, gettando a terra un muro di Bonacursio Scannabecchi, e tirato addietro più di cinque piedi. La chiesa precitata fu detta anche S. Dalmasio dei Scannabecchi per essere jus patronato di quella famiglia. Che la chiesa di S. Dalmasio si creda fondata nel 1053 può essere, ma non si può ammettere che sia stata edificata da uno Scannabecchi perché nel secolo XI non vi eran cognomi, e tanto meno gli Scannabecchi. Pare esserlo mercé fondazione sia venuta da una leggenda che era sotto un'antica figura di S. Damaso all' altar maggiore di questa Chiesa, che diceva Pietro di Testa Scannabecchi edificò nel 1053. Bartolomeo di Giacomo Brixileri fu nominato parroco di questa chiesa da Bonifacio PP. IX, li 19 aprile 1397.
Federico e Giacomo fratelli Cavalli figli di Pantasilea de' Scannabechi abitanti in Verona divennero padroni di questa chiesa, che per esser stata rifabbricata da D. Pietro Matteo Martignani le fu dal Papa concesso il iuspatronato ma la grazia fu dichiarata surrettizia essendosi scoperto esserlo mercé le rendite del benefizio, onde il vero padrone restò il discendente di un Scannabecchi pescatore, che abitava in strada S. Vitale. Dicesi che il padronato passasse per donazione ai Maltachiti o Mantachetti nel 1497. Fu profanata li 22 giugno 1566 secondo un rogito di Cesare Beliossi. La cura d'anime fu data alla chiesa di S. Matteo delle Pescarie, (vedi Via delle Cimarie).
Li 3 giugno 1373 Riccardo di Pietro da Saliceto, e Francesco di Simone Foscarari comprarono da Zone di Tino Malatesti da Rimini una casa sotto S. Dalmasio che confinava con Toniolo Bentivogli , e che fu pagata lire 700 rogito Francesco di Domenico Lambertini di Castel Franco.
Li 2 maggio 1374 la porzione del Foscarari fu ceduta al Saliceti per lire 350, rogito Azzone di Nicolo Buallelli.






https://lh3.googleusercontent.com/-d_ijsvQKUzQ/Vje0eEvniqI/AAAAAAAA5r4/8dVD9RuP1Js/s1600-Ic42/ZA0911.jpg

Via Orefici come era prima del 1911, anno in cui iniziarono gli abbattimenti che avrebbero interessato la parte visibile a destra. L'arco ben visiile sulla destra è il voltone di via Cimarie. L'edificio sporgente poco più avanti era l'Albergo del Commercio, già del Leoncino. Pare che in quel palazzo abbia abitato Francesco Raibolini detto il Francia.
Immagine da cartolina (collezione privata).

Immagine tratta dal libro di Angelo Finelli Bologna nel Mille - Identificazione della cerchia che le appartenne a quel tempo, edito a Bologna dagli Stabilimenti Tipografici Riuniti nel 1927.
La didascalia dell'immagine è:
Via Orefici verso ponente. A destra il Voltone della via S. Cataldo e il Palazzo Lambertini (Albergo del Commercio)

Immagine tratta dal libro di Angelo Finelli Bologna nel Mille - Identificazione della cerchia che le appartenne a quel tempo, edito a Bologna dagli Stabilimenti Tipografici Riuniti nel 1927.
La didascalia dell'immagine è:
Via Orefici. La vista è all'altezza dello Stallatico del Sole. In fondo la farmacia della Santissima Annunziata. A sinistra i voltoni di via Cimarie e via Pelliccerie.