Strada Santo Stefano


Denominazione Moderna(2015): Via Santo Stefano.

Questa strada, così detta dalla chiesa dedicata a questo Santo, comincia dalla porta della città, e termina al trivio di Porta Ravegnana.
La sua lunghezza è di pertiche 344 e piedi 2, e la superficie della seliciata spetta per tavole 625, 23, 8 al Governo, e tavole 237, 46, 11 alla Comune.
I bandi nel 1256 si pubblicavano in capo alla via di Borgo Nuovo, e nel Borgo di Santo Stefano in altre località. Nel 1289 si pubblicavano sul Trebbo d' Algarda, innanzi la casa di Bianco di Maria Cossa Berti, in bocca del Vivaro, nel Trebbo avanti la chiesa di Santa Tecla, innanzi la casa di Rizzardo Beccadelli nell'entrare in Borgo Novo, sopra il Ponte di Strada Santo Stefano, innanzi la casa di Pietro della Rimorsella, in capo alla Fondazza dinanzi la casa d'Ivano Brunetti.
La porta di Strada Santo Stefano è la più lontana dalla piazza di qualunque altra. Due palii si correvano per questa Strada, quello di S. Ruffìllo li 20 giugno, e quello del 17 agosto. (Vedi palazzo pubblico).
Nel 1711 i partiti erano divisi sulla scelta della strada ove fare il corso delle maschere. Molti avevano abbandonata la Strada di S. Mamolo, e andavano per Strada Santo Stefano, alcuni si attenevano all'antico corso di S.Mamolo, altri preferivano Strada S. Felice, e pochi favorivano Strada Maggiore. Prevalsero i primi, e questo divertimento fu stabilito d'allora in poi per Strada Santo Stefano. In proposito della maschera non dispiacerà il sapersi che li 24 settembre 1472 fu pubblicato il seguente bando:
"Si proibisce di portar qualunque sorta d'armi quando si sia mascherato, e camuffato, e quel qualunque che sia trovato con armi, possa essere liberamente e senza alcuna pena morto da 'ciascuna persona cosi il di come la notte. Lo stesso per quei mascherati, che per forza, di dì o di notte volessero con armi, o senz'armi entrare in una casa; ordinando al Podestà, che non possa inquisire contro chi ammazzerà, o ferirà mascherati"








Porta Santo Stefano


Strada Santo Stefano cominciando dalla porta, e continuando a destra fino al trivio di Porta Ravegnana.







Si passa la strada della Fondazza.








Si passa la Rimorsella.


















Qui evvi una bottega da macellaro, la più antica che si conosca, stanteché nel 1213 Sighizzo Beccaro comprò da Giacobino Zantoli cinque chiuse di terra in Strada Santo Stefano, presso il Serraglio per farvi banche (così l' Alidosio).
In seguito appartenne ai monaci della Certosa, che la locarono all'ospedale dei Servi per l'annuo canone di L. 36, a rogito Lodovico Federici e Galeazzo Accarisi, e che li 13 novembre 1516 la permutarono con detta compagnia in cambio di 30 tornature di terra in Calcara. Rogito Lodovico Ferrari, Galeazzo Accarisi e Camillo Morandi.
Li 13 dicembre 1678 fu affittata ai fratelli Cavazzoni per annue L. 1700, e una lingua di bue ogni mese. Rogito Giuseppe Antonio Lodi.
Fra la macellaria e la porta della chiesa dell'ospedale dei Servi vi era una bottega da merciaio, che nel 1572 fu messa ad uso di larderia.
Li 26 febbraio 1522 il Senato decretò, che essendo deforme l'angolo del portico dell' ospedale di S. Biagio, e precisamente dove vi è una macellaria e una spezieria, fosse chiuso dietro la chiesa di S. Biagio, e permise la continuazione di detto portico fino a Cartoleria Nuova.



Si passa il vicolo della Pusterla.



Si passa Borgo Nuovo.




Si passa la via Santa, o Gerusalemme.




Si passa la via Allemagna.

Dal capo della piazza di Santo Stefano lungo il Palazzo Sampieri fino in Porta si diceva via dei Bianchi.


Si passa il vicolo Trabisonda.


Si passa la via dal Luzzo.







Strada Santo Stefano a sinistra cominciando dalla porta della città fino al Trivio di Porta Ravegnana.






Si passa il vicolo Borgo Locco.





Si passa la via dei Bottieri.







Si passa la via dei Coltelli.









Si passa Rialto.

Nel tratto di portico fra la via di Rialto e Cartoleria Vecchia non vi è alcuna porta, trovandosi queste nelle due strade confinanti. Dov'è la bottega del merciaio vi era l'ingresso a quella casa che li 19 novembre 1546 fu data in enfiteusi dal Rettore di Santa Maria di Castel de' Brittii ad Annibale del fu Alessandro Bovi, annunciandosi nel rogito di Guglielmo Fabi Fava essere della casa con stalla posta in Cartoleria Vecchia, e con porta in Strada Santo Stefano, e pagare annue L. 14 di moneta corrente.








Si passa la ratta di S. Giovanni in Monte a mezzodì, poi la via di Miola a ponente.









Si passa il Vivaro dei Pepoli.




Si passa la Via Volta dei Sampieri.











Immagine da cartolina (collezione privata).