Monte Grappa (Via)

Via Monte Grappa.
Quartiere Porto.
Prima documentazione dell'odonimo: 1919.

Via Monte Grappa è oggi costituita dall'unione di due antiche strade: Pietrafitta, dalla Piazza di San Pietro (oggi via dell'Indipendenza) al Voltone dei Gessi (oggi via dei Gessi), e Battisasso, dal Voltone dei Gessi alla Via del Poggiale (oggi Via Nazario Sauro).
Il Fanti (II, 543) in questo caso commise (caso raro) una imprecisione indicando via Porta di Castello, e non via dei Gessi, come demarcazione tra Pietrafitta e Battisasso. Il Guidicini (I, 118) è chiaro su questo punto ed anche il catasto Gregoriano del 1835 conferma via dei Gessi come demarcazione.
Il Guidicini (IV, 85) informò che in realtà Pietrafitta era nome di altra via (Voltone dei Ghisilieri o Vicolo del Seminario, di cui oggi è rimasta traccia nel Vicolo degli Ariosti.
Pietrafitta farebbe riferimento ad una antica colonna scanellata, infissa in terra che era nota come il mezo di Bologna (Aretusi).
Conferma di quanto riporta il Guidicini viene dallo Zanti, che descrisse sotto il nome di Preda Fitta quello che poi sarebbe diventato il Vicolo del Seminario o Voltone dei Ghisilieri.
Il Banchieri diede per Preda Fitta una descrizione ambigua, perchè disse che si chiamava così per via del mozzicone di pietra infisso in terra che è considerato il centro della città (questa descrizione è coerente con il Vicolo del Seminario), ma disse anche che parte da Porta di Castello e passa dietro alla Dogana, descrizione che invece è adatta, come vedremo meglio tra poco, al tratto di via Monte Grappa da via Porta di Castello a via dell'Indipendenza.
Il Vicolo del Seminario sbucava sulla via pubblica dove c'è il Palazzo Fava, ovvero su via Manzoni, che al tempo si chiamava Galliera, quindi non può essere la Preda Fitta descritta dal Banchieri.
Le piante del Mitelli e del Monari riportano via Pietrafitta dove oggi è via Monte Grappa, ma il Salaroli chiaramente assegnò il nome Pietrafitta al Vicolo del Seminario (oggi vicolo degli Ariosti) aggiungendo che arrivava in Galliera (oggi via Manzoni) di fronte alla chiesa della Madonna di Galliera. Per rendere però la situazione più confusa, aggiunse che veniva anche chiamato Battisasso, che pare tuttavia, questo, un errore del pur attento Salaroli.
La nostra via venne anche chiamata Via Dietro dalla Gabella Nuova o anche Porta di Castello (documentato dall'Aretusi e citato dal Guidicini).
Il nome di Via Dietro dalla Gabella Nuova è evidente perché dal 1576 fu operativa la nuova sede della Gabella che era tra le attuali vie Monte Grappa, Oleari e Ugo Bassi.
Quindi il nome Via Dietro dalla Gabella Nuova può essere nato solo dopo il 1576. Per Porta di Castello si veda la sezione dedicata a questa via (via Porta di Castello).
La mutazione che comportò lo spostamento dell'odonimo Pietrafitta su Via Monte Grappa quindi avvenne prima del 1692, anno di pubblicazione della pianta del Mitelli, in cui Preda Fitta è già sulla nostra via.
Però nel 1743 al Salaroli Pietrafitta risultava ancora sul Vicolo del Seminario.
Vediamo qualche elemento in più.
La casa Galletti (che era dove è oggi la Palazzina Majani) venne descritta in una locazione nel 1464 (riportato dal Guidicini) in loco qui dicitur Pietrafitta, ed è detto essere confinata da tre strade, a nord, a est e a sud.
Questa casa viene descritta nel 1660 come confinante a nord con uno stradello detto Pietrafitta, a est con via Galliera, a sud con la Via della Gabella Grossa.
Però nello stesso anno 1660 la casa in via Monte Grappa 4, venne descritta avere a settentrione Pietrafitta.
Riassumendo, Pietrafitta fu descritto dallo Zanti (1583) sul Vicolo del Seminario, e così pure l'Aretusi (1636), ma anche dal Salaroli (1743).
Però nel 1692 Pietrafitta appare già sull'attuale via Monte Grappa (Mitelli), ma nel 1660 due atti diversi danno uno Pietrafitta per via Monte Grappa, l'altro Pietrafitta per Vicolo del Seminario.
Questo lento passare del nome da una via all'altra si può spiegare se si ammette che anticamente Pietrafitta non era il nome di una via od un vicolo, ma di una zona di Bologna (il mezzo della città) che interessava più vie, tra cui la nostra Via Monte Grappa e il Vicolo del Seminario (oggi vicolo degli Ariosti).
La parte di Via Monte Grappa compresa tra via dei Gessi e via Nazario Sauro era noto come Croce di San Sebastiano o Via di San Sebastiano, poi divenne nota con il nome di Battisasso.
L'Alidosi (Instruttione delle Cose Notabili...) informò che qui, nel 1289, presso la Chiesa di S.Fabiano, dalla casa dei Primadizzi e Barufaldini, nel Trebbo dei Ghisilieri venivano pubblicati i bandi. I Primadizzi abitavano agli attuali numeri 9 e 9/2 di via Monte Grappa. Di fronte, in mezzo alla via, era la chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano. Il Guidicini, citando anonimi storici, disse che nel 1493 il Trebbo dei Ghisilieri indicava la strada dalla chiesa dei Santi Fabiano e Sebastiano fino alle case dei Castelli, che erano all'attuale numero 7 di Via Monte Grappa.
Lo Zanti non descrisse esplicitamente questa via, ma descrivendo la vicina Via dei Sassoni (uno degli antichi nomi di via dei Gessi), disse che questa cominciava dalla Croce di San Sebastiano, che è una delle quattro croci petroniane, dove c'era anche, in mezzo alla via, la chiesa dedicata ai Santi Fabiano e Sebastiano.
Il Banchieri espicitamente disse che la via che va da Via Oleari fino a Via Nazario Sauro si chiamava Dalla Cros d'San Bastian. Da notare che questo tratto di strada è lievemente più ampio di quello che diventerà Battisasso (arrivando a via Oleari/Via Porta di Castello, anziché via Calcavinazzi/via dei Gessi).
Per l'Aretusi questa era la Via di San Sebastiano.
Battisasso si trova documentato solo dalla pianta del Mitelli in poi (1692).
Per quanto sia nome di relativamente recente introduzione, non è nota la ragione di tale denominazione.
Il Salaroli fece riferimento a larghe selci che formavano una specie di viale, il che potrebbe rispondere a verità, anche se mancano riscontri.
Il Fanti, rimanendo prudente, fa notare come in altri casi il Batti- sia riferibile ad attività o mestieri: Battiferro, Battindarno, forse Battibecco ...
I due odonimi resistettero fino al 1919. Una delibera consiliare del 31 maggio di quell'anno riunì le due vie, per quanto evidentemente di larghezza diversa, sotto l'unico nome di Via Monte Grappa.


