Strada di Galliera


Denominazione moderna(2015): L'antica Strada di Galliera è l'unione delle attuali Via Galliera e Via Manzoni.

Guidicini.
La Strada di Galliera comincia dalla porta della città e termina alla piazza del Duomo, benchè molti considerino per via di Galliera anche la piazza del Duomo, e la via del Canton dei Fiori. Ritenuto il primo limite, la sua lunghezza è di pertiche 255, 6, e la sua superficie di pertiche 500, 28, 10.
Esiste il disegno della parte esterna della città in una delle stampe unite alla relazione delle feste date in Bologna per la venuta di Clemente VIII nel 1598.
Li 5 giugno 1646, minacciando di crollare la porta di Galliera, se ne decretò la riedificazione, e fu concesso suolo pubblico per la nuova fabbrica, che fu però ritardata per parecchi anni.
Li 12 marzo 1659 Saulo Guidotti fu nominato Assunto alla fabbrica della porta di Galliera, Bartolomeo Provaglia fu destinato ad architetto, e Giovanni Bonini appaltatore di vari lavori relativi alla medesima. Nel 1660 ricevette il Provaglia L. 800, e li 23 dicembre 1663 altre L. 500 per la prestata sua assistenza. Il capo mastro Francesco Parti ebbe L. 6833,2, lo scalpellino Albertoni L. 5024,8,1, Lorenzo Cortesi tagliapietre L. 1149,2,10, Antonio dal Buono inverniciatore, per verniciatura alle armi ed altro, L. 90, Sebastiano Zani scrittore per la lapide di fuori L. 60, D. Andrea Abanti per quella di dentro L. 80, ed il muratore Dotti per aver tassato le liste L. 50. Totale L. 14586,12,11.
Il primo Porto Naviglio presso la città fu costruito alla porta di Galliera. Li 8 gennaio 1494 il Luogotenente, gli Anziani, e i Sedici pubblicarono la notificazione per la processione da farsi al ponte fuori di Galliera onde benedire la prima nave che sarebbe venuta pel nuovo canale Naviglio, fatto dal ponte di Corticella fino alla porta di Galliera. 1496, 13 dicembre. Locazione concessa dal conte Ercole Bentivogli, a nome dei Sedici, a Pietro Ghisilieri muratore, del canal Naviglio da Bologna al ponte di Corticella, col patto di mantenerlo di tutti i legnami necessari, e ciò a beneplacito dei detti Rettori che promettono di pagare al Ghisilieri L. 13 all' anno.



Porta Galliera


Strada di Galliera cominciando a destra della porta, e terminando alla piazza del Duomo, o di S. Pietro.

Nel 1486 per raddrizzare la Strada di Galliera dalla porta della città fino al serraglio, furono demolite varie case ed atterrati molti sporti.
Dicesi che dal 1141 al 1174 vi si correva il Palio dell'invenzione del corpo di S. Petronio, il quale poi si corse per Strada S. Felice, ma non è vero. In febbraio, poi in giugno si correva quello di S. Pietro, e li 16 novembre quello dei Pazzi. (Vedi palazzo pubblico).
Errò il Montalbani dicendo che Guido Guinicelli era della parrocchia di S. Benedetto di Galliera, perchè invece era di quelle di S. Benedetto di Porta Nova.
Si pubblicavano i bandi in Galliera nel 1256 da Santa Maria Maggiore davanti la casa di Ugolino Galli, e nel 1289 nel Trebbo innanzi la detta chiesa presso la casa di Pietro Mussolino, sopra il ponte e serraglio del Borgo di Galliera nel Trebbo, innanzi la casa di Francesco Donadini nel detto Borgo, innanzi la via per la quale si va alla Pugliola presso la casa di Francesco Otto, e per ultimo davanti la chiesa di S. Benedetto e la casa di Maria Pietro Ferramosche presso il pozzo fuori del Serraglio sopra il ponte Pozale.









Si passa la via Pugliole di Sant'Elena.







Si passa la via Strazzacappe.










Si passa la piazzetta del Serraglio di Galliera nella quale hanno principio la via dietro Reno, e quella dell' Avesella.



Si passa il Voltone dei Fibbia che termina alla via Larga di Santa Maria Maggiore (e che è parte di Via del Corico).


Si passa la via dei Preti.


Si passa l'altro vicolo detto dei Preti.







Si passa la via di Parigi


Si passa il vicolo di Porta di Castello.





Per il proseguimento di questa strada fino alla piazza del Nettuno. Vedi : Piazza di S. Pietro.

Strada di Galliera a sinistra cominciando dalla porta e progredendo fino alla piazza di S. Pietro.

Tutto il terreno colle sovrapposte case, cominciando dalla porta della città fino al portico detto dei Padri Minimi di S. Benedetto, era enfiteutico dei Padri di S. Domenico, e lo conduceva in affitto la famiglia degli Arrighi quando li 7 marzo 1581 fu venduto a Gregorio XIII per scudi 1000 d' oro, e 50 di Caposoldo. I miglioramenti furon donati dal Papa alla nazione tedesca per fabbricarvi un collegio, come da rogito Belvisi. Sisto V prese possesso di questi beni e li donò al collegio Montalto. Morto il Papa, i Domenicani, fecero lite al collegio, ed ottennero in compenso tornature 8 di terreno a Casaralta, e L. 400 in contanti.
Il diretto dominio dei Domenicani rimontava al secolo XV, trovandosi che li 3 gennaio 1484 morì di peste Andrea di Domenico Goso enfiteuta della prima casa in Galliera sull' angolo della mura, e con lui morirono nello stesso mese i tre suoi figli. Dorotea, di lui moglie, vedendo estinta la linea, prese un fanciullo dall'ospedale, che esso pure mori nel mese di marzo. La buona donna, per godere la casa, ne prese un secondo, ma i Domenicani la chiamarono a dar giuramento davanti al Vescovo, e confessò il vero, poi glielo fecero rettificare davanti Galeazzo Marescotti Gonfaloniere di Giustizia.
Nel 1715 i Domenicani vi conservavano una presidenza, la cui fronte alla strada era di piedi 96, 2, e la Camera Apostolica, a cui successero i Lambertini. piedi 139.
L' Oretti dice che l' orto Torfanino, contro quello dei Poeti alla porta di Galliera, era abitato dal famoso pittore Francesco Albani, ma non se ne hanno ulteriori dati.
Li 11 agosto 1511 furono donate ad Achille dal Calice alcune case rovinate in strada Galliera verso le mura della città dov'era la fortezza.

























Si passa la via dei Falegnami.













Si passa la via Monari.




Si passa il vicolo Broilo de' Piatesi, ora chiuso.




Per il proseguimento di questa strada fino alla piazza del Nettuno vedi Piazza di S. Pietro.