GRATICOLA DI BOLOGNA 
DELLE PITTURE, SCULTURE E ARCHITETTURE ESISTENTI IN BOLOGNA
Compendio tratto dal manoscritto del 1560 di Pietro Lamo pittore Bolognese scolaro d'Innocenze d'Imola
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L'autografo in quarto era già posseduto dalla nobile casa Bottrigari, che poscia passò al sig. Carlo Bianconi Bolognese.
Questo compendio non è che la traduzione del tanto commendato manoscritto Lamo, informe per la rozzezza della lingua in cui è scritto, e molto più per la mancanza di molte carte.
Questo frammento però siccome pieno di molte notizie, non lascia di essere molt' utile, e degno della considerazione di ogni amatore delle belle arti, in esso riscontrandosi molte notizie che servono a dar gran lume alla storia di dette arti.
Non è difficile il rilevare l'anno in cui il Lamo stese questa sua operetta dai soggetti che come viventi nomina in essa, e da altre notizie che ivi riporta.

Porta Maggiore. — E dentro alla porta a mano destra poco lontano è una chiesa nominata la Masone, ove fu da un tale Maestro Aristotile da Bologna architetto mossa da un canto di detta chiesa all'altro la torre, e portata come oggidì si vede, col suo bell'ingegno. E poco più a mano sinistra si trova la chiesa di Santa Maria dei Servi, dov'è un bello portico di 28 archi, le di cui colonne sono lontane l'una dall'altra 16 piedi secondo la misura di Bologna, e tutta la chiesa è di buona architettura secondo l' ordine tedesco. Dentro in detta chiesa vi è un quadro da altare, in cui vi è un'Annunziata bella, con Dio Padre, ed angioli di mano di Innocenzo da Imola fatta a olio bella, e la fece fare Alberto Bolognetti con tre storielle nel Peduccio; e nella muraglia un S.Francesco da una banda, e dall'altra un S.Giovanni Battista, e di sopra vi è una musica d'angioli dipinti a fresco per mano di Bartolomeo Bagnacavallo gran pratico, a fresco, e a olio; e all'altare maggiore il Padre Frà Angelo Montorsolo Fiorentino ha fatto di scultura un bel partimento di marmo ornato di vari colori di pietre a guisa di piramide accomodata con varie figure di marmo molto lodevoli. E sopra la porta appresso la sagristia è una sepoltura in cui è sepolto messer Gio. Giacomo Grati senatore Bolognese, dov'e una mezza statua di suo ritratto di marmo fatto di mano di Teodosio scultore bolognese; e dalla porta della chiesa all'uscir fuora sulla strada maestra vi è una sepoltura dov'è sepolto messer Lodovico Gozzadini senatore Bolognese, dove sono molte figure di terra cotta di marmo finto di mano di Gio. da Volterra scultore, cosa lodevole, e il dipinto è di mano di Pellegrino Bolognese, e di Giovanni Miruoli nel principio di quel loro credito, che sempre più hanno acquistato, com' è palese.
E venendo in su verso piazza a mano destra vi è la chiesa di S. Bartolomeo, dov'è un portico da due lati con li pinastri quadri, e sono 16 pillastri in tutto. cioè 9 dal lato lungo, e 7 dall'altro lato. In esso sono scolpiti in pietra macigno delli trofei di basso rilievo molto lodevoli, e li fece fare messer Giovanni Gozzadini protonotario gentiluomo Bolognese.
E quivi appresso vi è una piazzetta nominata Porta sopra la strada maestra di Strada Maggiore, dove sono quelle due torri fatte a concorrenza l'una dell'altra, una drittissima e alta, l'altra stortissima fatta con grand'arte, nominate torre degli Asinelli la dritta, e torre Garisendi la Storta. Nel medesimo sito da questa banda vi sta un giovane nominato Bartolomeo Passarotti Bolognese ottimo disegnatore e coloritore, ed ha uno studio bello di varie cose in genere di pittura e di scultura, e fra le altre belle cose un quadro di una Maddalena nel deserto, di mano del Parmigiano, cosa rara, e appresso alla piazza il cav. Bottrigari.

Porta Santo Stefano. — Ora anderemmo verso il mezzogiorno alla porta nominata Porta di Strada Santo Stefano poco lontana al Collemonte, che è un bellissimo sito di bella vista, e di grande spasso. In questa strada abita un gentiluomo nominato messer Bartolomeo de Zani, il quale ha delle belle pitture nel suo studio, e fra le altre ha quel rarissimo quadro del Parmigianino, dov'è quella Madonna che ha quel pattino coricato in braccio col gomito sopra un mappamondo. E dentro alla porta della città a mano sinistra vi è una devozione nominata la Madonna del Baracano, ove all' altar maggiore sono due profeti da ogni banda di terra cotta che finge marmo, di mano di Alfonso scultore, belli, e in una capella in detta chiesa Prospero Fontana pittor Bolognese ha dipinto una disputa di Santa Caterina a olio, cosa molto lodevole, e fecegliela fare il conto Vincenzo Hercolani senatore Bolognese.
