N.62 - Palazzo Pallavicini già Alamandini


Cartigli

Palazzo Pallavicini già Alamandini

La facciata, la cui parte sinistra fu ridisegnata da Alessandro Amadesi nel 1788, conserva il cornicione del XV secolo. Lo scalone seicentesco fu progettato, forse, da Luigi Casoli intorno al 1690. All'interno si conserva un grande salone con affreschi di Giovanni Antonio Burrini (1690) e varie decorazioni, eseguite tra il 1789 e il 1792, per volere di Giuseppe Pallavicini, ad opera di F. Minozzi, F. Pedrini, V. Martinelli, G. A. Valliani, S. Barozzi e stucchi di G. Rossi. 

Indirizzo:

via San Felice, 24

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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso il basso) Via San Felice in basso, via de' Coltellini a sinistra e via del Pratello in alto. Proprietà succedutesi nel palazzo all'antico numero 62 (oggi via San Felice 24) e degli edifici agli antichi numeri 1087 e 1084 (via del Pratello 21/2 e 21/3).

Guidicini
Palazzo dei conti Pallavicini oriundi di Genova e stabiliti in Bologna dal conte maresciallo Luca Pallavicini. È desso composto di due case già divise da un vicolo, ora chiuso, che cominciava dal portone che trovasi sotto il portico, e terminava forse nel Pradello. La porzione di questo palazzo, a cominciare dal confine del N. 61 fino al citato vicolo, era nel 1493 proprietà di Gio. Gasparo Sala, rogito Bartolomeo Zani, e del 1522 era di Borsio Volta, rogito Giacomo Beroaldi, e Giovanni Foscarari delli 18 marzo di detto anno.
Sotto la data delli 15 ottobre 1532 i figli di Paolo Volta avevano casa con giardino sotto S. Nicolò di S. Felice, del valore di L. 12000, in confine della via pubblica, di Francesco, e di Forte Gambaro. Rogito Lodovico Casari.
Li 11 aprile 1539 si trova che la casa di Ascanio del fu Paolo dalla Volta, sotto S. Nicolò di S. Felice, confinava coi Gambari, ed altra strada a sera (via Paradiso). Rogito Mercurio Casari.
1551, 17 novembre. Compra il senatore Rinaldo del fu cav. Marcantonio Marsili. da Filippo, Giulio, Borso, e Francesco fratelli, e figli del fu Paolo di Borso seniore Volta, una casa grande con stalla, giardino, e cisterna; sotto S. Nicolò di S. Felice. Confina Strada S. Felice, Francesco Gambaro, Francesco, e fratelli Sandelli, Sebastiano Gambari, e la via del Paradiso. Pagata L. 12000. Rogito Leone Masini, Angelo Perugini, e Floriano Moratti.
1557, 14 ottobre. Compra il conte Lodovico del conte Gio. Francesco Isolani, dal senatore Rinaldo del fu Marcantonio Marsili, una casa grande, o palazzo, sotto la parrocchia di S. Nicolò di Strada S. Felice, per L. 13750, confina a mattina con Francesco Sandelli, con quei dal Gambaro di dietro, coi figli di Francesco dal Gambaro a sera, e da questa stessa parte, mediante l'orto, cogli Angeloni verso la via del Paradiso. Rogito Antonio Maria di Giacomo Biceschi, e Nane d' Andrea Costa.
1671, 9 settembre. Inventario legale dell' eredità del conte Giovanni Marco Isolani morto intestato li 4 dicembre 1680.
1681, 19 maggio. Compra Girolamo Allamandini, e Carlantonio, fratelli Caccialupi Allamandini, da Costanza Isolani, vedova del senatore Berlingero Gessi, dalle monache di Santa Maria Nuova per suor Giulia Paola Isolani, e dalle suore di S. Lorenzo per suor Olimpia Isolani, sorelle e coeredi intestate del conte Gio. Marco Isolani loro fratello, una casa nobile sotto S. Nicolò in Strada S. Felice, con orto grande, cortili, pozzi, stalla, e rimessa. Confina la via pubblica, i Dondini, i Grimaldi, e il vicolo detto Paradiso, per L. 26500. Rogito Lucantonio Tiraferri.
1692, 1 aprile. Concessione di oncie 14 di suolo a occidente, e di oncie 23 a oriente in Strada S. Felice a Girolamo e fratelli Allamandini, e permesso di sostituire colonne di pietra a quelle di legno.
