Nettuno (Piazza del)

Piazza del Nettuno.
Quartiere Santo Stefano (n. 1) e Saragozza (n. 3)
Prima documentazione dell'odonimo: 1743 (Piazza della Fontana del Nettuno).

La famosa fontana con la statua in bronzo del Nettuno, opera di Jean de Boulogne (Gianbologna), realizzata negli anni 1563/1564 diede il nome a questa piazza.
La costruzione della fontana avvenne dopo l'abbattimento di un isolato che era tra il palazzo Re Enzo ed il Palazzo del Comune, all'incirca dal punto attualmente occupato dalla fontana fino all'asse via Ugo Bassi - via Rizzoli. Scomparvero così due vie, sui lati orientale ed occidentale dell'isolato. Si tratta di via della Zecca e di via delle Scudelle (Guidicini, II, 392 e successive).
Il Fanti (II,558) diede l'indicazione anche di via delle Prigioni come odonimo alternativo di via della Zecca, ma. dal testo dell'Alidosi (pag. 30) si comprende che la via della Zecca faceva parte un un reticolo di vie chiamate complessivamente vie delle Prigioni.
L'Aretusi ci disse di più: indica la Via delle Prigioni, già degli Armaroli. Aggiunge che qui vi erano le prigioni per quelli che vivevono alla carità, e già vi era la Zecca. Vi sono le residenze dei Merzari, degli Speciali, vi sono i Difensori delle Vedove e dei Pupilli e vi sono le Accuse e vi è la chiesa di San Leonardo, nella quale si fanno le fontioni alli carcerati; inoltre si fa la fiera de folicelli che nascono nella città e al sabato si fa mercato di gargiolo lino e canapa. Il Guidicini chiarì che la Chiesina di S. Leonardo (dei carcerati) era posta sulla piazzetta della Canapa. La via delle Prigioni dell'Aretusi è quindi l'insieme delle vie che poi divennero via Accuse e via e piazzetta della Canepa e probabilmente anche via della Corda (ora tutte scomparse).
Lo Zanti descrisse la fontana del Nettuno essere in Piazza Reale, che era nome di parte di piazza Maggiore, antistante il palazzo del Comune (vedi piazza Maggiore).

Tornando alla nostra piazza del Nettuno, Piazza Nova fu l'odonimo usato dal Banchieri, il cui significato è facilmente riferibile alla recente (per il Banchieri) creazione della piazza.
L'Aretusi comprese esplicitamente la fontana del Nettuno in piazza Maggiore (Et l'anno 1563 in detta piazza (piazza Maggiore) si fece una fontana bellissima, opera di Gio.Bologna...).
E' da notare che il primo che usò il nome Nettuno nell'odonimo di questa piazza fu il Salaroli, che la descrisse come Piazza Piccola o Piazza della Fontana del Nettuno, confermando che qui era la via delle Scudelle scomparsa con l'apertura della piazza.
Finalmente con le lapidette del 1801 la nostra piazza divenne Piazza Nettuno, corretta poi in Piazza del Nettuno nel Prontuario del 1878.

Per quanto riguarda via delle Scudelle, esistette, è vero, famiglia dalle Scudelle (un notaio Oliviero d'Egidio dalle Scudelle rogitava all'inizio del XIV secolo (vedi Guidicini, IV, 79), mentre un Floriano possedeva una casa nei pressi di Porta di Castello a cavallo tra XIV e XV secolo (vedi Guidicini, IV, 269 e successive). Però il Guidicini scrisse esplicitamente che nella nuova piazza si confusero le due strade delle Scudelle, e della Zecca. Si trova che in quella delle Scudelle nel 1440 vi era una casa, o stanza ad uso di Scudelli vicina alla piazza grande. (II, 396). Scudelli non sembra indicare un nome di famiglia, e, sapendo che nel 1973, durante scavi presso il fianco orientale del palazzo del Podestà, furono trovati importanti resti di scarto di ceramiche attribuibili ad una fornace operante nel XV secolo (vedi Franco Bergonzoni: Ceramiche rinascimentali dal sottosuolo della Piazza Maggiore alla mostra del Museo Civico, Culta Bononia, V, 1973) viene naturale attribuire a questa fornace, che produceva ceramiche, l'origine dell'odonimo Scudelle. Su questo tema, il Fanti (II, 558) evidenziò che una contrata de le schudelle era ricordata nel 1497 sotto la parrocchia di San Bartolomeo di Palazzo (che era nei paraggi).



Fonti citate in questo articolo.
ZantiNomi, et cognomi di tutte le strade, contrade, et borghi di Bologna, di Giovanni Zanti  pubblicato nel 1583.
BanchieriOrigine Delle Porte, Strade, Borghi Contrade, Vie, Viazzoli, Piazzole, Salicate, Piazze, e Trebbi dell'Illustrissima Città di Bologna con i loro Nomi, Pronomi, e Cognomi, di Camillo Scaligeri della Fratta (pseudonimo di Adriano Banchieri), pubblicato da Clemente Ferroni nel 1635.
AretusiOrigine di Bologna. Pianta di Bologna di Costantino Aretusi, pubblicata nel 1636.
SalaroliOrigine di tutte le strade sotterranei e luoghi riguardevoli della città di Bologna di Ciro Lasarolla (Pseudonimo di Carlo Salaroli), pubblicato nel 1743.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).
ProntuarioProntuario per la denominazione delle Piazze, Vie e Vicoli e per la numerazione delle case della Città di Bologna attivate il 1° Luglio 1878 (Bologna, Regia TIpografia, 1878).
Fanti: Le Vie di Bologna. Saggio di Toponomastica Storica, di Mario FantiIstituto per la Storia di Bologna, 2000.