E venendo verso la piazza a mano sinistra una gentildonna vedova bolognese nominata madonna Elisabetta da Vizzano, fa fare una bella fabbrica molto lodevole, e l'architetto è Bartolomeo Triachino Bolognese.
A mano destra nella detta strada in casa del conto Agostino Hercolani sono due quadri a olio, l'uno di mano di Raffaello d'Urbino, dov'è un Cristo sedente sopra li quattro Evangelisti, bellissimo, e l' altro è un Cristo nell' orto con la Maddalena ai piedi, di mano di mastro da Correggo, bellissimo.
E a mano sinistra vi è la chiesa di S. Gio. in Monte, dov'è la rarissima tavola di Santa Cecilia di Raffaello d'Urbino, che fece fare madonna Elena Dall'Olio gen tildonna Bolognese, e qui appresso in un'altra capella vi è una tavola fatta a olio di mano di Pietro Perugino maestro di Raffaello d'Urbino, dov'è un S. Michele ed una Santa Catterina ed altri Santi, e all'altar maggiore una tavola dell'Assunzione della Madonna, di mano di Lorenzo Costa Mantovano, fatta a olio, notabile: e all'altare maggiore sono dipinte due storie fatte a olio di mano d' Ercole da Ferrara, l'una è quando Cristo fu tradito da Giuda, e l'altro quando Cristo fu condotto alla croce tra due ladroni, e nel mezzo la Madonna con Cristo morto in braccio, e nel mezzo della chiesa è un Cristo nudo alla colonna grande come il vivo, di legno benissimo lavorato e sopra una porta il ritratto del Fiorenzuola di marmo fino................ E sopra detto peduccio sono 12 teste col busto per li 12 Apostoli, di terra cotta che fìngono bronzo, di mano di Zaccaria da Volterra.
Ed in detta strada in casa di messer Domenico Beccadello vi è una testa di marmo antica di Socrate, e quella del Tartaro. In questa strada altro non vi è di notabile.

Strada Castiglione. — Dalla banda di mezzogiorno, e lì appresso fuori della porta, è una chiesa delli frati Neri di S. Agostino nominata la Misericordia, all' entrar dentro a mano sinistra sopra un altare vi è una tavola dipinta da Gio. Antonio discepolo di Leonardo da Vinci, fatta a olio, dov'è una Nostra Donna, un S. Giovanni Battista, un S. Sebastiano, e il ritratto del cavaliere da Casio, e di suo padre, che la fecero fare l'anno del Giubileo MD, cosa bella. E qui appresso vi è un San Sebastiano a olio, di mano di Lorenzo Costa Mantovano, fatto del 1503. E' stato in buona venerazione un tempo. All'altar maggiore vi ha una bellissima tavola della Natività di Cristo. fatta di mano del Francia Bolognese, la quale feccia fare monsignor dei Bentivogli Bolognese, quando venne dal S. Sepolcro, e così è ritratto in quell' abito che venne Monsignore, e nel peduccio di sotto sono dipinti li tre Re Maggi a olio, di Lorenzo Costa Mantovano, bellissimi, nell'anno 1499. A mano sinistra vi è una tavola all'olio fatta dal Francia, con 7 figure, che la fece fare messer Bartolomeo Manzoli.
Rincontro alla Dogana in un buon casamento sta un gentiluomo nominato messer Camillo Bolognetti, il quale ha fatto dipingere a Gio. Francesco Becci Bolognese (Bezzi detto il Nosadella).

A linea retta del mezzogiorno è la porta di S. Mamolo posta dalla parte del monte in cima del quale vi è una chiesa nominata l'Osservanza, ove stanno i frati Bigi Zoccolanti. Quivi sopra l'altar maggiore in una volta fatta a crociera sono 4 Evangelisti a fresco bellissimi, fatti in iscorcio, di mano di Prospero Fontana Bolognese, e più abbasso vi è la chiesa della Madonna del Monte ove stanno i frati ...................... e qui vi è un altare a man destra dipinto nel muro a fresco e cioè il transito della Madonna con tutte le carni fatte a olio, e di sopra li 12 Apostoli in varie attitudini tutti in iscorcio. Questa opera fu fatta fare da un Vescovo Greco, che ebbe nome Besarione, il quale era Legato di Bologna, la di cui effigie dal naturale si vede ritrattata in quest'opera con un suo segretario nominato il Perotto, il quale fece le regole Despontine, e il pittore ebbe nome Galasso Ferrarese valentissimo a quei tempi, morto di morbo l'anno 1488.
