Belvedere di Saragozza



Denominazione moderna (2015): Via Palestro.

Guidicini.
In realtà le lapidette del 1801 di Belvedere di Saragozza e di Altaseta furono scambiate per errore. Per cui questa era Altaseta, mentre Altaseta era il Belvedere di Saragozza.

La via Belvedere di Saragozza comincia in Saragozza e termina in Capramozza. La sua lunghezza è di pertiche 34, e la sua superficie è di pertiche 55, 94, 6. Convien avvertire, che secondo la lapidetta bisogna credere che questa strada sia Belvedere, ma invece è Altasede, e poi corrottamente Altaseta, mentre la vera strada di Belvedere è l'altra strada poco lontana indicata dalla lapidetta per Altaseta. Ciò fu in conseguenza dei vari errori commessi da chi presiedette all'importante lavoro di apporre a capo delle strade i loro rispettivi nomi, errore che dovrebbe essere rigorosamente rettiificato.

Particolare tratto dal Catasto Gregoriano (1835) della città di Bologna, messo a disposizione dall'Archivio di Stato di Roma con il progetto "Imago II".

Belvedere a destra entrandovi per Saragozza.


Belvedere a sinistra entrandovi per Saragozza.


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Immagine tratta dagli schizzi topografici disegnati da Giuseppe Guidicini a corredo delle note manoscritte delle "Cose Notabili ..." e pubblicati per la prima volta da Arnaldo Forni nel 2000.
Il Nord è verso il basso. E' rappresentata la situazione nel 1456 dell'area poi occupata dal monastero del Corpus Domini tra le vie Tagliapietre, Castelfidardo, Bocca di Lupo e Urbana, indicate qui come Val d'AposaPrato di S. AntonioBocca di Lupo, e  Saragozza e dell'isolato a ponente di via Bocca di Lupo e a levante di via Palestro. In basso a sinistra è evidenziata la chiesa di S. Cristoforo delle Muratelle. Qui è indicato il nome di Altaseta come nome antico della attuale via Palestro. Come il Guidicini spiegò, questa doveva essere la vera via Altaseta, ma le lapidette furono invertite per errore, così che l'antica via Belvedere di Saragozza fu chiamata Altaseta, e l'antica via Altaseta fu chiamata Beledere, poi ribattezzata in seguito in via Palestro. Nell'isolato di destra è evidenziata la proprietà della compagnia di Messer Gesù Cristo.

Stante lo sbaglio delle lapidette bisogna mettere in Belvedere d'oggidì la casa di Benedetto Sarti venduta li 22 dicembre 1664 ai Padri Eremitani Camaldolesi detti dell' Eremo, che la pagarono L. 4000, e vi stabilirono il loro ospizio.