52 - Cancellieri, o Secretari maggiori del Senato dall'anno 1451 al 1794

1451 25 luglio. Parisi Alberto di Pietro di Antonio aliter Berto, o Alberto Parisi, fu fratello di altri undici, per cui suo padre ottenne nel 1446 esenzione piena così urbana, come rurale a sollievo della nobile, ma troppo numerosa sua famiglia. Il 25 luglio 1451 egli era Cancelliere dei sedici Riformatori, ma sembra che lo fosse anche qualche anno prima. Il Cancelliere era incombenzato di stendere gli atti nel pubblico libro detto Partitorum. Il 14 agosto 1417 fece testamento a rogito di Bonaparte De'Ghisiglieri. Morì egli lo stesso giorno come ci riferisce la Cronaca, o Diario di Gaspare Codebò parroco di Santa Maria Maddalena. Ebbe in moglie Antonia del quondam Ugone De Bertucci di Ferrara, lasciò due figli, Lodovico, e Giambattista, ed abitava sotto la parrocchia di S. Bartolomeo di palazzo. L'8 marzo 1475 il Senato gli regalò L. 400 da pagarsegli in due volte per sussidio dotale di sua figlia Dorotea maritata a ser Maione Savi nel 1475. Aveva di salario L. 77 le quali il 18 luglio 1457 gli furono aumentato fino a 84. Alessandro suo figlio il quale come Cancelliere anch'esso aveva da prima Lire 5 mensili, le ebbe portate a L. 10 il 28 aprile 1479 decorribili dal 1° gennaio 1480.
Nel 1455 per la venuta a Bologna del nuovo Governatore Gio. Lodovico Mila da Valenza Vescovo di Segovia, e nipote di Calisto III il Senato decretò che a spese della Camera fossero vestiti di panno rosato, Sante Bentivogli come capo della Repubblica, gli Anziani, i sedici Riformatori dello Stato di libertà, Achille Malvezzi, ed inoltre Cola da Escolo, forse dello stesso casato di Giovanni da Esoli Anziano ricordato dal Ghirardacci, ser Alberto Parisi, ser Jacopo Cancellieri, e Bartolomeo Ghislardi tutti quattro Cancellieri del Reggimento.
1458. Ghislardi, o Ghiselardi Bartolomeo del dottore di leggi Nicolò Ghiselardi fu degli Anziani in marzo, e aprile 1466, e in luglio, e'agosto 1471, fu uno dei più celebri letterati de' suoi tempi, al quale Giovanni Garzoni storico dedicò il suo libro: De Bello Mauritano, Diomede Guidalotti composizioni in versi, mentre altri autori lo celebrarono colla sua penna, siccome il Casio nei suoi rinomati epitafi. Fu fratello di Ghisilardo dottore di leggi collegiali, Anziano nel 1455, e marito di Cassandra di Lorenzo Gozzadini. Il detto Bartolomeo fu marito di Giacoma di Bartolomeo Zambeccari, e maritò Francesca sua figliuola in Paolo detto Polo di Peregrino Zambeccari.
Beroaldo Filippo di Nicolò. Non è ben certo che questo sia lo stesso conosciuto per il juniore benchè vi siano molti argomenti per crederlo figlio di Nicolò, al quale nei rotoli dello studio gli si attribuisce il titolo di Sere, lo che induce a credere che fosse notaro. Se questo Nicolò è lo stesso ricordato dal Dolfl nel 1490 saressimo indotti a credere che fosse marito di Bartolomea De' Formaglini. Filippo nacque il 1° ottobre 1472 ed alla metà d'aprile del 1498 aveva conseguito la cattedra di Belle Lettere in Bologna, benché nei rotoli del nostro studio non apparisca il nome suo se non nel 1499. Nel rotolo del 1503 il Beroaldo non vi è notato quantunque non avesse ancora abbandonato Bologna poichè sappiamo essere stato esso Cancelliere del Senato nel 1505 nel quale impiego non vi rimase che poco tempo trovando nel 1506 coperta quella carica da altro soggetto. Andò a Roma a professare le umane lettere nell'Archiginnasio romano, e fu segretario del Cardinale Giovanni De Medici vari anni prima che fosse questi assunto nel 1513 al Pontificato col nome di Leone X. Fu il primo preposto dell' Accademia romana, poi nominato custode degli Archivi di Castel Sant'Angelo per breve, e il 18 settembre 1516 di custode della privata Biblioteca di Leone decimo. Nei primi anni di sua dimora in Roma fu amante della bella Imperia famosa cortigiana morta d'anni 20 nel 1511. Conseguì il posto di bibliotecario della Vaticana, ma gli furono contrastati gli emolumenti, del che ne concepì tal dolore che mori in agosto del 1518 d'anni 40 meno due mesi.