A mezzo la strada di detto monte vi è una chiesa antica dipinta a fresco di storie del Testamento vecchio e nuovo, di mano di vari maestri, fra le altre vi sono quattro istorie del Testamento vecchio, bellissime, di mano di Giotto, e parte sono di Giacomo e Simone pittori, e sono di bella maniera. Le restanti poi sono di vari maestri, ma non sì buoni. Queste pitture furono molto lodate da Michelangelo quando era a Bologna al tempo di Papa Giulio II all'occasione che gli fece quella rara statua di bronzo, cioè il ritratto di S. Santità, la quale fu posta nel mezzo alla sommità della facciata di S. Petronio, e poi da lì a un tempo fu gittata a terra, e disfatta. Oh) che gran peccatoI (Appartiene oggi al nostro illustre concittadino M. Mìnghetti.)
Ora ritorniamo a S. Michele in Bosco, il quale ha forma di castello. Vi sono abitazioni molto comode da gran principi. Fra le altre architetture della sua fabbrica si vede un dormitorio d'una bella e grande distanza d'occhio, del quale si scopre tutta la città. Qui appresso vi è una stanza nominata il capitolo, che è stata dipinta dal fregio in su. Rimpetto della porta d'ingresso vi è un altare dov'è dipinto il transito della Madonna, e il ritratto di Fra Barnaba Cevenino abbate a quel tempo, il quale fece dipingere questo capitelo. Più sopra vi è un'Annunziata, nel mezzo della volta un S. Michele, e attorno i 4 Evangelisti. Sopra la porta d' ingresso sono due profeti, e nel mezzo una risurrezione di Cristo, cosa notabile. Tutta questa pittura è fatta a fresco per mano d' Innocenzo dei Francucci da Imola, il quale fece anche il quadro dell'altar maggiore con un S. Michele in mezzo, S. Pietro da una banda, S. Benedetto dall'altra, ed una Madonna con una bella musica d'angioli nell'aria, che è cosa molto notabile. Vi è un bell'ornamento tutto intagliato, e il maestro fu un frate del suo ordine di S. Benedetto nominato Fra Raffaello da Brescia, il quale fece il coro con belle prospettive intersiate, gli arcibanchi della sagrestia, e l'ornamento dell'organo tutto intagliato, che è molto lodevole. Nel refettorio di essi frati sono tre quadri grandi dipinti a olio con 3 istorie, le quali sono queste: Una storia con molte figure simili al naturale con Papa Clemente, che rappresenta un miracolo di S. Giorgio, e nel mezzo vi è quando Cristo andò a casa di Simune e che la Maddalena gli unse li santi piedi. L'altro quadro è quando Abramo vide tre angioli, ed un solo ne adorò. Sopra gli arcibanchi in detto refettorio sono le istorie dell'Apocalisse, e tra l'una e l'altra è dipinto un convento di detta religione con ornamenti grotteschi. All' uscire fuori sopra la porta si vede un San Giovanni in un Paese, che scrive l'Apocalisse. Tutta quest'opera è utile e molto lodata dalli virtuosi, e la fece Giorgio Vasari Aretino. Rincontro a questa porta vi è un lavatoio per li frati. Quivi sotto un piccolo arco è un' istorietta a fresco, ed è quando li Farisei mormoravano per non lavare le mani agli apostoli con un fregio di gioie e perle alla grottesca con tre teschi d' osso di cavallo. L' opera è tutta notabile di mano di Pellegrino di Bologna, così il quadro a olio della Natività.
Appresso alla detta porta di S. Mamolo vi è una chiesa nominata l'Annunziata, ove stanno i frati bigi zoccolanti. All'altar maggior vi è un quadro dipinto a olio di mano del Francia Bolognese, e la invenzione è questa: Una Madonna in piedi con S. Francesco, S. Giovanni, S. Bernardino, e S. Giorgio, opera notabile; e qui appresso è un quadro di un S. Sebastiano bellissimo.
E a mano sinistra vi è la chiesa delli Capuccioli, così nominata. Quivi un certo frate Benedetto dalli Maroni Bresciano ha dipinto tutto un claustro, che è la vita di S. Colombino istoriata a fresco, ed è opera notabile.
E all'entrar dentro detta porta di S. Mamolo si trova a man sinistra una chiesa nominata le Grazie, dove stavano li frati ......... E una tavola delli tre Maggi la quale è dipinta di mano di Prospero Fontana Bolognese, opera molto lodevole, che la fece fare messer Lucio Maggi.