Fonti citate in questo articolo.
ZantiNomi, et cognomi di tutte le strade, contrade, et borghi di Bologna, di Giovanni Zanti  pubblicato nel 1583.
BanchieriOrigine Delle Porte, Strade, Borghi Contrade, Vie, Viazzoli, Piazzole, Salicate, Piazze, e Trebbi dell'Illustrissima Città di Bologna con i loro Nomi, Pronomi, e Cognomi, di Camillo Scaligeri della Fratta (pseudonimo di Adriano Banchieri), pubblicato da Clemente Ferroni nel 1635.
AretusiOrigine di Bologna. Pianta di Bologna di Costantino Aretusi, pubblicata nel 1636.
MitelliBologna in pianta, città del Papa, famosa pianta di Agostino Mitelli, pubblicata nel 1692.
SalaroliOrigine di tutte le strade sotterranei e luoghi riguardevoli della città di Bologna di Ciro Lasarolla (Pseudonimo di Carlo Salaroli), pubblicato nel 1743.
MonariCittà di Bologna posta in pianta in esatta misura con la distinzione de portici che sono in essa, Pianta di Gregorio Monari, pubblicata nel 1745.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).
Fanti: Le Vie di Bologna. Saggio di Toponomastica Storica, di Mario FantiIstituto per la Storia di Bologna, 2000.