Asse (via delle)

Denominazione moderna (2015): Via IV Novembre (che però comprende anche l'antica Piazzola delle Bollette che si affacciava su Piazza Maggiore e via D'Azeglio)

Guidicini.
La via delle Asse, secondo le Iapidette, ha il suo principio dalla via Imperiale di S.Prospero e termina in 
S.Mamolo. La sua lunghezza è di pert. 77, 2, 6, la sua superficie di pert. 162, 16, 6. A questa strada, che fa parte dell'antico Campo Lungo e della via Porta Nuova, fu applicata la denominazione di via delle Asse dalla Capelletta della B. V. delle Asse che fu già in questa contrada, appoggiata al pubblico Palazzo.



Via delle Asse a destra cominciando da via Barbaziana e terminando in S.Mamolo.

Fianco della chiesa di S.Salvatore = (vedi via Barbaziana).

1622. Alli 2 settembre. Terminata la chiesa di S.Salvatore e spianate varie case attorno di essa, l'ornato concesse ai RR. PP. di prender suolo pubblico verso settentrione per piedi 8, così procedendo da oriente ad occidente, e cioè dalla via del Volto Santo verso la via Barbaziana in lunghezza di pert. 70 e di cingerlo con muro a condizione di mantenere la via pubblica larga piedi 18, lunga piedi 183 dall'angolo della casa dei Caprara, e continuando verso occidente.

Si passa il vicolo del Volto Santo.




Si passa la via dei Gargiolari ed anche quella dei Fusari.

Il largo della strada fra la via dei Fusari e quella di S.Mamolo si diceva ne gli andati tempi Piazzetta delle bollette, per trovarvisi l'uffizio delle bollette, ed anche piazza Montanara, perchè li Montanari vi avevano a spacciare le loro frutta.




Via delle Asse a sinistra cominciando dalla via Imperiate di S.Prospero fino al Cantone dell'Orologio.

Dov'è il cancello del giardino Marescalchi, era un antica casa con portico di legno che fu dei Bombelli, poi Persici, indi Roncò e dei Sora ultimamente. Era marcata coi numeri 1196, e 1197. Veniva d'appresso la casa col N. 1195. con portico sostenuto da altissimi travi di legno nella forma di quelli del portico Isolani in strada Maggiore; la quale casa fino al secolo XV era dei Bolognetti, i quali l'abitavano anche nel 1590. Si trova che li 11 luglio 1554 Pompeo Bolognetti e Giovanni Andrea Benassi, assolvono Ottaviano da Roncò del prezzo di una casa grande, e di due piccole poste da S.Salvatore, rogito Ermete Cartari. Si crede che i Roncò si chiamassero anche dalla Ponte nel 1555 e che poco prima delle surriferite date cominciassero a figurare in Bologna, dove finirono in Sebastiano di Girolamo, che lasciò due figlie; Violante maritata in Francesco Rinieri del 1670, e Giulia maritata in Gioseffo di Lorenzo Bertuzzi del 1680. Roncò vendette quest'antica casa nel 1571 alli 11 dicembre, ad Achille seniore di Costantino Brancaleoni per lire 800. Era in confine di Filippo Chiari, di Francesco Persici, e della strada davanti e di dietro, col gius che i canonici di S.Salvatore non potessero fabbricare sopra la piazza avanti S.Salvatore, nè seppellirvi morti, per convenzione seguita fra essi canonici e Bartolomeo Bolognetti li 13 dicembre 1486, rogito Bartolomeo Perini e Francesco Ghisilieri. La vendita della casa segui con rogito Carlo Garelli. La famiglia Brancaleoni terminò in Achille d'altro Costantino iuniore, la cui figlia Virginia fu moglie di Giulio Cesare Macinelli, ed in Giulia di Antonio d'Americo Stiatici e Lucia di Giovanni Ferrini, le quali vivevano al principio del secolo XVI. Passò poi la casa per eredità agli Stiatici, ed Angelo del fu Antonio la possedeva li 29 dicembre 1644, ed ai 2 settembre 1647 la vendette a Marcantonio del fu Giovanni Muratori per lire 12000, rogito Marcantonio Casarenghi. Si descrive per casa grande con stalla, sotto la parrocchia di S.Salvatore nella via rincontro la predetta chiesa, in confine dei Chiari, d'altri beni del venditore e di uno stradello. Il Muratori comprò pure una casetta annessa con bottega da sartore ed altra con bottega da barbiere nell'angolo della via che và alla volta dei Barbari.
1678. Li 15 febbraio. Cessione di Flaminia Stiatici Muratori al conte Francesco Maria e Andrea Segni fratelli, delle sue ragioni sulla casa presso S.Salvatore in confine dei Chiari, dei Zambeccari e delle vie pubbliche; rogito Silvestro Rocchini.
1679. Li 4 agosto. Compra alla subasta dal conte Francesco Maria e Andrea fratelli Segni a pregiudizio dei creditori dello stato d'Aurelio Angelo, di ser Pasotto Stiatici, di due case da S.Salvatore in confine dei Chiari, dei Zambeccari e delle vie pubbliche per lire 12000; rogito Silvestro Rocchini.
La famiglia Stiatici, o da Stiatico esercitava l'arte dei beccari nel 1354, e pare che terminasse nei detti fratelli, che si dissero Stiatici, alias dal Fieno.
1688. Li 26, febbraio. Assegnazione fatta dal conte Francesco Maria del fu Girolamo Segni a Fabrizio Maria Fontana, come marito della Maria Ginevra Segni sua sorella, delle due case da S.Salvatore, in confine dei Chiari e del conte Antonio Giuseppe Zambeccari, mediante stradello e delle vie pubbliche, e cioè di Porta nuova e del viccolo Stallatici, per lire 15000 in conto di dote, rogito Carlo Verri. Fu poi comprata dai Sora. Alcuni hanno scritto che abbia appartenuto da poi ai Bolognetti ed ai Bonasoni, ma ciò è manifestamente fallace, secondo il rogito Cartari dell'11 luglio 1554. Che poi sia stata dei Bonasoni dopo i Roncò potrebbe essere, ma si manca di prove.
Le sumenzionate case, furono fatte atterrare dal conte Carlo di Ferdinando di Vincenzo Marescalchi per formare l'attual giardino in cui era. compresa una parte di via Stallatici che cominciava nella via Imperiale di S.Prospero, e sboccava nel vicolo della Zecca, dov'è il portone Marescalchi. Le demolizioni si cominciarono sulla fine di giugno 1818, e nel marzo 1819 il giardino era piantato.



Si passa la piazza dei Caprara, già vicolo di s. Antonino.