Non molto discosto a mano sinistra vi è il convento delle suore del Corpus Domini, dove all'altar maggiore è una bellissima tavola fatta a olio, dov' è un San Sebastiano, un S. Francesco, un S. Petronio, una Santa Chiara, il ritratto della Beata Catterina, e il ritratto dell'Abbate messer lacopo da S. Pietro gentiluomo nobile Bolognese, il quale fece fare detta opera . poi di sopra nel cielo è una Madonna col putto in braccio, e una musica d'angioli attorno, d'Innocenzo. All'uscire fuora a mano destra vi è una memoria d'una sepoltura dove sono due teste di bronzo di mano di Alfonso scultore Ferrarese, molto notabili, l'una raffigura messer Paolo Zambeccari, e l'altra madonna Gentile sua consorte gentiluomini Bolognesi.
Nella strada di S. Mamolo a mano sinistra è il palazzo dei Campeggi gentiluomini nobilissimi, e detto palazzo è d'assai buona architettura, compartito di buoni alloggiamenti, che lo fece edificare messer Nicolò Sanuto nobile Bolognese.
Rincontro a questo palazzo vi è una strada dritta che va a S. Domenico, dove si vede la sepoltura di S. Domenico fatta di marmo fino diligentissimamente lavorata, con molte figure di tutto rilievo, ed è una bellissima invenzione. Sopra l'altare vi sono due angeli, e Michelangelo né fece uno, ed è quello a mano dritta, l'altro lo fece mastro Nicolo dall'Arca, insieme con tutta l'arca, che è opera rarissima. Attorno a detta capella sono certi quadri fatti di tarsia con belle invenzioni di prospettive, e parimenti tutto il coro di detta chiesa, opera rarissima fatta per mezzo di Fra Damiano da Bergamo. Appresso all'altar grande è una capella delli Casali nobili gentiluomini, come sopra l'altare una tavola dipinta a olio per mano di Filippino Fiorentino, rara: rappresenta una Madonna, S. Paolo, S. Sebastiano, e Santa Catterina sposata. In capo alla scala che va all'arca di S. Domenico in una capelletta vi è una bella tavola dipinta per mano di Girolamo da Treviso, in cui è una Madonna, il putto, un S. lacopo, e il ritratto del pittore. Sopra la porta della sagristia è una memoria d' una sepoltura, dov' è una testa col busto di bronzo, di mano del l'artista Girolamo Coltellino Bolognese, il qual ritratto è messer Lodovico Bolognino gentiluomo Bolognese. L'organo è raro e suona vari istrumenti. Quivi è la sepoltura del cavalier messer Teodosio Poeta, il quale fu ferito alla guerra della Mirandola da un moschetto, e morì. Teodosio scultore Bolognese ha fatto il suo ritratto di marmo fino, ed è molto comendato insieme con l'ornamento, che è di buona architettura. All'incontro vi è una magnifica sepultora del Bovio con ritratto in marmo.
Ora ritorniamo in S. Mamolo. Vicino al palazzo di Campeggi abita un dottore fisico nominato messer Gian Andrea Albio Parmigiano, il quale ha un quadro in tela, dov' è dipinta la conversione di S. Paolo, di mano del raro Parmigianino.
A mano destra vi è la casa dei Dolfi dipinta dal Treviso.
Da questa banda rincontro alla porta dei Galluzzi vi è una stalla delli Marsigli dipinta per mano di mastro Amico pittore Bolognese, dov'è una battaglia di chiaro scuro, a fresco, di varie sorte d'animali, rarissima.

Porta Saragozza. — Andando verso ponente alla porta nominata Saragozza dentro a mano destra si trova il palazzo degli Albergati nobili gentiluomini, di buona architettura, e l'architetto fu Baldassarre da Siena.
Nella detta strada andando verso piazza si trova un palazzo nominato il Collegio di Spagna fatto di buona architettura spagnuola, il quale fece fare un cardinale spagnuolo nominato Egidio ................
Altro non si trova fino alla Croce dei Santi, così nominata. Quivi Sono due strade, una che va a S. Mamolo, dove sta messer Cesare Dalla Valle, l'altra va verso la casa dei Ghisilieri. Ove sta messer Cesare e messer Tommaso Dalla Valle fu trovato in casa loro sotto terra facendo fabbricare gran quantità di gessi riquadrati l' uno sopra l'altro, onde si pensa che quivi fosse una fortezza. Qui presso il detto fondamento si è trovata una. colonna col capitello fatta di vari colori mischi, nella quale si vedono camei. corniole e diaspri, di modo che è colonna preziosa, ed è lunga piedi 8 1/2 e larga oncie 14 1/2. Quivi erano i fondamenti di Felsina innanzi che fosse chiamata Bologna.

