Il Racconto di Graziolo Accarisi

"Essendo cominciata una grandissima pioggia al principio di aprile, et durando tutto il mese di giugno con horribilissimi tuoni, saette et lampi nell'aria et con rovina degli alberi, delle biade et de' frutti, stavasi la città di Bologna et afflitta et mesta, et tanto maggiore era il dolore, che nella città né anche si trovavano biade degli anni passati per le guerre che ne havaveno impedito il seminare. Per il che il senato radunatosi, hebbe longo ragionamento di provisione a tante calamità, che ne soprastava; rispose Gratiolo Gratioli che a così gran tribulationi il rimedio era prima di placar l'ira divina svegliata dalli nostri peccati, perché del restante sperava dal Signor Iddio ogni pietoso ajuto, et che perciò a lui pareva si dovesse pigliar l'esempio da' Fiorentini, i quali, visitati dalle tribolazioni (…) conducono (l'immagine della Madonna dell'Impruneta - dipinta da san Luca) nella città per tre giorni continui et processionalmente per la città l'accompagnano con lumi, salmi et hinni et a questa guisa ottengono la remissione delle loro colpe et felice effetto alle loro domande.

Ora così parmi dovessimo far noi (che pur abbiam la immagine santa della gloriosa Vergine dell'istesso san Luca evangelista dipinta): mandar le compagnie spirituali su a Monte della Guardia et con lumi, canti et horationi far portare la detta immagine insieme alla porta della città, et quivi dal senato e da tutto il clero incontrata, con ogni divotione condurla nella città et fare tre solenni processioni con pregarla che per noi ottenga presso il suo dolcissimo figliuolo pietà et misericordia.

Tutti i magnifici signori miei colleghi anziani benevolmente assentirono alla mia proposta, e mi diedero piena facoltà ed arbitrio di provvedere come meglio mi paresse attorno a queste cose, traendo dalle spese del nostro anzianato quanto fosse abbisognato.
Così feci io; e, avuti presso di me tre dei principali capi della compagnia dei Battuti dell'ospedale di santa Maria della Morte, comunicai loro la deliberazione presa dall'autorità, pregandoli che, per quella volta, si assumessero l'incarico di portare in città l'immagine della beata Vergine di san Luca, per fare con essa le processioni convenute: chè grande accrescimento di pietà e di gloria ne sarebbe venuto alla nostra società e al nostro ospedale, specialmente per la dimora che vi avrebbe fatto la detta immagine, durante i giorni delle processioni.

I tre insigni cittadini lodarono la nostra deliberazione, e con gran fervore accettarono l'incarico. E così il sabato 4 luglio, senza badare al diluviare della pioggia, alcuni confratelli della compagnia della Morte andarono al monte di san Luca e trovarono l'immmagine della Madonna posta alquanto disordinatamente sopra l'altare della chiesa, sì che da essa erano caduti, per grande antichità, i vetri delle sante reliquie che la contornavano, e queste stavano sull'altare, vicino e sotto l'immagine stassa, in mezzo alle lordure dei topi.

Adornata alla meglio la sacra immagine, la notte seguente, al lume di molti doppieri, con grande stento e fatica per l'acqua che cadeva incessantemente, i confratelli portarono la santa immagine alla chiesa delle monache di santa Maria Maddalena in Valdipietra, fuori di Saragozza, dove rimase per tutta la notte.

Il mattino appresso, domenica 5 luglio, si raccolse per ordine dei rettori a porta Saragozza tutto il clero e il popolo di Bologna, insieme col legato Marco Condulmer, protonotario veneto e arcivescovo di Avignone, coi magnifici signori anziani, e con tutti gli altri magistrati della città, sempre sotto una pioggia dirotta. Né è a meravigliarsi, che in tale occasione dal serraglio di via Saragozza fino alla porta della città si trovassero presenti più di quattordicimila persone: poiché tutti pensavano e trepidavano al pericolo della vicina carestia. Ma siccome sta scritto: Lo spirito di Dio spira ovunque vuole, e la sua misericordia non abbandona mai chi a lui ricorre umilmente e lo prega, ascolta o lettore e considera la misericordia e la grazia che ci furono concesse.

Non appena la divota immagine dalla porta di Saragozza si presentò a tutti gli astanti, cessò la pioggia e l'aere tenebroso e annuvolato si schiarì come se fosse stato spazzato; e i raggi del sole, oltre il solito splendenti, rifulsero sull'immagine stessa, talchè la vista d'ognuno, al riguardarla, ne fu abbarbagliata; e tutti a indicibile pietà commossi, si dolevano e lacrimavano, quasi fossero stati fortemente sferzati, gridando a una voce: Misericordia, misericordia!.

Con tutte queste voci et pianti fu la sagrata immagine portata alla chiesa di san Mattia et quivi per tutto quel giorno la lasciarono. Il lunedì poi, che fue alli 6, et il martedì et il mercoledì seguente furono fatte le devote processioni portando per la città la detta immagine. Et finita la processione delle tre sopradette, lasciavano la detta Madonna nella chiesa del detto ospitale della Morte, come ancora hoggidì si costuma, et finita la terza processione, con l'istesso ordine et divotione et lumi accompagnata dal clero, dalli magistrati et popolo, che in tutto erano 8000 persone, con li frati dell'Osservanza di san Francesco si riportò alla chiesa di san Luca. Il senato poi ordinò in memoria di tanti benefici et miracoli, che ogni anno con solenni processioni il medesimo si facesse ogni prima domenica di luglio".