Strada di Saragozza


Denominazione moderna(2015): Via Saragozza.

Guidicini.
La strada di Saragozza comincia dalla porta che ha questo nome e va fino alla via Urbana compresa la larghezza della via di Belfiore. Alcuni fanno continuare questa contrada per la via del Collegio di Spagna fino alla chiesa di S. Paolo, altri la prolungano fIno alla via di Val d' Aposa, non pochi invece la fanno terminare al Collegio di Spagna, finalmente qualcuno dice che il suo termine sia a Belfiore, e cioè quella strada di dietro il predetto Real Collegio; difatti
 dov'è la porta murata per la quale entrò Santa Catterina Vigri nel monastero del Corpus Domini coincideva all' incirca la chiesa parrocchiale di S. Cristoforo, che si diceva delle Muratelle, o di Saragozza.
Attenendoci all' asserzione di questi ultimi ne viene che la Strada di Saragozza è lunga pertiche 173, 8, 8, ed ha di superficie pertiche 500, 9, 4.
E' vera favola che questa strada, detta Villana dal romanziere Montalbani, prendesse il nome di Saragozza dal Cardinal Egidio Albornozzio. Nel secolo XII si chiamava Saragozza, e ciò si comprova con documenti autentici; e il Cardinale Albornozzio fu mandato in Italia dal Papa soltanto nell'anno 1360. Quel tratto di strada dalla via Belfiore fino a Val d' Aposa fu aperto nel 1582, ed allora a cominciare dalla via Bocca di Lupo fino alla predetta via Val d' Aposa si cominciò a dire via Nuova dietro il monastero del Corpo di Cristo, nome che fu di breve durata.
Si pubblicavano i bandi in Saragozza nell'anno 1256 (davanti la casa di Tommasino di Guido Bazzalieri, sopra il ponte nuovo presso l'abitazione dei frati predicatori, sopra il Fossato, innanzi la casa di Messer Giovanni da Varignana, da Santa Maria delle Muratelle, e nel Trebbo in Borgo di Saragozza innanzi la casa dell' Albergati. Nel 1289 si cita che si pubblicassero i suddetti bandi sopra il ponte di Saragozza, innanzi la chiesa delle Muratelle, e innanzi quella di S. Cristoforo di Saragozza.



Porta Saragozza


Strada di Saragozza cominciando a destra della porta della città e, terminando a Via Urbana.

Due uomini illustri sono nati nella Strada di Saragozza, e cioè Pietro Filargi che fu poi fatto Papa col nome di Alessandro V, che mori in Bologna il 3 maggio 1410 e fu sepolto nella chiesa di S. Francesco; l'altro è Francesco di Marco Raibolini detto il Francia (1), famosissimo pittore, cesellatore ed architetto, morto il 5 gennaio 1517.
Dicesi che pure il famoso pittore Domenico Zampieri avesse due case paterne in Saragozza.
Li 9 febbraio, giorno di Sant'Appolonia, si correva il Palio di Papa Gregorio XV (vedi palazzo pubblico).
Per Porta Saragozza il più delle volte, e tutt'ora una volta all'anno, fa l'ingresso in città la B.Vergine di S. Luca per le Rogazioni minori: si è detto il più delle volte, perché nel 1582 la processione traversò le colline che si frappongono alla chiesa di S.Luca ed a quella della Madonna del Monte, e fece il suo ingresso per Porta S. Mamolo.
Nel 1587 entrò per porta S.Felice.
Nel 1590 per Porta Pia.
Nel 1618 per la porta delle Lamme, e nel 1641 per quella di Strada Castiglione.
Il trasporto si faceva la notte del sabbato venendo la domenica precedente all'ascensione, e fu solo nel 1713 che ad istanza del Legato Casoni si cominciò a trasportarla a Bologna il dopo pranzo del sabbato, nel qual anno fu collocata I'Immagine nella chiesa della Santa, di dove cominciò la processione la susseguente mattina della domenica. Negli anni susseguenti si depositò sempre nella chiesa delle monache di S. Mattia finché quelle suore furon soppresse, dopo la qual epoca fu sempre portata direttamente alla metropolitana di S.Pietro, come si pratica anche ai nostri giorni.
La celebrità dei portici di S.Luca merita che di essi si diano alcune notizie forse non date da altri:
1589, 28 luglio. Si cominciò la riparazione della strada e sentiero con fittoni di legno che conduceva a S.Luca sotto la direzione di Giuliano Locatelli.
1640, 28 giugno. Si concesse licenza alle suore di S.Luca di erigere quindici cappelle lungo la strada che conduceva al Santuario.
Li 26 giugno 1674, a ore 10 e 52 minuti Amadeo Amadei, socio di Teodoro Pedrini. cominciò a tagliar la siepe del cantone dello stradello detto degli Orbi, lavoro che fu interrotto dalla pioggia, e ripigliato il susseguente giorno 27, nel quale a ore 10 e un quarto si diede mano a cavar la terra del fondamento dalla parte del muro dal muratore Pietro Maria Bianconi da Zola, ma ricominciata la pioggia fu obbligato a ritirarsi. La mattina del giorno 28 alle ore 10 e un quarto fu posta la prima pietra con calce da Giuliano Cassani capo mastro, e questa pietra fu posta nell' intercolonio presso lo stradello degli Orbi dalla parte della città. Sopra della pietra, alle ore 12, D.Lodovico Zeneroli mise una medaglia di bronzo. Questo sacerdote fu il promotore della fabbrica dei portici mentre era cappellano della compagnia di Santa Maria dei Servi della di S.Biagio. Fu poi canonico di Cento e morì li 15 agosto 1701.
In due anni fu compito il portico da Bologna al Meloncello. Gli archi sono lunghi palmi 25 e larghi 17. Il loro costo fu di L. 375 cadauno.
1676, 14 maggio (giovedì). La B.Vergine di S. Luca diede la benedizione sotto il primo arco del portico, essendo questo terminato dalla ciltà fino sopra il torrente Meloncello, che correva presso la casa che voltava verso il monte dove erano i misteri.
La prima tribuna architettata da Gio. Giacomo Monti costò al Legato Buonaccorsi la somma di scudi mille.
1677, 9 giugno. Si cominciò il portico vicino alla scala poco lungi dall'osteria discendendo dal monte verso Bologna.
1681, 8 maggio. Si cominciò la piazza del Meloncello.
1714, 18 dicembre. Fu deciso dall'Assuntaria dei Magistrati di unir i portici della pianura a quelli della montagna mediante un arco sopra la strada, e di fare la gradinala a capo dei portici presso la chiesa della Madonna.
La chiesa predetta dicesi fondala nel 1106. Nel 1480 fu rifatta e consacrata il primo luglio di detto anno.
Li 26 luglio 1723 si cominciò la fabbrica del tempio tuttora esistente sulla sommità del monte della Guardia: e nel 1742 si diede principio alla cupola.
Nel 1160 fu collocata l'Immagine nella chiesa del Monte della Guardia, e il 4 luglio 1433, cioè la notte del sabbato, fu essa trasportata a Santa Maria Maddalena di Val di Pietra (S. Giuseppe), e la mattina della domenica fu introdotta in città.

