Foscarari (Via)

Denominazione moderna(2015): Via de Foscherari

Guidicini.
La via Foscarari comincia nella via del Pavaglione, e termina a quella dei Toschi.
La sua lnnghezza è di pertiche 55, 4, e la sua superficie di pertiche 43, 30, 6.
Anticamente questa via denominavasi via del Ballatoio. I ballatoi erano poggioli, o ringhiere che erano poste sulle sommità delle torri. Si disse dei Foscarari, per essere stata abitata da questa famiglia. Nel 1713 si chiamava via del Voltone Caccianemici. Si noti che nel 1636 questa contrada si conosceva per via Marchesana, e la Marchesana d' oggi per via di Santa Maria dei Foscarari.
Nel 1256 si pubblicavano i bandi nel Trebbo di S. Cristoforo, ov'era un pozzo. (Potrebbe essere il S. Cristoforo di Saragozza). Nel 1289 si pubblicavano nel Trebbo del Ballatoio dei Lainbertini.



Via Foscarari a destra entrandovi per la via del Pavaglione.

Dalla via del Pavaglione al vicolo della Scimia vi erano le case con torre dei Geremei. Credesi che questa famiglia si dicesse dapprima di Geremia, poi Geremei. Il primo ricordato negli atti pubblici è un Geremia filius Ramberti del 1103. Il secondo è Ramberto de Geremia, il terzo è Primaticius de Geremia de Ramberto, e circa questi tempi un Rodulphus Henricus Geremiae de Ramberto. Un ramo Geremia aveva nel 1174 le sue case nella corte di Sant'Ambrogio. Il ramo di Baruffaldino passò dal Ballatoio ad abitare da S. Sebastiano nel 1128, e siccome nel suo testamento nominava un Baruffaldino Primadizzi suo cugino, che stava da S. Sebastiano, così questa nuova abitazione gli pervenne per ragione della madre che era dei Primadizzi. Nella casa vecchia vi restò un ramo che si chiamò Beccari, che veniva da un Beccaro Geremei. Nel memoriale sono chiamati Beccari de Militibus per differenziarli dagli altri Beccari popolari e potenti, che abitavano da S. Tommaso del Mercato. I Beccari della casa vecchia non seguivano neppure la fazion Geremea, ma invece la Lambertazza.
Nel 1194 la famiglia Geremei favorì il Vescovo Gerardo Gisla, e il 1° e 2 luglio venne alle mani nel pubblico palazzo colla fazione contraria con gran tumulto da ambe le parti. Nel 1258 i Geremei, per alcune parole riferitegli, si batterono per la prima volta coi Lambertazzi. Nel 1260 secondati dai Galluzzi, Larnbertini e Artenisi, si azzuffarono coi Lambertazzi, Carbonesi, Scannabecchi e Castel de' Brilti presso la Croce dei Santi, e continuarono a battersi per qualche tempo aiutati dai loro aderenti.
Nel 1279 i Geremei fecero lega coi Lambertazzi.
Gli storici raccontano che Bonifazio Geremei s' innamorò di Imelde Lambertazzi, e che fu ucciso dai fratelli d' Imelde nel 1275.
La famiglia principale dei Geremei era già mancata, ma la fazione opposta ai Lambertazzi continuò a dirsi Geremea. In proposito di questi partiti tanto fatali all'Italia, e a Bologna, cade in acconcio di riferire qui due decreti di quei giorni, l'uno delli 3 dicembre 1297, col quale Guido di Ubertino Poggietti da Val d' Arno, cognitor della guerra della parte ed università de' Lambertazzi esuli di Bologna, abitanti in Imola, e Andriolo Marescotti da Imola, pubblico banditore, ordina a tutti gli aderenti della fazione Lambertazzi di non molestare i beni del comune di Bologna, e loro aderenti, nè annegare le persone. Fatto in Imola a rogito di Ugolino di Moltobono Gottifredi.
L'altro delli 12 novembre 1301, del Consiglio del popolo e Comune di Bologna contro i magnati, nobili e potenti che ricusano pagare i loro debiti, e perchè siano posti nel bando del Comune di Bologna. Rogito Mattiolo d' Ardizzone.


Si passa il vicolo della Scimia.



(Vedi nota all'interno dell'articolo: probabilmente la localizzazione del N.1193 è sbagliata

Via dei Foscarari a sinistra entrandoci per la via del Pavaglione.

Portico attinente agli stabili dell' ospedale della Morte, che un rogito di Frigerino. Sanvenanzi delli 9 ottobre 1435 chiama portico nuovo verso la chiesa di S. Cristoforo. Nel 1819, in occasione di espurgare una cloaca e di profondare i fondamenti delle colonne di questo portico, si trovarono molte ossa umane forse di un cimitero del l' ospedale, od anche, di S. Cristoforo del Ballatoio.