Porta S. Felice. — Ora andiamo alla parte del ponente dov' è la porta nominata di Strada S. Felice, e quivi non si trova cosa notabile di queste tre scienze sino a S. Francesco, dove si vede un bel tempio tutto d'una pasta, e finito secondo l' ordine dell' architettura tedesca, che ha una bellissima facciata di maton cotto altissima, la quale fece fare i Guastavillani gentiluomini antichi Bolognesi, che tale è il loro cognome. In delta chiesa all'altar maggiore è una gran macchina di marmo, la quale serve per tavola tutta piena di figure intiere, e mezze, ed è molto diligentemente fatta, ed ornata di bella architettura tedesca, e perchè molti dicono che è tutta di un pezzo, io Pietro Lamo pittor bolognese ho voluto vedere e palpare con le mani, e trovo la verità, cioè che detta opera di marmo è di più di 100 pezzi, ma non resta che non sia bellissima per cosa tedesca. Sopra il coro vi è un bellissimo organo di buona architettura. di grata armonia, ed è ottimo. Suona vari istrumenti, ed è fatto di mano di mastro ...... Sotto la volta dell' organo vi sono due altari, e a quello posto a mezzo giorno vi è un operetta sull' altare di terra cotta di mano di Donatello, in cui sono quattro Evangelisti, ed altre figure di basso rilievo, ed io ne ho improntata una parte, perchè sempre sta coperta da una tela dipinta con Santi; e lì appresso vi è una cappella dei Felicini nobili bolognesi, dove è una tavola di mano di lacopo Francia figlio del Francia vecchio, ove ha dipinto la Madonna, S. Giorgio, S. Sebastiano e S. Francesco, ed è la più bell'opra che egli facesse mai, con un bell' ornamento di legname tutto intagliato, ed in certi nicchi sono figure di legname di tutto rilievo, e tutte dorate, di buonissima architettura corintia, di mano di mastro Andrea Formigine, e lacopo suo figliuolo. Da questa banda vi è la cappella dei Caprara, dov'è sopra l' altare un quadro di pittura, la quale fece fare messer Francesco Caprara ad un mastro nominato Lodovico Manzolino Ferrarese, dov' è dipinta la disputa di Cristo con tanta diligenza, che Baldassarre da Siena, architetto raro, ebbe a dire che Raffaello non l'avria condotta tanto diligentemente al fine, ed io l'udii, ed in vero è diligentissima, ma con brutto ornamento. E qui appresso è una delle tre porte, che sono poste al ponente all'uscir fuori di detta chiesa, e per ornamento di dentro Giulio di Raffaelle fece un disegno con l' invenzione d' una sepoltura dov'è sepolto il gran filosofo Boccadiferro Bolognese gentiluomo, e Girolamo Coltellino fece di marmo fino il suo ritratto molto onoratamente e lodevole, ed è posto sopra l'arco di detto ornamento della sepoltura, la quale è tutta di marmo. Qui appeso nella medesima facciata è una memoria di una sepoltura di messer Bonaparte Ghisilieri posta dritta nel muro, così quadra, dov' è un fregio di bronzo di fogliami, puttini, teste di tutto rilievo, che scaturiscono fuori del piano, e animali dalla centura innanzi, e fanno un gran bel vedere a segno, che sempre vi è chi l'impronta.
Rincontro alla porta della sagristia vi è la natività di S. Gio. Battista fatta a fresco di mano di Gio. Faloppia da Modena, e per cose antiche sono belle, e furono fatte l'anno 1428. Di dietro all'altare grande nella cappella degli Albergati vi è una tavola dove è su dipinto una Madonna e il putto che sposa Santa Catterina, e un Sant'Antonio da Padova molto diligente, e ben fatta, di mano di Giuliano Buggiardino, e all'incontro vi è un altare delli Gambari orefici, l' uno è Battista, e l' altro Biagio fratelli, i quali hanno fatto dipingere in tela una cena di Cristo fatta a olio per mano d'un giovinetto bolognese nominato Orazio Samacchino, ed opera molto lodevole. Nella sommità della navata di mezzo della chiesa rincontro all'altar maggiore è attaccato un piedestallo che serve per candeliere al cereo pasquale, e si può tirar su e giù, il quale è fatto a sei faccie tutto dorato, e per ogni faccia vi è una figura colorita a olio, molto belle e lodevoli, di mano del mio maestro Innocenzo Francucci da Imola. All'uscir fuori della porta verso levante fuor della chiesa è una cappella delli Bottrigari gentiluomini nobili, nella quale è un sepolcro di pietra di macigno, dov'è di sopra un Dio padre e due puttini con due faci ammortate in mano, e una figura coricata dormendo. È un vescovo coricato sopra un cassone con la mano sotto la guancia, e son di terra cotta, di mano d'Alfonso Ferrarese, e l'architetto fu lacopo dei Ranucci.
E poco lontano da S. Francesco vi è un convento di suore di S. Mattia, e all'alttar grande vi è una tavola fatta a olio, di mano d'Innocenzo da lmola, dove sono quattro figure lodevoli.
Di qui per la strada dritta arriviamo a Santa Margherita, convento di suore, dove è quella bella tavola detta di Santa Margherita, di mano del Parmigiano.