Nota(1)
(1) Francesco Francia di Marco, orefice e pittore celebratissimo, morì li 5 gennaio 1517.
Nel primo trimestre del 1514 fu magistrato dei collegi, e fu massaro dell'arte degli orefici per l'ultima volta, essendolo stato antecedentemente a più riprese, e la prima volta nel secondo trimestre del 1443.
Alli 10 dicembre del 1482 fu matricolato nell'arte degli orefici, ed era chiamato Francesco Raibolini detto il Francia. Dai libri di detta arte rilevasi che nell'anno 1486 abitava sotto la parrocchia di S. Nicolò di San Felice. Nella cronaca Seccndenari è detto che fu figlio di un falegname che abitava sotto la parrocchia di Santa Catterina di Saragozza. Li 20 novembre 1508 por ordine del Reggimento gli furon pagati cinquecento ducati d'oro per mercede devolutagli di due conii da esso fatti por la Zecca, nei quali eravi I'immagine del Pontefice da una parte e gli stemma del Comune dall'altra. Nel secondo trimestre del 1489 fu ancora nomincato massaro, ed ai 19 novembre 1505 lo fu da Giulio II.

Via Saragozza 74 (N.179, N.180) 






Si passa Malpertugio






Via Saragozza 14 (N.143) 



Si passa la via dei Mussolini




Si passa la via di Altaseta



Si pasta Belvedere


Si passa Bocca di Lupo

Il tratto di strada da Belfiore fino alla via Val d'Aposa dicesi che fosse aperto li 17 maggio 1582. In questo tratto di strada è il muro laterale del monastero delle suore del Corpo di Cristo, nel quale si vede murata la porta per la quale Santa Catterina de' Vigri entrò colle sue compagne in detto monastero li 13 novembre 1456. Nell' angolo che fa questa strada con Bocca di Lupo vi era la chiesa e il monastero di S.Cristoforo delle MurateIle. (Vedi via Tagliapietre N. 273).

Strada di Saragozza cominciando a sinistra della porta della città fino a Via Urbana e Via Belfiore.


Il suolo dalla mura della città fino al Frassinago era enfiteutico, e dicesi di S. Procolo.


Si passa la via del Frassinago




Via Saragozza 55 (N.228, N.229) 





Si passa la Nosadella.







Si passa Sozzonome 



Via Saragozza 15 (N.250) 

Si passa il Fossato



Si passa Borgo Ricco



Si passa la via di Belfiore.




Immagine da inserire

Piazza di Porta Saragozza. Sembra appena iniziata la demolizione delle mura, il che colloca la foto tra il 1902 ed il 1903.