1506. Fasanini Berrvardo di Giacomo fu eletto segretario maggiore del Senato il 3 dicembre 1500 con voti 33 favorevoli. Il 25 maggio 1511 fu confirmato dagli Anziani, dai Consoli , dal Gonfaloniere di giustizia, dai Collegi, e Massari delle arti con voti 39, e un solo contrario. S'ignora la data precisa della sua morte, ed il Casio al numero XIV gli ha indirizzato uno de'suoi epitaffi. Fu suo figlio Giacomo Fasanini, che secondo il Dolfi era del Collegio civile, o canonico nel 1508. La famiglia dei Fasanini era antica, e ragguardevole mentre sì trova nel 1283 che Pinello militò in unione a molt'altri nobili nelle truppe della città.
1511. Budrioli Giacomo di Bartolomeo fu nominato segretario dai trentuno Riformatori eletti da Annibale II Bentivogli, scelta che fu fatta il 31 maggio 1511 con voti 27. Era stato Anziano nel 1490, ambasciatore al Papa, dottore in leggi, uno dei venti Consiglieri della città, marito di Cassandra di Calderino Calderini, e padre d'Alberto uomo celebratissimo che ebbe in moglie Doratea del senatore Annibale Paleotti, e madre di Elisabetta maritata in prime nozze a Vincenzo di Filippo Sacchi, e in seconde a Melchiorre di Giovanni Battista Bargellini. Durante il suo impiego fu mandato al Concilio di Pisa Alessandro Paleotti, dal quale fu interdetto il popolo, e il Governo di Bologna, perciò gli Anziani Consoli, e il Gonfaloniere di giustizia governarono la provincia dal 29 agosto 1512 fino al 22 luglio 1513 nel qual giorno fu per Breve di Leone X rinnovato il numero dei Quaranta.
1520. Foscarari Pompeo di Lodovico fu eletto a pieni voti il 27 febbraio 1520. Di questo soggetto non si hanno altre memorie , se non che della sua morte avvenuta nei primi d'ottobre del 1523.
1523. Garisendi Gio. Andrea di Cristoforo fu nominato al Cancellierato a pieni voti il 15 ottobre 1523. Era erudito nella lingua latina, volgare, e poesia, fu notaro, e più volte proconsole del Collegio, morì in carica l'anno 1525, e fu sepolto nel chiostro di S. Domenico. È ricordato dal Bocchi, dall'Achillini, e in un epitaffio dal Casio. Negli atti del Senato si trova che il 24 ottobre 1527 Pompeo Foscarari fu fatto Cancelliere con voti 16, ma che morì nella carica pochi giorni dopo. Sembra dunque che questo non sia la persona stessa dell'altro superiormente notato, poichè nei succitati atti è detto: Morto Foscarari, fu eletto a pieni voti Andrea Garisendi. L'Orlandi nomina il Garisendi dicendolo famoso poeta, ed erudito in belle lettere, ed il Crescimbeni lo dice spiritoso, bizzarro rimatore, ma nulla colto, e rilassato. Ebbe un figlio per nome Teodoro che fu pensionato con L. 120 annue sulla carica, ad emolumento di formatore de' rotoli, e di calcolatore dello studio annesso al grado di segretario maggiore, il quale Teodoro morì il 17 settembre 1533.
1527. 27 novembre. Fasanini Filippo di Gaspare, ed il Fantuzzi dice di Bernardino, fu lettore d'umanità, e rettorica nel 1511 , e dottore di filosofia nel 1512, poi scelto per Cancelliere il 27 novembre 1537 essendo decano di Cancelleria. Il Fantuzzi lo dice Cancelliere nel 1525 citando gli atti, ma la nostra data è pure desunta dagli atti stessi, e convien dire che il Fasanini occupasse nel 1525 un Cancellierato minore, tanto più che nella detta nomina viene caratterizzata per decano. Stante la sua età e i suoi meriti nel 1527 cessò di leggere nelle pubbliche scuole, permettendogli il Senato di poter leggere nel palazzo pubblico, come si vede nei rotoli nel 1528. Morì il 4 novembre 1531, e fu sepolto nella chiesa di S. Domenico. Fu esso traduttore delle profezie dell' Abate Gioacchino.