In S. Salvatore vi è un Crocifisso d'Innocenzo, la Madonna e S. Giovanni in una tavola; e una tavola di Girolamino da Ferrara, ed una di Benvenuto da Garofalo Ferrarese, ed una di Girolamo da Treviso con la Madonna presentata .........

Porta delle Lamme. — Andando verso il settentrione si trova la porta delle Lamme, così è nominata la strada. Quivi non si trovano pitture, sculture, nè architetture, salvo un bel quadro in tela di un ritratto di messer Rinaldo dalli Panni d' arazzo, dipinto per mano del Parmigianino, e il fine di detta strada confina colla Strada di S. Felice, e qui all'incontro vi è un bel palazzo in facciata ben compartito di abitazione, nominato il palazzo dei Ghisilieri.

Porta di Galliera. — La porta posta a linea retta del settentrione è la porta della strada nominata Galliera. All'entrare a mano sinistra vi è restato nel dirupamento della muraglia un pezzo di una volta, che era dipinta di mano di Giotto, ed ora se ne vedono quattro figure a fresco, belle per quella maniera, e si sono molto ben conservate, e le fece fare un tiranno che ebbe nome Scannabecco, che a quel tempo si conservava lì perchè vi era una buona fortezza, come si vede dal restante delle muraglie oggidì.
E più su a mano destra per la strada dritta vi è un portone, che è dirimpetto al palazzo di messer Paolo Poeta, il quale è ben compartito di stanze ornate di pitture e di cortili; con buona architettura è fatto il palazzo, ed intorno è un bel sito accomodato d'un bel giardino pieno di vari semplici, circondato dalle siepi vive d'edera con una pergola posata sopra le colonne di macigno recinta di ferro con una bellissima fontana fatta alla rustica.
E più su verso la piazza a mano sinistra si trova una chiesa nominata S. Gioseffo ( poi Santa Maria Maddalena ) ove sono queste sculture: a mano sinistra vi è una cappella, e sull' altare vi è una Madonna col putto in braccio, e un S. Rocco di mano di Zaccaria e Giovanni da Volterra figlio, e sono di Terra cotta assai buone; dall'altra banda della Madonna vi è un S.Sebastiano di terra cotta rarissimo, di mano d'Alfonso scultore. Alle colonne che sostengono la navata di mezzo di detta chiesa sopra li capitelli vi sono 6 nicchi da ogni parte, dove sono accomodati i 12 apostoli dalla cintura in su, e Cristo è nella facciata, tutti di terra cotta, per mano di Alfonso scultore, e sono tutti coloriti. All'altar maggiore vi è una tavola dello sposalizio della Madonna dipinto di mano di Girolamo da Cottignola, notabile, e Alfonso scultore gli fece il modello di terra di tutta la istoria insieme.
All' uscire fuori di S. Gioseffo a mano destra è l'ospedale di S. Bartolomeo, ove in mezzo all' altar maggiore è un S.Bartolomeo più grande del naturale, di terra cotta, e poi colorito a olio, e detta figura è di mano d' Alfonso, ed è rara.
A mano sinistra vi è un edifizio in Galliera di architettura ........... invenzione di Baldassare da Siena, e lo fece fare messer Panfilio dal Monte.
E qui appresso è il palazzo del Torfanini, il quale è tutto istoriato di chiaro scuro, mezzo di mano di Girolamo da Treviso, e il resto di Prospero Fontana Bolognese. Dentro a detto palazzo verso la strada vi è una sala con fregio colorito a fresco fatto a quadri istoriato, le quali storie sono quelle, che fece Nicolò dell'Abbate Modenese.
E a mano destra in casa di Lodi vi è un Cristo di mano del Mantegna, e dietro a questa strada verso S. Giorgio da una banda di detto vi è la casa degli Achilli, dov'è quello studio rarissimo d'anticaglie.
E volgendosi a mano sinistra verso piazza vi è una chiesa nominata Madonna di Galliera, in cui sopra l'altare vi è un ornamento di marmo, dov'è un'assunzione della Madonna con li 12 Apostoli di mezzo rilievo tutti di marmo, di mano di Tribolo scultore Fiorentino. La cappella maggiore di detta chiesa è tutta compartita a quadri con storie.
