Pratello

Denominazione moderna(2015): Via del Pratello.


Guidicini.
Dall'angolo del portico sulla seliciata di San Francesco fino al portico di San Rocco.
Pradello o Pratello, strada che comincia dalla Seliciata di San Francesco e che termina alle mura della città fra porta Sant’ Isaia e porta S.Felice. 
La sua lunghezza è di pertiche 169 e piedi 7 e di superficie 325 e piedi 19. 2.
L’ antico, e vero suo nome, è Borgo Peradello diminutivo di Pero. Un rogito di Giacomino dalle Torri dei 27 marzo 1290 fa menzione di un F.Odoardo di Borgo Peradello. Nel 1567 continuavasi a dire Borgo del Peratello.
Nel 1256 si pubblicavano i bandi davanti la casa di Bonmercato ed allo sbocco dell’Androna che va in Borgo S. Felice, e nel 1289 avanti il capo della contrada di Predalata, avanti la casa di M. Erluserio Marzalogli, e innanzi, o sopra il Trebbo dei Guastavillani.
Nel 1568 fu assegnato alle meretrici la parte della via del Pradello che dal Borgo Nuovo conduceva fino alla mura, al Borgo predetto e alla vicina via di Santa Croce.
Per questa contrada fu inalveato il primo canale di Reno introdotto in città.



Via del Pratello a destra cominciando dalla Seliciata di San Francesco terminando alle Mura della Città.







Si passa la via dei Coltellini.

Occorre di qui ripetere che questa strada si disse anticamente via di Mastro Martello poi Borgo Martello e ciò per indicare ove erano le case antiche dei Guastavillani.






Si passa il vicolo Paradiso.

La famiglia Marzaloglio o Marzaloi avevano case di qua e di là dal Borgo Peradello qui sotto descritte; e ciò risulta dalla divisione seguita il 15 febbraio 1268 fra Giacomino Bonifazio fratelli e figli del fu Nascimbene Marzaloghi. Rogito Michele Foschi.
A Giacomo toccò una casa con suolo, edifizio, e corte posta nel Borgo del Pradello. Confinava con Michele Bella Lana, con Taddeo e Michele Gessi.
Un’ altra posta nell’Androna vicinale, che era nel detto Borgo del Pradello con terreno, edifizio, ed orto. Confinava detta Androna e detto Boni acio dividente.
Un altro casamento posto nella detta Androna che confinava la detta casa e i confinanti del Borgo di Sant’ Isaia.
Un altro che confinava presso detto Bonifacio e i confinanti del Borgo del Pradello.
A Bonifacio toccò una casa con altre due case a quella annesse poste nel Borgo del Pradello. Confinava la Zulitta e Bondraccio da Cento.
Un altra casa con il solo edifizio ed orto posta nell’Androna del Pradello, che confinava il suddetto Giacomino ed altri.
Un altro casamento posto in detta Androna. Confinava il detto Giacomino e i confinanti del Borgo di Santa Cristina.
Essendo parte dei detti beni confinanti con i proprietari del Borgo di Sant’Isaia ne viene per conseguenza che quelli erano a sinistra del Pradello andando verso S. Rocco, siccome ne viene di necessità che quelli dell’Androna del Pradello confinando coi proprietari delle case del Borgo di Santa Cristina, questa Androna fosse la via del Paradiso d’oggidì.
Nello stesso anno 1268, ai 10 maggio, Biagia di Geminiano e Giacobino di Aimalghino da Gesso comprarono da Fiamengo di Rogerio e da Matteo di Benintendi notaro una casa con suolo, terreno, ed orto sotto Sant’Isaia in confine degli eredi di Benintendo, e di Domenico nipote di Nascimbene Marzalogli per L. 350. Rogito Alberto di Pace da Oliveto.
La vedova di Galvano Marzalogli ed una sua figlia fondarono nel 1301 un monastero di monache Camaldolesi alla chiesaccia fuori di porta San Felice a Ravone e qualcuno aggiunge che i Marzalogli fondassero un monostero nella via Gombruti dove in oggi è la chiesa dello Spirito Santo. Pare che questa famiglia sia estinta al principiare del secolo XIV.

Il Guidicini qui scrive 1071, ma è sicuramente un errore perché questo numero mai esistette in via del Pratello. 

Si passa la via Pietralata.

Si passa il vicolo morto detto Borgo Nuovo del Pratello. (Orig. Borgo Nuovo di Pietralata. Si tratta di un errore evidente non segnalato come tale dal Breventani. Da notare che il Borgo Nuovo del Pratello non fu descritto dal Guidicini).

Si passa la via di Santa Croce.

Via del Pradello a sinistra cominciando dalla Seliciata di San Francesco terminando alle Mura della Città.