Ponte di Ferro

Denominazione moderna(2015): parte di Via Farini, che comprende anche le antiche Via dei Libri, Borgo Salamo e Miola.

Guidicini.
Dalla diagonale del Teatro bruciato, a Piazza Calderini.
La via del Ponte di Ferro comincia da strada Castiglione, e termina alla piazza dei Calderini.
La sua lunghezza è di pertiche 21. 09. 0 e di superficie pertiche 54. 93. 7.
Il primo a spacciare che in questa contrada vi abitasse il fondatore di Bologna fu F. Leandro Alberti, e dietro questa favola s’immaginò l’altra che un ponte di ferro sull‘Avesa, o un ponte fatto da Ferro sul detto torrente avesse dato il nome questa strada. È imperdonabile all’Alberti questo sogno, essendo egli stato il primo a raccontarci che l’Avesa fu condotta da queste parti nel 1070. Il delirio di altri autori è andato tant’oltre che hanno voluto fissare persino il sito dove fu piantata la prima casa di Bologna designando il N. 1058 che fu dei Ghelli poi dell’ Opera dei Vergognosi, o il N. 1059 già dell’Ospitale della Morte, e finalmente il N. 1060 già dei Garzoni.
Nel 1269 si diceva Borgo Nuovo ignorandosi quando, e perchè cambiasse il nome di Ponte di Ferro, che nei primi tempi fu applicato a tutta la strada a cominciare da quella di Castiglione fino al Pavaglione.
La prima memoria trovata colla denominazione di Ponte di Ferro è del 1290, Prior. Camald. S. Damiani de Ponte Ferri.



Ponte di Ferro a destra entrandovi per strada Castiglione.




Ponte di Ferro a sinistra entrandovi per strada Castiglione.


Fra il N. 1061, e l’ antica casa dei Clarissimi, poi Sibaldini vi era una casa la quale nel 1436 13 febbraio fu adiudicata ai Seclari creditori dei Canetoli, dicendosi trovarsi nella contrada della Croce di strada Castiglione in confine di Giovanni Sibaldini, e dell’arte della Lana. Questa casa fu unita in progresso di tempo al N. 1060.
1572 13 Novembre. Casa con sala dove si radunava l’ arte della Lana, posta sotto S. Damiano. Confinava la via pubblica Giovanni de’ Saraceni, Alberto Pasi, Baldassare de Ronco aromatario. Nella vendita col patto di francare fu esclusa la sala delle radunanze.


Si passa il Vicolo detto Borghetto di S. Damiano.