E poco più lontano si vede la chiesa di S. Pietro duomo della nostra città, ove è un portico bello, e lodevole. All' entrare sopra la porta in un nicchio v'è un Cristo morto a sedere in braccio a un angelo, di terra cotta finta di macigno, di mano di Francesco Manzino, opera notabile e bella, e dentro da questa porta è il Monte di pietà. A mezzo il portico in questa medesima facciata vi e un gran quadro dipinto a fresco di Cristo in croce in mezzo ai due ladroni, col transito della Madonna, e tutte le arie, col resto della quantità delle figure che convengono a simile mistero, opera rara e bella, fatta per mano di Guido da Bologna fratello di mastro Amico pittor bizzarro. Ora entriamo nel duomo. Passato la cappella del battesimo a mano sinistra si trova In rara cappella dei Garganelli; qui Michelangelo quando era a Bologna diceva: questa cappella che avete qui è una mezza Roma di bontà: e qui a mano dritta vi è un Cristo in croce fra due ladroni con tanta quantità di figure come gli si convengono, con lo spavento della Madonna a piè della croce da fare svenire ognuno che la vede; e poi a mano sinistra vi è il transito della Madonna con li 12 apostoli in varie attitudini pieni di dolore, col ritratto di Ercole da Ferrara pittore rarissimo, e del Garganello, che fece fare quest' opera rarissima. Di sopra nella volta la detta cappella è tutta dipinta di mano del maestro d' Ercole da Ferrara, che ebbe nome Francesco Cossa da Ferrara.
E all'entrar dentro di detta cappella nel bassamento sono fatti di marmo certi fogliami antichi, fra quali vi è una foglia maestra, che si giudica che sia di valentissimo scultore antico, o di moderno nominato il Duca.
Questa chiesa è antica, ma non è di bella architettura, salvo il campanile, che è di architettura tedesca. All'entrare della porta nominata la porta dei Leoni vi sono due colonne, una torta a vite bellissima, e l'altra aggruppata.

Porta delia Mascarella. — Più basso verso levante vi è la porta nominata Porta della Mascarella; cosi è il suo cognome. E qui fuori di detta porta non molto lontano è un bellissimo sito ameno e dilettevole nominato Casaralta, dove è un palazzo del casato dei Volta gentiluomini nobili e ricchi, il qual palazzo è molto ben accomodato di buonissime stanze. Qui v'è di molte pitture belle di rari e valenti maestri. È ornato all'intorno da un bel giardino. Dentro della porta per quella strada non si trova cosa bella, salvo che nel fine della strada all'entrare nel Borgo della Paglia a mano destra si trova un bel palazzo di buona architettura.
E detto palazzo è dei signori conti Bentivogli, l'uno è il conte Ercole, e l'altro e il conte Alessandro; e di qui altro non si trova da questa porta.
Qui presso un tiro d' arco vi è la chiesa di S. Martino, la quale può passare rapporto all'architettura, benchè sia triviale. All'altar maggiore vi è una bella pittura a olio, lodevole, di mano di Gimiamo Sermoneta, ornata di un rarissimo ornamento tutto intagliato di legname, di mano di mastro Andrea Formigine, e Giacomo suo figliuolo, tutto dorato, opera unica. e la fece fare messer Matteo Malvezzi, perciò il Sermoneta Io ritrattò molto simile sull'opera che gli ha fatta sulla tavola con molte figure colorite con gran diligenza. In detta chiesa alla cappella dei Boncompagni gentiluomini Bolognesi vi è una tavola di mano di Girolamino da Ferrara con la istoria dei tre Magi, opera lodevole. Rimpetto a questa cappella, in quella dei Paltroni gentiluomini nobili. sopra l'altare vi è una tavola dipinta, divota, e bella, di mano del Francia. All'uscir fuori della porta più usata, sopra l' architrave v'è nell'archivolto un S. Martino a cavallo con il nimico nudo a piedi, di basso rilievo tutto dorato, e sono belle attitudini. e molto lodate, fatte di mano di Francesco Manzino Bolognese, e lo fece fare messer Cristoforo Boncompagno, insieme con la istoria delli tre Magi, a Girolamino Ferrarese.
E non molto Iontano di qui è il palazzo del cav. Bocchi di buona architettettura toscana molto lodevole, quantunque non sia finito.

Porta Stra S.Donato. — Ora andiamo alla porta verso levante nominata porta di Stra S. Donato perchè in questa strada è la chiesa a lui dedicata. Dentro alla porta a mano sinistra vi è un palazzo dei Poggi fatto fare dal Cardinal Poggi, ed è di buona architettura, di mano di Bartolomeo Triachino Bolognese, e qui dentro a mano destra vi è un salotto dipinto a fresco colle istorie degli errori d'Ulisse con bellissimi partimenti ornati di stucco, opera rarissima dipinta per mano di Pellegrino da Bologna. Nella grande sala il detto ha dipinto la vita di S.Paolo (nome della sala) e rincontro a mano destra si edifica, e si finisce il palazzo del signor Giulio Riario di buona architettura.
