Azzo Gardino (Via)

Via Azzo Gardino.
Quartiere Porto.
Prima documentazione dell'odonimo: 1583 (Azzo Gardino).

L'odierna via Azzo Gardino, seguendo il Guidicini, risulta dall'unione di tre, se non quattro, strade in passato considerate distinte.
La prima strada, da via Riva di Reno ad un piazzaletto, era Azzo Gardino (in taluni casi scritto Azzogardino).
La seconda strada, dal piazzaletto a via Castellaccio era nota come via delle Sette Case.
Il terzo tratto, da via Castellaccio a via delle Lame era noto come Apostoli (o via degli Apostoli).

Vediamo nel dettaglio i tre tratti di strada.

Tutti gli autori (dallo Zanti in poi) furono concordi nell'attribuire al primo tratto il nome di Azzo Gardino.
I discendenti di un Azzo Gardino abitarono qui. Esiste un rogito del 1266 di cessione di una casa che era di proprietà di Giacobino di Azzo Gardini (Guidicini, I, 82). In quel rogito la casa è detta essere in Burgus Sanctae Mariae Novae che era evidentemente il nome della via prima di prendere quello della famiglia di Azzo Gardino.
Il piazzaletto in cui questo tratto di strada termina esiste ancora, anche si in parte interessato dagli sventramenti di Largo Caduti del Lavoro: è antistante all'attuale numero 14.

Per quanto riguarda il secondo tratto, il Guidicini (I, 254) documentò il nome di Via delle Sette Case, o Via delle Sette Casette o Via delle Sette Porte.
Tutti gli altri autori furono concordi nell'includere questo brevissimo tratto di strada in Apostoli (con l'esclusione importante, come vedremo subito, dell'Aretusi e dell'Alidosi che viceversa incluse questo tratto di strada in Azzo Gardino).
L'origine del nome è quanto mai intuitiva. Le sette casette che hanno dato il nome alla via sono tutt'ora esistenti con i numeri antichi dal 1263 al 1269 (numeri attuali dal 28 al 36).

Il terzo tratto fu chiamato da tutti gli autori Apostoli. Nome antichissimo. Già un rogito del 1275 (19 febbraio) tratta di una compravvendita di una casa nel Borgo degli Apostoli (Guidicini, I, 64). Nel 1289 si pubblicavano i bandi in Burgus Apostolorum e lo stesso odonimo è documentato anche negli estimi del 1296/97. Solo l'Aretusi riduce Apostoli al tratto terminale dall'antico Prato di Magone fino a via delle Lame. Il resto per lui è Horti del Seminario. Per il Guidicini invece questo tratto terminale, che sarebbe la quarta strada, è Cul di Ragno, e Apostoli quello che per l'Aretusi è Horti del Seminario. Cul di Ragno, precisa il Guidicini, è odonimo spontaneo, come vien detto dal vicinato.
Il Prato di Magone era dove oggi è la Piazzetta Pier Paolo Pasolini ed il cinema Lumiere ed era attraversato da una viuzza (Via del Rivale) che arrivava al ponticello sul canale Navile e che permetteva di raggiungere via del Porto.
Horti del Seminario non ha bisogno di spiegazioni.
Cul di Ragno è voce popolare ed evidentemente si riferiva alla scarsa larghezza della strada (come si vede dalle mappe catastali del catasto Gregoriano) che era anche costeggiata in quel tratto da una canaletta a cielo aperto. C'era un altro Cul di Ragno (vicolo scomparso presso via Paglietta), una Bocca di Ragno, vicolo scomparso su via Farini, un Buco del Gatto (stretto passaggio presso l'altro Prato di Magone, presso la Montagnola).
Accenniamo brevemente che due zone distinte di Bologna erano indicate come Prato di Magone. Una in questa zona (come descritto sopra, tra porta Lame e la porta del Canale Navile), l'altra nella zona della Montagnola, dove all'inizio del XIX secolo fu costruito lo Sferisterio.
Per quanto riguarda Apostoli, va rigettata subito la leggenda popolare raccontata per primo dallo Zanti, secondo cui un padre di famiglia, che abitava in questa zona, avendo dodici figli, li chiamò con il nome degli apostoli e che furono questi figli a costruire una chiesa detta degli Apostoli e a dare il nome a questa via. E' appena il caso di far notare l'estrema improbabilità di una situazione del genere: si dà il nome ai figli quando nascono e non quando se ne mette assieme dodici... a meno che (e qui sta l'improbabilità) questo padre di famiglia non avesse preventivato di mettere al mondo altri undici figli, dopo avere messo al mondo il primo.
Dove via Azzo Gardino finisce in via delle Lame, sul lato destro andando verso via delle Lame, c'era la chiesa della compagnia di Santa Maria della Purità, soppressa nel 1798, nell'ambito delle soppressioni napoleoniche. Questa chiesetta sicuramente esisteva già nel XIV secolo (il Guidicini accennò a notizie non certe fino dal XIII secolo) e nel libro delle collette del 1408 si parla del monastero dei frati degli Apostoli nel Borgo delle Lame. Sembrerebbe, la notizia è riportata dal Masini, che questi frati degli Apostoli fossero qui fin dal 1273 e sarebbe evidente a questo punto che furono loro a dare il nome alla via, che, come abbiamo visto per il rogito del 1275, era già consolidato come Burgus Apostolorum, odonimo che troviamo anche negli estimi del 1296/97.
Ma chi erano questi frati degli Apostoli ? Il Fanti (I, 147) espone una interessantissima ipotesi: sarebbero gli Apostolici, seguaci di quella che poi venne dichiarata eresia e di cui fra Dolcino da Novara fu massimo esponente.
E' certo che gli Apostolici erano in Bologna già dalla prima metà del XIII secolo ed avevano convento in Burgo Lame (Elisabeth Timberlake-Newell: Consigned to the Flames: an Analysis of the Apostolic Order 1290-1307 with Some Comparison to the Beguins/Spiritual Franciscans 1300-1330, University of Glasgow 2012). Gli Apostolici si insediarono al pari di altri movimenti conventuali e religiosi. Solo nel 1286 vi fu una prima condanna voluta da papa Onorio IV per eresia, dopo di chè iniziò la repressione che portò tanti apostolici al rogo.
La nostra via Apostoli quindi nasconde dentro il suo nome un pezzo di storia importante e non del tutto nota tuttora. Peccato che questo nome sia stato sacrificato con la riforma toponomastica del 1873-78 e questo tratto di via accorpato alla nostra via Azzo Gardino.


Fonti citate in questo articolo.
ZantiNomi, et cognomi di tutte le strade, contrade, et borghi di Bologna, di Giovanni Zanti  pubblicato nel 1583.
AlidosiNomi delle strade, vie, borghi, et vicoli, che sono nella città di Bologna, di Giovanni Niccolò Pasquali Alidosi, pubblicato nel 1624).
AretusiOrigine di Bologna. Pianta di Bologna di Costantino Aretusi, pubblicata nel 1636.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).
Estimi 1296/97Atlante Storico delle città italiane. Emilia Romagna, 2 Bologna. A cura di Francesca Bocchi, pubblicato da Grafis, Bologna, 1995,1998 (contiene gli Estimi 1296/1297)
Fanti: Le Vie di Bologna. Saggio di Toponomastica Storica, di Mario FantiIstituto per la Storia di Bologna, 2000.