Rialto (Via)

Via Rialto.
Quartiere Santo Stefano.
Prima documentazione dell'odonimo: 1583.

Con la riforma toponomastica del 1873-78, si unirono sotto l'odonimo Via Rialto, due tratti di via che fino ad allora ebbero spesso nomi differenti.
Rialto era l'odonimo dato dalla maggior parte degli autori al tratto da via Santo Stefano al bivio con via Castellata.
Fiaccalcollo era invece l'odonimo dato al tratto rimanente, dal bivio suddetto a via Orfeo.

Lo Zanti in realtà usò entrambi gli odonimi (Rialto e Fiaccalcollo) per l'intera via.
La sua descrizione per Rialto fu: Rialto, è quella contrata che incomincia di strà S.Stefano, & finisse in strà Castiglioni, Detto Rialto secondo alcuni, che quivi già fu un ponte, & sotto a quella passava l'acqua che vien di Savena a Bologna, che poi voltando quella dove và al presente, fu questa parta accasata, & gli rimase il nome di Rialto.
La sua descrizione per Fiaccalcollo fu: Fiacacollo è quella contrata che si parte di strà Castiglioni, & arriva in strà S.Stefano, dove per meggio vi corre l'acqua, un pezzo scoperta, & un pezzo coperta.
Insomma, entrambe le vie, per lo Zanti, mettevano in comunicazione via Castiglione (quindi comprendendo un pezzo di via Orfeo) e via Santo Stefano.
Il Fanti (II, 669) ipotizzò una svista dello Zanti o, in alternativa, un segnale di una toponomastica intrinsecamente poco precisa.

Leggendo attentamente le parole dello Zanti, però, si può azzardare un'altra ipotesi.
Per lo Zanti, Fiacalcollo (o Fiacacollo, come egli stesso scrisse) andava da via Castiglione a via Santo Stefano, mentre Rialto andava da via Santo Stefano a via Castiglione. Il senso di percorrenza potrebbe essere casuale, ed in tal caso non significherebbe nulla. Altrimenti, si può rilevare che la via è in pendenza scendendo da via Castiglione a via Santo Stefano, ovvero salendo da via Santo Stefano a via Castiglione.
Quindi Fiacacollo potrebbe essere il nome della via in discesa, mentre Rialto quello della via in salita. Questo potrebbe avere senso, in quanto tutti furono concordi che il nome Fiaccalcollo (sinonimo di rompicollo) fu originato dall'acqua del Canale di Savena, che correva scoperto nella via, scendendo a rompicollo, proprio per la pendenza della via.
Rialto invece, tolta ogni pretesa di accostarlo al ponte di Rialto di Venezia, con questo ha in comune la sola derivazione dal latino rivus altus, ovvero rio, corso d'acqua, alto, perché è alto rispetto a chi guarda. Proveniendo da via Santo Stefano, il corso d'acqua si vedeva venire da un luogo più alto, quindi ... Rio Alto!
Continando a interpretare con attenzione le parole dello Zanti, appare evidente che, al di là dell'origine appena descritta degli odonimi, il ponte che secondo alcuni vi fu, era nella parte in cui il canale fu voltato, ovvero coperto, dotato di volte.
A questa parte in particolare rimase il nome di Rialto.
Questa parte, in cui il canale era coperto al tempo dello Zanti è quella che anche gli altri autori chiamano Rialto.
Su Fiacacollo lo Zanti disse che si chiamava così per quell'acqua che cascha d'alto a basso à fiaca collo dalla quale è derivato il nome.
La parte dove il canale correva scoperto al tempo dello Zanti è quella che anche gli altri autori chiamano Fiaccalcollo.
Quindi lo Zanti in realtà scrisse che la via che congiungeva via Santo Stefano a via Castiglione (si torna a far notare che lo Zanti incluse un tratto di via Orfeo) si chiamava Rialto per via della parte voltata (coperta) che aveva questo nome, e Fiaccacollo per la parte in cui il canale correva scoperto. In perfetto accordo con gli altri autori (con l'unica eccezione dell'Aretusi che usò l'odonimo Fiacca Collo per tutta la via).
Anche per l'Alidosi Fiacalcollo andava da Borgo Ruffo (via Orfeo) alla via de' Tintori (via Castellata), ma riporta anche il parere di imprecisati altri, secondo cui tale odonimo indicava tutta la via, fino a via S. Stefano, come indicato nella pianta dell'Aretusi, che evidentemente si ispirò a questi altri.

L'Alidosi, seguito dal Salaroli, registrò anche gli odonimi Via dei Molini da Galla e Via dei Tintori per il tratto noto come Fiaccalcollo, mentre il Guidicini (IV, 319) registrò Via delle Masegne usato qualche volta per Rialto.

Via dei Molini da Galla non ha bisogno di spiegazioni complicate, le galle, non sono le ghiande da cui veniva ricavata farina per il bestiame, come scrisse il Fanti (II, 669), ma sono malformazioni a carattere escrescente che interessano fogli, rami, tronco e radici dei vegetali; le galle delle quercie venivano utilizzate nell'industria bolognese perchè da queste si ricavava il tannino, componente chimica fondamentale per i tintori.
Quindi via dei Tintori o via dei Molini da Galla sono praticamente sinonimi. 
La casa al numero 13 di via Rialto, quella che fa da cuneo tra via Rialto e via Castellata, era nel XV secolo ad uso di tintoreria (Guidicini, II, 139) ed era nota come Casa del Tintore (Banchieri, Salaroli), ed era accanto alla casa dove Bolognino di Borghesano da Lucca impiantò nel XIV secolo il primo filatoio da seta (Guidicini, II, 261,262).

Su via delle Masegne (documentata solo dal Guidicini che però non citò la fonte) non ci sono basi documentali utili per fare ipotesi. Dato che masegna è il nome che veniva dato alle pietre di grosse dimensioni utilizzate per lastricare le strade, si può azzardare che in qualche maniera la causa di questo fugace odonimo fosse costituita dalle pietre di grosse dimensioni (ovvero masegne) utilizzate per la copertura del canale di Savena nella parte cosiddetta Rialto.

Il Canale di Savena fu coperto nel 1840 anche nella parte cosiddetta Fiaccalcollo, che quindi cambiò nome e divenne Rialto Nuovo. L'indicatore infatti descrive questa via nel 1854 come Via di Fiaccacollo ora Rialto Nuovo.

Con la riforma toponomastica del 1873-78 Rialto Nuovo e Rialto vennero consolidate in via Rialto.


Fonti citate in questo articolo.
ZantiNomi, et cognomi di tutte le strade, contrade, et borghi di Bologna, di Giovanni Zanti  pubblicato nel 1583.
AlidosiNomi delle strade, vie, borghi, et vicoli, che sono nella città di Bologna, di Giovanni Niccolò Pasquali Alidosi, pubblicato nel 1624).
AretusiOrigine di Bologna. Pianta di Bologna di Costantino Aretusi, pubblicata nel 1636.
SalaroliOrigine di tutte le strade sotterranei e luoghi riguardevoli della città di Bologna di Ciro Lasarolla (Pseudonimo di Carlo Salaroli), pubblicato nel 1743.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).
IndicatoreIndicatore Bolognese riferibile a ciascun edifizio componente la città, di Sebastiano Giovannini  pubblicato nel 1854.
Fanti: Le Vie di Bologna. Saggio di Toponomastica Storica, di Mario FantiIstituto per la Storia di Bologna, 2000.