Martiri 1943-1945 (Piazza dei)

Piazza dei Martiri 1943-1945.
Vi confluiscono le vie Guglielmo Marconi, dei Mille, Antonio Gramsci, Cairoli, Giovanni Amendola e don Giovanni Minzoni.
Quartiere Porto.
Prima documentazione dell'odonimo: 1945.

Il piano regolatore del 1889 prevedeva l'apertura di nuove strade, prendendo a modello i bouelvard parigini, con il sacrificio della cinta muraria del XIII-XIV secolo. La zona settentrionale di Bologna compresa tra Porta Lame e Porta San Donato fu quella maggiormente interessata da questo piano regolatore.
In particolare era previsto:
un asse stradale che andava dalle mura nei paraggi del porto a Porta San Donato;
il prolungamento a nord del Borgo delle Casse oltre il Canale di Reno;
L'apertura di una nuova piazza su cui dovevano confluire il nuovo asse e il prolungamento del Borgo delle Casse.
La nuova Piazza consiste nell'attuale Piazza dei Martiri 1943-1945 (chiamata a suo tempo Piazza Umberto I). Il prolungamento del Borgo delle Casse fu realizzato e successivamente allargato prendendo il nome prima di Via Principe Amedeo, poi di Via Roma per diventare nell'ultimo dopoguerra via Guglielmo Marconi.
L'asse realizzato comprende l'attuale via Don Giovanni Minzoni (inizialmente battezzata Via del Mille), da viale Pietro Pietramellara a piazza dei Martiri 1943-1945, via dei Mille, da Piazza dei Martiri 1943-1945 a via dell'Indipendenza e via Irnerio da via dell'Indipendenza  a piazza di Porta San Donato.

Molte le vie scomparse con l'attuazione del pianto regolatore del 1889.
Con via DonGiovanni Minzoni scomparve
Via Malacquisto;
con l'apertura di Piazza dei Martiri 1943-1945 scomparve
Via del Maglio;
con l'apertura di Via del Mille le vie scomparse furono
Vicolo del Giardino Poeti,
Pugliole di Sant'Elena;
con l'apertura di Via Irnerio infine all'elenco delle vie scomparse si aggiunsero:
Vicolo di San Benedetto,
Buco di Gatto,
Vicolo Conca,
Vicolo delle Due Chiese,
Passo o Ponte del Gatto o delle Agucchie,
Borgo di San Marino,
Braina di San Donato.

Qui trattiamo della via scomparsa con l'apertura di piazza dei Martiri 1943-1945.

Via del Maglio.
Via del Maglio, già documentata nel 1583 dallo Zanti, aveva l'imbocco su via del Porto accanto alla tuttora esistente chiesa di San Carlo, in capo a via San Carlo. Di questo imbocco rimane traccia in un passaggio privato (chiuso da cancello) della lunghezza di una ventina di metri che permette di accedere al numero 5 di via del Porto.
Via del Maglio raggiungeva le mura della città e scomparve con la crezione di piazza dei Martiri 1943-1945. Si ha notizia (Guidicini, III, 84) di una cessione, avvenuta nel 1460 di un pezzo di terreno detto il Maglio a Nicolosio dei Poeti, famiglia che in questa zona ebbe possedimenti. Questo Maglio diede sicuramente il nome al Molino del Maglio che era alla fine di via del Maglio, accanto alle mura. Il Fanti ipotizzò che Maglio sia nome di specie vegetale che in dialetto suona maj e che indica una non bene identificata specie di albero con fiore simile alla ginestra (Fanti, I, 251), alberi che avrebbero popolato il terreno del Maglio. Sicuramente però nel 1561 il molino del Maglio, descritto poc'anzi, era un opificio dove veniva battuto il ferro, opificio chiamato Maglio o Battiferro (Guidicini, III, 341). L'opificio sembra essere stato costruito nella prima metà del XVI secolo, dopo la cessione del terreno del Maglio del 1460. Potrebbe però trattarsi di una riedificazione di un opificio preesistente. Il chiaro significato di Maglio, strumento per la battitura dei metalli, e la presenza di una condotta d'acqua importante che seguiva tutta la via del Maglio, necessaria per dare energia meccanica al maglio stesso, rendono abbastanza probabile che sia stato un opificio di questo tipo a generare l'odonimo.
L'opificio fu trasformato in molino, il Molino del Maglio dall'avvocato Antonio Aldini, di cui è famosa la villa in stile neoclassico sui primi colli sopra Bologna.


Fonti citate in questo articolo.
ZantiNomi, et cognomi di tutte le strade, contrade, et borghi di Bologna, di Giovanni Zanti  pubblicato nel 1583.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).
Fanti: Le Vie di Bologna. Saggio di Toponomastica Storica, di Mario FantiIstituto per la Storia di Bologna, 2000.