Porta di Castello (Via)

Via Porta di Castello.
Da via Monte Grappa alla confluenza delle vie Galliera, Manzoni e Parigi.
Quartiere Porto.
Prima documentazione dell'odonimo: 1259 (portam Castelli, Trivium, stratam porte de Castello).

Tutti gli autori (dallo Zanti in poi) concordarono sull'odonimo Porta di Castello per questa via.
Unica eccezione fu l'Aretusi che indicò chiaramente come Campo Marcio la parte più settentrionale di via Porta di Castello, quella che scende verso via Galliera, via Manzoni e via Parigi, avendo a destra il palazzo dei Conoscenti (via Manzoni 6). La restante parte, quella che sale dal voltone su via Monte Grappa, per l'Aretusi rimase Porta di Castello.
Campo Marcio, o, meglio, Campo Marzo fu registrato anche dal Guidicini (IV, 269), che, senza però citare la fonte (che però è l'Alidosi, pag. 16), affermò che questo odonimo era usato addirittura nel 1352.

Lo Zanti spiegò che la via ebbe il nome di Porta di Castello per le case dei signori Castelli che avevano qui le loro case.
E' vero che i Castelli ebbero qui case e possedimenti, ma fu il Castello Imperiale, che qui esisteva e di cui cospicui resti sono tuttora visibili all'interno del Palazzo Ghisilardi-Fava (ora Museo Civico Medievale, via Manzoni 4) a dare il nome sia alla famiglia, sia alla via.
La evidente sopraelevazione che interessa via Porta di Castello è il risultato della antica presenza di questo castello che fu distrutto, alcuni dicono nel 1112, altri nel 1115, ma è certo che nel 1116 l'imperatore Enrico V in località Governolo, presente Ubertus Comes Bononie, perdonò i bolognesi per l'avvenuta distruzione.
La porta del Castello, che diede il nome alla via, doveva corrispondere con l'attuale voltone.
Questo era un luogo importante della Bologna altomedievale. Basti pensare che via Monte Grappa era la via di percorrenza principale verso ovest all'interno della piccola città (grossomodo quadrilatera). La parte occidentale del Decumano Massimo della Bononia Romana era praticamente inagibile, occupato dai resti della Civitas Antiqua Rupta, le macerie della città abbandonata durante la crisi del IV secolo. Tanto importante che a pochi metri di distanza dalla porta del castello fu posta una delle Quattro Croci della città altomedievale: la Croce dei Santi Martiri Sebastiano e Fabiano.
A conferma che fu il Castello a dare il nome alla famiglia Castelli sono eccellenti le considerazioni del Fanti (II, 630-632) che rilevò come negli statuti di Bologna del 1259/1262 era menzionata una portam Castelli, un Trivium porte de Castello ed una stratam porte de Castello, mentre è certo che la famiglia Castelli prese questo cognome solo verso la fine del XIV secolo, essendo noti in precedenza come Perticoni e Gabriozzi (Guidicini, IV, 271, 272).

Per quanto riguarda Campo Marzo è da segnalare che l'Atlante (vol. I, pag. 167) riporta Campomarzo sotto via degli Usberti, che non è lontana da questa zona. Nella Pianta dell'Aretusi però è evidente che Campo Marzo e via degli Usberti sono vie differenti, una contrassegnata dal numero 92 (Campo Marzo), l'altra dal numero 91 (via degli Usberti). Si ignora l'origine di questo odonimo, su cui il solo Fanti (II, 782) si è sbilanciato, formulando una ipotesi di derivazione da un soprannome di persona, ma senza alcun documento a sostegno.

Da segnalare infine che fu fatto il tentativo di "semplificare" il nome della via con via del Castello (Lipparini, 1875), ma fortunatamente la riforma toponomastica del 1873-78 si concluse mantenendo l'antico nome Porta di Castello.


Fonti citate in questo articolo.
ZantiNomi, et cognomi di tutte le strade, contrade, et borghi di Bologna, di Giovanni Zanti  pubblicato nel 1583.
AlidosiNomi delle strade, vie, borghi, et vicoli, che sono nella città di Bologna, di Giovanni Niccolò Pasquali Alidosi, pubblicato nel 1624).
AretusiOrigine di Bologna. Pianta di Bologna di Costantino Aretusi, pubblicata nel 1636.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).
LippariniDegli uomini illustri cui sono intitolate le piazze e le vie della città di Bologna, di Innocenzo Lipparini, Società Tipografica Compositori, Bologna, 1875.
Estimi 1296/97Atlante Storico delle città italiane. Emilia Romagna, 2 Bologna. A cura di Francesca Bocchi, pubblicato da Grafis, Bologna, 1995,1998 (contiene gli Estimi 1296/1297)
Fanti: Le Vie di Bologna. Saggio di Toponomastica Storica, di Mario FantiIstituto per la Storia di Bologna, 2000.