1533, 1 dicembre. Compra Guidantonio del fu Aldraghetto Lambertini, da Lorenzo del fu Giacomo dal Gambaro, una casa sotto S. Nicolò, in Strada S. Felice, per L. 6000. Confina detta via, l'altra che conduce nel Pradello, i beni del collegio Fieschi, di altra casa del venditore. Rogito Andrea Buoi, e Antenore Machiavelli.
1548, 18 settembre. Il dottor Lorenzo del fu Girolamo Clericini, alias dal Gambaro, vende a Giovanni Maria Monti, alias Coltellini, una casa in Strada Felice, sotto la parrocchia di S.Nicolò, per L. 1850. Rogito Antonio Gandolfi.
1549, 27 novembre. Il dottor dal Gambaro vende a Gio. Maria dal Monte, alias Coltellini, una casa sotto S. Felice, e in Strada S. Felice, per L. 5400. Confina la strada pubblica a settentrione e a oriente, e il collegio Fieschi di dietro. Rogito Antonio Gandolfi, e Antenore Macchiavelli.
1552, 9 gennaio. Assegnazione di Lucia Sampieri, a Francesco Gambari, di una casa sotto S. Nicolò in S. Felice, per L. 4700. Confina gli eredi Volta a sera e di dietro, e gli Angeloni a mattina. Rogito Cesare Girondi.
1586, 16 settembre. Casa di Accursio Coltellini sotto S. Nicolò in Strada S. Felice. Confina la strada davanti, quella dei Coltelli a oriente, Giulio e gli eredi di Francesco Sandelli a ponente, il collegio Flisco di dietro, ossia a mezzodì. Sotto questa data fu venduta al capitano Carlo Ghisilieri (2) per L. 8500 con patto di francare.
1620, 25 novembre. Giacomo di Guglielmo Dondini compra da Vincenzo di Giorgio Sandelli una casa grande in Strada S. Felice sotto S. Nicolò, con corte, orto, e stalla, per L. 15000, che era fidecommissaria di Giulio Scandelli, come si ha da un rogito di Tommaso Passarotti delli 26 aprile 1581. Contratto fatto per scrittura privata, stipulato poi li 2 agosto 1621 da Ventura Sturoli.
1628, 1 aprile. Compra Paolo e fratelli, figli di Giacomo Dondini, da Ermete Muccia, come erede di Catterina d'Accursio Coltellini di lui madre, la metà di una casa pro divisa con Marcantonio Tossignani, alias Pannirazzi, in Strada S. Felice sotto S. Nicolò, per L. 8000. Confina la via Coltellini, il collegio Fieschi, e i compratori successori Sandelli. Rogito Marco Melega.
1686, 29 novembre. Compra Paolo Domenico di Guglielmo Dondini, dagli uffiziali del SS. Sacramento della parrocchia di S. Nicolò di S. Felice, una casa sotto detta parrocchia, che confina col compratore, col collegio Fieschi, e col vicolo Coltellini. Rogito Giuseppe Lodi, e Baldassare Maria Melega.
1691, 18 agosto. Permuta di Paolo Domenico di Guglielmo Dondini, con Girolamo di Floriano Alamandini, e con Carlantonio Caccialupi suo fratello, di tutti i casamenti in Strada S. Felice, e nella via Coltellini, e cioè:
1° La casa Sandelli, comprata li 2 agosto 1621. Rogito Ventura Sturoli.
2° Quella del colonello Tossignani, comprata il primo aprile 1638. Rogito Marco Melega.
3° La casa già della parrocchia di S. Nicolò, comprata li 29 novemdre 1680.
4° Le stalle, e rimessa, vendute dai Padri del Melo li 8 marzo 1684, rogito Baldassare Melega. Tutto per L. 30000, rogito Giuseppe Lodi.
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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso il basso) Via San Felice in basso, via de' Coltellini a sinistra e via del Pratello in alto. Proprietà succedutesi nel palazzo all'antico numero 62 (oggi via San Felice 24) e degli edifici agli antichi numeri 1087 e 1084 (via del Pratello 21/2 e 21/3).
Situazione descritta da dcoumenti tra il 1628 e il 1691.
La via a sinistra, per errore indicata come via Paradiso, in realtà è via de' Coltellini.

Li 27 gennaio 1723, a ore 20 italiane, si appiccò il fuoco alla belissima cedraia di Girolamo Allamandini, con danno di L. 24000.
L' ultimo degli Allamandini fu Carlantonio di Floriano, detto anche Caccialupi. morto li 29 novembre 1729, di cui fu erede il senatore Ferdinando Bolognetti che venne ad abitare questo palazzo li 12 luglio 1732. La sala è lunga piedi 41, e larga piedi 33 e oncie 8.