Borghetto di San Damiano

Denominazione moderna(2015): Vicolo San Damiano.

Guidicini.
Comincia nella via detta Ponte di Ferro fra i numeri 1060 e 1059, e termina al portone delle stalle che furono dei Lazzari, poi dei marchesi Zambeccari della piazzola dei Calderini.
La sua lunghezza è di pert. 12, 01, e la sua superficie di pert. 13, 10.
Questo vicolo, detto anticamente contrada o via Bertolotto, e anche via di Bertolotto, doveva comunicare colla via dell' Acqua buona, poi via Poeti, e pare che seguitasse l' alveo dell' Avesa (Vedi Strada Castiglione la casa già Pasi). Si disse via dei Facchini, viazzolo del Ponte di Ferro, e oggidì Borghetto di San Damiano dalla prossimità a questa chiesa.
1405, 7 febbraio. Giovanni del fu Nicolò Sibaldini comprò da Francesco del fu Sante Dainesi una casa in cappella di S. Damiano nella via detta Bertolotto in confine dell'Avesa, che col jus spettante a detta casa nella stessa Avesa, fu pagata L. 60, come da rogito di Gio. Lenzi. Si noti che i Sibaldini erano padroni della casa in Ponte di Ferro. N. 1060.

Particolare tratto dal Catasto Gregoriano (1835) della città di Bologna, messo a disposizione dall'Archivio di Stato di Roma con il progetto "Imago II".

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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
(Nord verso il basso). Le case con i numeri antichi dal 1054 al 1061 sono sulla via Ponte di Ferro (via Carlo Luigi Farini). Il numero 1251 era un portone che chiudeva il vicolo. Con i numeri 1256 e 1257 è la chiesa (scomparsa) di San Damiano. I numeri dal 1054 al 1057 oggi sono compresi nel moderno 11 di via Carlo Luigi Farini. Il 1059 e 1059 sono compresi nel 13, il 1060 è il 15 mentre il 1061 è il 17.