Begato

Denominazione moderna (2015): Via Begatto.
Il nome storicamente corretto è uno tra Begato, Begado, Bigato o Bigado. Sempre senza doppia consonante (aggiunta con le lapidette del 1801) e con pronuncia sdrucciola (Bégado) e non piana (Begàtto),. In dialetto è "Bégad". Il Guidicini nota che il primo tratto si è chiamato anche Via di San Tommaso o anche Braina (di San Tommaso), il che ha senso cominciando questa via in Strada Maggiore di fronte alla scomparsa chiesetta di San Tommaso che era entro il quadriportico dei Servi. Sbaglierebbe quindi il Lasarolla che invece associa la Braina di San Tommaso alla Cartoleria Nuova (attuale via Guerrazzi).  Circa l'origine del nome, da scartare l'associazione con Bigatto (che in vernacolo bolognese è parola piana: "Bigàtt") proposta da tanti. Interessante la nota del Guidicini che riferisce una vendita del 1291 on cui si parla di beni presso l'Androna di San Tommaso e l'Androna di Bigante, che potrebbe essere il nostro Bigato. Un ragionevole dubbio viene dal fatto che ancora una volta Bigante è parola piana. 

Guidicini: Da Strada Maggiore a Strada S. Vitale. Il Begato, Bigato, e più propriamente Bigado, in oggi però scritto nella lapidetta Begatto, comincia in istrada Maggiore fra il palazzo Bargellini e Conti, poi al punto dove sbocca Cantarana piega a destra e termina in istrada S. Vitale. Questo tronco di Begato era conosciuto per via S. Tommaso ed anche Braina.

1291, 9 febbraio. Il vicario del vescovo Ottaviano Ubaldino permette la vendita ai frati e suore di Santa Maria di Quarto, di certi beni in Bologna per erogarne il prezzo in acquisti presso la chiesa di S. Maria Maddalena di strada S. Donato, fra i quali beni alcune case ed orti nell'androna di S. Tommaso presso la via pubblica, presso l' androna di Bigante, presso gli eredi di Gio. Franzi di Simone strazzarolo, e di altre case ed orti che avevano nell'androna di S. Leonardo, presso la via pubblica, Paolo Seragliano e Giacomo Crescenzi, rogito Bartolomeo. Pare che Bigante sia il Begato, ed un rogito pure di Bartolomeo del 9 febbraio 1291 così si esprime: "Alcune case nell' Androna di S. Tommaso presso l' Androna di Bigante".





Begato a destra entrandovi per Strada Maggiore.

Nel principio di questa strada le suore di S. Leonardo avevano una casa che li 23 settembre 1631 la diedero in permuta ad Antonio Castellani, la quale, dicesi, posta in istrada Maggiore sotto S. Tommaso. Confina il senatore Bolognetti ad oriente ed a sera il Collegio Cataldi.


Si passa l' Androna di S. Tommaso della Braina.





Begato a sinistra entrandovi per Strada Maggiore.




Merita ricordanza che nella strada del Begato dalla parte di strada S. Vitale sotto la parrocchia di S. Leonardo al N. 684 vi fu la casa che Floriano d' Antonio Sacchetti vendette del 1485 a Bartolomeo padre del celebre nostro architetto Sebastiano Serlio, le di cui opere sono in tanto conto tenute dai bibliografi. La Biblioteca del nostro Archiginnasio possiede il VII libro d' architettura in foglio, edizione Francofurti ad Moenum ex Officina Typographica Andrei Wecheli 1575, già appartenuto alla collezione Guidicini di magnifica conservazione, che completa in tal formato questa interessante opera. Ritiensi per esemplare unico ed introvabile, dappoichè le più accurate ricerche di que sto settimo libro riuscirono vane del tutto.



L'accostamento di Begato a "Bigatto" è stata proposta dallo Zanti nel 1583, per il fatto che la via pare contorta come un bigatto, e da allora accettata come plausibile.
L'attento Guidicini in un atto di vendita del 1291 nota che nei pressi c'era una Androna Bigantis, ed ipotizza che i nomi Begato o Bigato i Bigado originino da ciò.
Qualche dubbio viene dal fatto che Bigatto in vernacolo bolognese è piano (pronuncia bigàtt), mentra la nostra via è sdrucciola (pronuncia Bégad). Ciò rende, a mio parere, estremamente improbabile la derivazione dell'odonimo dal bigatto.
E' suggestivo notare che in vernacolo bolognese la nostra via si pronuncia esattamente come la prima carta dei trionfi nel gioco del tarocchino bolognese. Il bagatto dei tarocchi infatti a Bologna è al bégad, italianizzato (come è d'uso tra i bolognesi di trasformare in italiano un vocabolo della lingua polognese) in bégado.