1531. Amaseo Romolo figlio di Gregorio, e di una monaca nacque il 24 giugno 1489 a ore 15 e minuti 44 in Udine. Sul finire dell'anno 1509 venne a Bologna patria de' suoi avi ed alloggiò in casa di Giovanni Campeggi celebre giureconsulto al quale era stato raccomandato. Nel 1514 ebbe cattedra di umane lettere, e si maritò con Violante, o Violantilla Guastavillani. Il Senato di Venezia come suo suddito lo chiamò allo studio di Padova, ove vi rimase dal 1520 al 1524. Mediante poi gli uffici di Clemente VII l'Università di Bologna ricuperò quest' uomo insigne che il 6 novembre 1531 fu eletto con voti 22 bianchi, e 8 neri Cancelliere del Senato. Dopo vari viaggi fatti a Roma, e dopo essere rimasto vedovo, finalmente si stabili in quella capitale, dove fu fatto prelato, poi colpito da violentissima febbre morì il 4 luglio 1552 d'anni 63. Il 29 aprile 1533 fu reintegrato colla sua discendenza alla cittadinanza di Bologna in forma amplissima mentre era Cancelliere di reggimento. Presso la famiglia Santamaria conservavansi molte lettere originali massime degli uomini illustri di quei tempi dirette a Romolo e a Pompilio, assieme agli originali di molte lettere, e poesie latine di Gregorio, Girolamo, e Romolo Amasei, i quali erano amicissimi di Battista Santamaria poeta egregio, i quali preziosi documenti potrebbero formare un giusto volume.
1544 29 dicembre. Baglio, o Badagio Girolamo Milanese nella qual famiglia fra gli altri uomini illustri si conta Anselmo Badagio Vescovo di Lucca nel 1056 compagno della legazione di S. Pier Damiano, e creato Papa col nome di Alessandro II come dal Sigonio, Baronio, Ughelli ecc, fu eletto Cancelliere dopo la rinunzia dell'Amaseo il 29 dicembre 1544, ma egli pure nel 1552 rinunziò per passare presso il Cardinale Dandino.
Fra il Badagio, e il Dall'Oro rilevasi da un manoscritto che nel 1547 era Cancelliere Evangelista di Eliseo Mattuliani, ma il non trovarsi memoria di questo soggetto negli atti del Senato, nè in altri manoscritti di qualche autenticità farebbe credere che fosse un errore.
1552 5 febbraio. Dall'Oro Annibale Tommaso fu nominato Cancelliere il 5 febbraio 1552 con voti 26 favorevoli, e 2 contrari. Il 29 gennaio 1580 gli fu dato per coadiutore Diodoro Dall'Oro siccome risulta dagli atti del Senato, ma non fu esso il suo successore.
Non bisogna però ommettere di ricordare che il suddetto manoscritto dopo Annibale Dall'Oro cita nel 1550 un Fulgenzio del giurisperito Pietro Zanettini, e dopo il 1567 un Cesare di Tommaso Mezzovillani. Vi sono forti motivi per escludere questi due Cancellieri.
1581 14 ottobre. Gli atti del Senato dicono: Morto Annibale Dall'Oro fu con voti 26 affermativi e 2 negativi nominato Zambeccari Galeazzo di Lodovico. Il 28 luglio fu sospeso dalla carica con voti 26, e il 28 giugno 1585 fu reintegrato con voti 24 bianchi e 5 neri.
1590 14 settembre. Campanazza Giacomo Maria di Costanzo successo al premorto Zambeccari, però egli non cominciò a godere gli emolumenti di Cancelliere che il 14 giugno 1591. Ottenne il posto con 30 voti favorevoli, e morì il 9 ottobre 1599 a otto ore della notte successiva. Era stato degli Anziani sotto il Gonfalonierato di Giovanni Armi nel settembre e ottobre del 1588.
Dopo la morie del Campanazza fece le veci di Cancelliere maggiore, il decano Nicolò Fava.
