Barberia (Via)

Via Barberia.
Quartiere Saragozza.
Prima documentazione dell'odonimo: 1245 (strata Barbarie)

Nome antichissimo. Compare negli estimi del 1296/97 come contrata Barbaria e come strata Barbarie, documentata con quest'ultima forma fin dal 1245, come rilevò il Fanti.
Eccetto il Banchieri, che incorporò via Barberia nella Stra Mestra d'Sant'Isia, che ha principi alla Porta, e termina alla Cros di Sant, ed il Taruffi che con logica analoga la incorporò nella Strada di Porta Pia, tutti gli altri autori la ricordarono come Barbaria. Ci fu il tentativo, fortunatamente fallito, con la riforma toponomastica del 1873/78 di incorporare via Barberia in via Carbonesi, ma il Prontuario del 1878 ripristinò lo storico nome Barberia (anche se sarebbe stato più corretto mantenere il nome Barbaria, con la "a" al quartultimo posto).
Il Guidicini, che pure attestò l'antichità del nome confermandolo esistente prima della metà del XIII secolo, dichiara di non conoscerne l'etimologia. Scelta migliore di altri che ci hanno provato, proponendo interpretazioni insostenibili.
Lo Zanti mise in relazione il nome Barbaria con la chiesa di San Barbaziano, ma è ipotesi che non regge anche se va detto che la chiesa di San Barbaziano è antichissima e la prima sua costruzione risale al XII secolo.
Per il Salaroli il nome viene dai cavalli Barbari che qui correvano (analogamente alla Volta dei Barbari, tra via Nazario Sauro e via Monte Grappa), ma anche in questo caso l'ipotesi, per quanto interessante, non ha il supporto di riscontri storici di corse o palii per questa via.
L'Avogaro, in tempi vicini ai nostri, associò Barbaria alla presenza di botteghe di barbiere, il che, onestamente, non appare credibile.
Meglio pensare, come sostanzialmente fece il Fanti, ad un odonimo simile ad altri presenti a Bologna, come Alemagna, Linguadoca, Inghilterra, che facevano riferimento a contrade dove alloggiavano uomini di altre nazioni. Barbaro è un termine generico che, nel medio evo, veniva riferito alle popolazioni del nord Africa, mentre in epoca romana identificava le genti che erano al di fuori dell'Impero.

Fonti citate in questo articolo.

ZantiNomi, et cognomi di tutte le strade, contrade, et borghi di Bologna, di Giovanni Zanti  pubblicato nel 1583.
BanchieriOrigine Delle Porte, Strade, Borghi Contrade, Vie, Viazzoli, Piazzole, Salicate, Piazze, e Trebbi dell'Illustrissima Città di Bologna con i loro Nomi, Pronomi, e Cognomi, di Camillo Scaligeri della Fratta (pseudonimo di Adriano Banchieri), pubblicato da Clemente Ferroni nel 1635.
TaruffiAntica fondazione della città di Bologna degnissima madre di studj, di Gianandrea Taruffi, pubblicato nel 1738.
SalaroliOrigine di tutte le strade sotterranei e luoghi riguardevoli della città di Bologna di Ciro Lasarolla (Pseudonimo di Carlo Salaroli), pubblicato nel 1743.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).
Avogaro: Contributo onomastico alla corografia di Bologna antica, di Carlo Avogaro, in "L'Archiginnasio", Bologna, XVIII(1923) e XIX(1924).
Estimi 1296/97Atlante Storico delle città italiane. Emilia Romagna, 2 Bologna. A cura di Francesca Bocchi, pubblicato da Grafis, Bologna, 1995,1998 (contiene gli Estimi 1296/1297)
Fanti: Le Vie di Bologna. Saggio di Toponomastica Storica, di Mario FantiIstituto per la Storia di Bologna, 2000.