San Francesco

   


   


   
N. inv.: BRI 02716
Titolo proprio: Bologna, Piazza San Francesco, ora Malpighi
Autore: Poppi Pietro (Cento, 1833 - Bologna, 1914)
Stampatore/Editore: Kunzli editions cartes postales, Zurich
Data della ripresa: prima del 1886
Bibliografia:
Le Collezioni d'Arte della Cassa di Risparmio in Bologna "Le fotografie.1 Pietro Poppi e la Fotografia dell'Emilia", a cura di Franco Cristofori e Giancarlo Roversi, Bologna, Cassa di Risparmio in Bologna, 1980, rep. 460
Nota:
La grande piazza che congiunge Via Ugo Bassi con le vie Barberia, Nosadella e S.Isaia, fino al 1874 era conosciuta come Seliciata di San Francesco, nome dovuto alla vicinanza con la omonima basilica. Il termine "seliciata" era in uso come per l'odierna Piazza Aldrovandi (anticamente Seliciata di Strada Maggiore) per indicare le due aree -una a levante e l'altra a ponente delle penultime mura cittadine- ricavate colmando e selciando le vecchie fosse. La delibera consigliare del 3 dicembre 1874 la volle poi intitolata al medico e naturalista di Crevalcore, Marcello Malpighi. L'esecuzione di questa fotografia si può datare con certezza a prima del 1886, anno in cui furono demoliti gli edifici addossati all'abside di San Francesco e ancora visibili nell'immagine.

   

   
N. inv.: da BRI 02711 a BRI 02713
Titolo proprio: Bologna, Piazza Malpighi
Stampatore/Editore: B & G, Bologna
Data della ripresa: primo / secondo decennio sec. XX°
Bibliografia:
Antonio Brighetti - Franco Monteverde, "Bologna nelle sue cartoline", Cuneo, L'Arciere, 1986, volume secondo, p. 47.
Cartolina n. 54
Nota:
La grande piazza che congiunge Via Ugo Bassi con le vie Barberia, Nosadella e S.Isaia, fino al 1874 era conosciuta come Seliciata di San Francesco, nome dovuto alla vicinanza con la omonima basilica. Il termine "seliciata" era in uso come per l'odierna Piazza Aldrovandi (anticamente Seliciata di Strada Maggiore) per indicare le due aree -una a levante e l'altra a ponente delle penultime mura cittadine- ricavate colmando e selciando le vecchie fosse. La delibera consigliare del 3 dicembre 1874 la volle poi intitolata al medico e naturalista di Crevalcore, Marcello Malpighi. L'edificio che si nota a destra e tutti gli altri sullo stesso lato fino a Porta Nova furono distrutti dai bombardamenti durante la seconda guerra mondiale.