1600 28 novembre. Spontoni Ciro, distinto cittadino di Bologna, fu prima segretario di Cristoforo Boncompagni, poi del Vescovo di città di Castello Lodovico Bentivogli. Andò poscia a Torino, e vi fu ricevuto dal segretario del Duca di Nemours, passò poi in Isvizzera ed in Ungheria servendo il marchese. Gonzaga, e il Duca di Mantova. Giunto all'età di 46 anni, e vacato il posto di Cancelliere si mise nel numero dei concorrenti, e l'ottenne per voti 19 sopra 26 votanti, per cui convenne derogare al decreto del 1569, ohe prescriveva che la carica di Cancelliere non potesse essere accordata che per voti 25, lo che si ottenne per voli 21. Ciro però non occupò quel posto che nel principio del 1601. Morì prima del 1610.
Il 19 gennaio 1601 decretaronsi le costituzioni della segreteria, e il 12 gennaio 1602 per pochi giorni di lontananza dello Spontoni fece le sue veci il decano Fava. Il 18 giugno 1602 chiese permesso d'andare a Mantova, di dove più non tornò. Furon perciò consegnate le chiavi, e quant' altro di segreteria al Fava che disimpegnò le funzioni di segretario maggiore, lo che gli fu confirmato particolarmente il 29 agosto 1603, e cosi continuò ad essere pro-segretario fino agli ultimi di giugno 1609, nel qual tempo il vice-decano Carlo Barbieri fu eletto pro-segretario collo stipendio di Cancelliere, rimanendo al Fava quello di segretario maggiore finchè visse.
1610 26 gennaio. Beccadelli Lodovico di Carlo, canonico di S. Pietro, il 4 novembre 1609 fu nominato Cancelliere con voti 29 favorevoli, e 5 contrari. Il Senato, avuto riguardo alla sua dignità, decretò il 27 agosto 1810, che tanto nelle assunterie, che nel reggimento sedesse nel suo posto, e col capo coperto, ma egli rinunciò l'8 ottobre dello stesso anno, per cui fu fatto di nuovo pro-segretario Carlo Barbieri, ma ad tempus, e cioè per quattro mesi. Il 30 aprile 1611 fu eletto pro-segretario Domenico Castellani cogli emolumenti di segretario maggiore per due soli mesi, e così fu di tempo in tempo conflrmato fino al 10 maggio 1614 nella qual' epoca fu confirmato per un mese conferendo facoltà all'assunteria di Camera di dargli per coadiutore uno dei giovani di Cancelleria.
1614 11 luglio. Maggi Romanzi Giovanni di Lucio, già Anziano nel 1594, nel 1604 fu eletto segretario maggiore con voti 28. Questi finche non fu notaro servì il Castellani. Morto il Maggi il 27 aprile 1634 fece lo sue veci Bartolomeo Guidotti nato l'8 agosto 1580, addottorato il 25 giugno 1602, e successivamente aggregato al collegio de' Giudici, avendo servito la rappresentanza di Ragusa per segretario di Stato. Nel 1610 era datario della legazione di Avignone, poi auditore generale della stessa legazione, stabili i confini di quella provincia colla Francia, e fu governatore generale di Venosa. Ritornato in patria fu uditore del terzo reggimento comandato da Alessandro Sacchetti, e poscia uditore di Fort' Urbano eletto dal sig. Giulio Buratti. Un manoscritto lo dà per assoluto segretario maggiore, e gli atti del Senato per morto il 20 senza essere stato eletto. Fu eletto collaterale delle milizie di Bologna, nel dicembre del 1617 d'anni 67, mesi 4 e giorni 12.
1649 20 marzo. Pellegrino D. Matteo, sacerdote, nato in Liano, montagna del bolognese, figlio di Giovanni oriundo di Sassuno, dottore di filosofia il 3 ottobre 1620, e di teologia il 17 settembre 1622, per raccomandazione del Legato Antonio Barberini ottenne una cattedra di logica, previa la dispensa del difetto d'origine cittadinesca, il 15 dicembre 1620. Passò indi col detto Cardinale e vi si fermò fino al 1637 dopo il quale anno andò a Genova, dove ottenne il titolo di consultore di quel Senato. Accaduta la morte di Bartolomeo Guidotti, ed apertosi nel 1644 il concorso al Cancellierato, il 21 gennaio anno predetto fu nominato il Pellegrini con voti 25 a competenza d'altri 5 soggetti purchè ottenesse dal Papa di esser notaro, grado vietato ai sacerdoti, ma voluto dalla carica alla quale era nominato. Gli fu accordato il tempo di due mesi, che furono da lui impiegati per andare a Roma, dove, ottenuta la grazia, si rese al suo posto il 20 marzo susseguente. Fu graditissimo al Senato, quando venne ricercato d'essere secondo custode della Biblioteca Vaticana, impiego che col consenso del Reggimento accettò, e partì per Roma il 22 gennaio 1651. Divenne poi custode della predetta Biblioteca, ma poco sopravvisse essendo morto il 10 dicembre 1652. Le sue funzioni di Cancelliere in Senato furono assunto da Floriano Nanni.
