Carlo (Via San)

Via San Carlo.
Quartiere Porto.
Prima documentazione dell'odonimo: 1738 (Via Nuova di San Carlo)

A questa via sicuramente si riferiva la strada indicata come viam novam de puglola que est extra seralium Podialis (Statuti di Bologna del 1262, citati dal Fanti, I, 250). Il seralium Podialis era la porta (o serraglio) della seconda cerchia su via del Poggiale (oggi Nazario Sauro) di cui la nostra via è la prosecuzione a settentrione. Per Pugliola si veda l'Introduzione.
Via Nova fu usato per lungo tempo: lo Zanti e l'Aretusi descrissero questa via come Via Nova di Reno. Similmente l'Alidosi (Via Nuova da Reno) ed il Banchieri (Via Nova Drie a Ren).
In capo a via San Carlo c'è tuttora una chiesa (ricostruita dopo i danni causati dai bombardamenti dell'ultima guerra) che originariamente era sotto il titolo Maria Santissima Regina del Paradiso, sede di una omonima compagnia spirituale. Questa chiesa era anticamente conosciuta anche come chiesa della Crocetta e chiesa di S. Maria del Paradiso della via Nuova (Guidicini, III), per cui anticamente la nostra via era nota anche come Via della Crocetta (Guidicini, III, Origine)
Nel 1612 la compagnia fu aggregata all'arciconfraternita dei Santi Ambrogio e Carlo della Nazione Lombarda in Roma e la compagnia spirituale divenne nota come Compagnia di San Carlo. Nel 1619 la chiesa fu riedificata e divenne nota come Chiesa di San Carlo o San Carlino.
Ciò determinò il nuovo nome di Via Nuova di San Carlo (Taruffi, 1738) o Via Nuova di San Carlino (Monari, 1745).
Nel 1801 il nome fu ufficializzato con Via Nuova di San Carlo e tale rimase fino alla riforma toponomastica del 1873/1878, con cui Nuova fu soppresso e rimase via San Carlo.

Accanto alla chiesa di San Carlo era una via di cui oggi rimane traccia solo dell'imbocco su via del Porto: è la scomparsa via del Maglio, che raggiungeva le mura della città e che scomparve con la crezione di piazza dei Martiri 1943-1945. Si ha notizia (Guidicini, III, 84) di una cessione, avvenuta nel 1460 di un pezzo di terreno detto il Maglio a Nicolosio dei Poeti, famiglia che in questa zona ebbe possedimenti. Questo Maglio ha sicuramente dato il nome al Molino del Maglio che era alla fine di via del Maglio, accanto alle mura. Il Fanti ipotizzò che Maglio sia nome di specie vegetale che in dialetto suona maj e che indica una non bene identificata specie di albero con fiore simile alla ginestra (Fanti, I, 251), alberi che avrebbero popolato il terreno del Maglio. Sicuramente però nel 1561 il molino del Maglio, descritto poc'anzi, era un opificio dove veniva battuto il ferro, opificio chiamato Maglio o Battiferro (Guidicini, III, 341). L'opificio sembra essere stato costruito nella prima metà del XVI secolo, dopo la cessione del terreno del Maglio del 1460. Potrebbe però trattarsi di una riedificazione di un opificio preesistente. Il chiaro significato di Maglio, strumento per la battitura dei metalli, e la presenza di una condotta d'acqua importante che seguiva tutta la via del Maglio, necessaria per dare energia meccanica al maglio stesso, rendono abbastanza probabile che sia stato un opificio di questo tipo a generare l'odonimo.
L'opificio fu trasformato in molino, il Molino del Maglio dall'avvocato Antonio Aldini, di cui è famosa la villa in stile neoclassico sui primi colli sopra Bologna.


Fonti citate in questo articolo.
ZantiNomi, et cognomi di tutte le strade, contrade, et borghi di Bologna, di Giovanni Zanti  pubblicato nel 1583.
AlidosiNomi delle strade, vie, borghi, et vicoli, che sono nella città di Bologna, di Giovanni Niccolò Pasquali Alidosi, pubblicato nel 1624).
BanchieriOrigine Delle Porte, Strade, Borghi Contrade, Vie, Viazzoli, Piazzole, Salicate, Piazze, e Trebbi dell'Illustrissima Città di Bologna con i loro Nomi, Pronomi, e Cognomi, di Camillo Scaligeri della Fratta (pseudonimo di Adriano Banchieri), pubblicato da Clemente Ferroni nel 1635.
AretusiOrigine di Bologna. Pianta di Bologna di Costantino Aretusi, pubblicata nel 1636.
TaruffiAntica fondazione della città di Bologna degnissima madre di studj, di Gianandrea Taruffi, pubblicato nel 1738.
MonariCittà di Bologna posta in pianta in esatta misura con la distinzione de portici che sono in essa, Pianta di Gregorio Monari, pubblicata nel 1745.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).
Fanti: Le Vie di Bologna. Saggio di Toponomastica Storica, di Mario FantiIstituto per la Storia di Bologna, 2000.