E a mano sinistra sulla piazza di Bentivogli vi è una loggia in volto abbasso, che serve per portico pubblico sostenuto da ....... colonne, e sopra nella facciata vi sono ......... figure dipinte a fresco grandi. Al salire nel principio sotto il portico di S. Giacomo a mano sinistra è la chiesina di S. Cecilia, che è tutta dipinta attorno con capitelli a fresco di mano di vari maestri a concorrenza l'uno dell'altro, e fra gli altri ve ne sono di mano del Francia bolognese, e del Costa Mantovano, e di Cesare Tamarozzi bolognese, e di mastro Amico da Bologna.
All' incontro del mezzo del portico vi è una strada a mano destra nominata la via di mezzo. E a mano destra alla prima porta vi è la casa dei Fava, ove messer Ottaviano fratello del dottore, ha un bellissimo e raro studio di varie belle opere di valentissimi virtuosi.
E qui appresso è la casa, che era della buona memoria del conte Andalò Bentivoglio, ove è un quadro grande, in cui sono dipinti i tre Magi in figure piccole di mano di Girolamo da Treviso, e l' invenzione fu di Baldassarre da Siena, calcata da un disegno di chiar oscuro di mano propria di Baldassarre, nel quale vi è una gran quantità di figure, ed è opera bellissima: vi sono anche due carte di chiar oscuro di mano di Raffaello d'Urbino, rare. E accanto di questo sta messer Antonio Anselmi, qual tiene nel suo cortile due gambe di marmo antico rarissime, e molte altre teste di marmo antiche, le quali hanno tutte il naso rotto. Delle due gambe, ve n'é una, che ha forma d' essere di un Ercole, ed è la gamba sinistra senza il piede sino al ginocchio con bella legatura, e sono più grandi del naturale tutte due.
E da questa qui presso in casa delli Frabetti nel loro cortile vi è un busto armato di una corazza antico, con un pezzo di panno attorno senza testa, braccia, e gambe, grande più del naturale, che è cosa rara. Onde ritorniamo in S. Giacomo, ove dietro all' altar maggiore v'è la capella dei Bentivogli, e sopra l'altare vi è una tavola dipinta di mano del Francia, ed è molto lodevole, e a mano sinistra vi sono due istorie di Lorenzo Costa Mantovano.
E appresso alla sagristia vi è la capella deIli Poggi, la quale fece fare il Cardinale, ed è fatta di buona architettura, e nella sommità di detta capella vi è un bel partimento, e in cima v'è una lanterna con le sue vetriate, le quali danno un bellissimo lume, e sonovi dipinte alcune storiette di mano di Prospero Fontana bolognese, ornate di stucchi di rilievo molto lodevoli, e abbasso nella facciata a mano destra vi è un' istoria, dove .........., e a mano sinistra è il Battesimo di S. Giovanni Battista, con gran quantità di belle figure di mano di Pellegrino da Bologna. In un canto presso l'altare vi è un ritratto a mano sinistra del Cardinal Poggi, tutto intiero, molto nobile. In detta chiesa a mano destra v' è una capella di S. Nicola tutta dipinta, e d'abbasso vi sono alcune istoriette dei miracoli fatti da S.Nicola, belle. Quest' opera è la più bella, che facesse mai Amico dipintore per opera colorita, e alla Porta dei Leoni all'uscir fuori, si vede una capella dipinta a fresco di mano di Bartolomeo Bagnacavallo, e Biagio compagni di lavoro, dov' è .............. E all'uscir fuori della porta sotto il portico, che è lungo ............... archi, ma stretto, assai lodevole; e rimpetto v'è il palazzo ove sta il signor Emilio Malvezzi, e fratelli, di bell' architettura di mano delli Formigine padre e figliuolo. E fuori della Porta dei Leoni a mano sinistra per la detta strada la signora Paola Malvezzi vedova fece fare un palazzo di buona architettura per mano di Bartolomeo Triachini.
Qui rimpetto vi è il palazzo delli Manzoli nobili gentiluomini, e conti, e la sua architettura non è moderna, ed è fatta in più volte di mano di vari maestri, ed è architettura di comodità, perchè ha buone stanze. Nel cortile vi è una fontana. E quivi è quel raro quadro del Parmigiano con la Madonna, ed il Putto, che fa festa a S. Giovannino, la Maddalena, e S. Zaccaria.

Porta Strada S.Vitale. — E alla porta verso il levante nominata la Porta di Strada S.Vitale, per esservi la chiesa di S. Vitale; qui poco lontano dentro la porta vi era la società di S. Sebastiano, e sopra l' altare evvi una tavola dipinta per mano di Ercole Procacino, cosa lodevole. E più su verso la piazza vi è il palazzo dei Fantuzzi nobili gentiluomini bolognesi, fatto di buona architettura. La fece fare messer Francesco Fantuzzi, e l' architetto fu il Formigine, ed è di archilettura. . . . . . E a mano destra poco più su v' è il palazzo degli Orsi gentiluomini bolognesi, ed è una bella architettura.