1651 22 dicembre. Gualandi Cosimo di Domenico, Sindaco del pubblico, fu fatto segretario maggiore, era d'origine Pisano, poi fatto nobile bolognese, abitava in via Broccaindosso nella casa che fu già di quelli Delle Donne, esercitò la sua carica per 48 anni, mori il 28 febbraio 1699 in Palazzo dove era andato ad abitare, e aveva il titolo di conte. Il 30 aprile con voti 34, ed un solo nero, fu eletto a pro-segretario Francesco di Giovanni Mastri, che morì d'anni 92 il 9 marzo 1728.
1707 7 ottobre. Bergamori Giacomo Antonio di Alessandro e di Catterina Curti, nato il 1° febbraio 1653, di 16 anni fece pubblica difesa di filosofia. Il 20 ottobre 1678 ebbe un posto d'aiutante di segreteria, e il 28 giugno 1700 divenne sostituto del prosegretario Mastri, e il 7 ottobre 1707 per la morte del predetto Mastri fu scelto a segretario maggiore continuando in tal carica fino al 19 marzo 1717 in cui mori senza male apparente, ma tutto lacerato nei visceri, e si dubitò dal veleno, come si dubitò del Duca d' Avellino. Anche il senatore Isolani soffrì molto, e tutti tre cominciarono a star male subito dopo aver bevuto la cioccolata col Duca d' Avellino.
1717 29 maggio. Martelli Pier Jacopo del dott. medico Gio. Battista nacque nell'aprile 1665. Il 23 novembre 1697 fu eletto coadiutore di Cancelleria, nel 1708 andò segretario d'ambasciata a Roma con il senatore Filippo Aldrovandi, il 29 maggio 1717 fu eletto segretario maggiore, e morì il 10 maggio 1727; fu insigne e distinto letterato. Cominciò la sua malattia il giorno in cui bevette la cioccolata col Duca d' Avellino in casa Isolani, e dopo 10 giorni mori. Abitava nel Borgo delle Tovaglie, e fu sepolto in S. Procolo.
1727 12 novembre. Palma Tommaso di ser Francesco.
1741 27 dicembre. Lotti Angelo Michele di Giovanni Lodovico, giubilato nel 1754 morì, nel 1765.
1754 20 dicembre. Bacciali Gio. del segretario Gio. Domenico fu eletto pro segretario maggiore.
1760 20 dicembre. Scarselli dott. Flaminio di Domenico Maria nacque il 9 febbraio 1705. Fu educato nel Collegio de' Poeti. Nel 1726 essendo d'anni 27 fu nominato Cancelliere, nel 1727 fu laureato in filosofia, e nel 1728 fu ammesso nel Collegio dei Notari; il 20 maggio 1732 fu lettore stipendiato di lettere umane, nel 1742 andò a Roma segretario dell'ambasciatore, nel 1766 chiese la sua giubilazione contando già 40 anni di servizio, ma per Senato consulto gli fu accordato di sedere al tavolino in tempo delle Senatorie adunanze, e di astenersi ancora dall'intervenirvi, quando, e come esigeva il suo bisogno. Il 26 marzo 1774 fu dichiarato nobile di Bologna, morì il 7 gennaio 1776, e fu sepolto nel Baraccano. Il 22 dicembre 1770 aveva ottenuto la sua giubilazione.
1772 17 gennaio. Manzini dott. Filippo, nominato a questa carica per la seguita giubilazione delio Scarselli, mori nel 1794. Il 2 maggio 1794 fu eletto pro-segretario maggiore il dott. Cesare Camillo Zanetti.
1794 21 novembre. Garimberti dott. Angelo Michele servì il Senato fino al 31 maggio 1797, giorno nel quale terminò col reggimento anche la sua carica, morì nella strada dei Gombruti in casa del fu dottor Luigi Alberesi sotto la parrocchia di S. Salvatore l'anno 1820; fu seminarista, fece conclusioni in filosofia nel 1761, e si addottorò nel 1767.