Villa Aldrovandi Mazzacurati

Via Toscana 19.

La villa sorge in una zona nota come Camaldoli, in quanto sulla vicina collina era, fin dal 1170, un convento di frati camaldolesi.

Annibale Marescotti acquistò il terreno su cui attualmente sorge la villa nel 1616. All'epoca il terreno era adibito a tenuta agricola, dotata di una dimora per i proprietari, non di particolare lusso. I primi lavori di sistemazione vennero eseguiti dalla famiglia Aldrovandi attorno al 1690 (che aveva acquisito la villa grazie alla parentela tra Filippo Aldrovandi e Raniero Marescotti, con l'intento di ampliare la dimora e renderla più consona allo status nobile della famiglia (testo tratto da Wikipedia).
La struttura rimase ad un solo piano con loggia passante per diverse decine di anni, fino al 1761, quando cominciarono nuovi lavori di ristrutturazione. In questa occasione fu inaugurato (nel 1763) il teatrino a due ordini di logge, sorrette da cariatidi (su opera di Petronio Tadolini). Il teatrino sarà un importante centro per lo sviluppo e la diffusione del Teatro all'Italiana, grazie alle frequenti rappresentazioni delle compagnie più note dell'epoca. L'aspetto attuale è dovuto a lavori iniziati nel 1765, che sopraelevarono la villa, dotandolo di un secondo piano. In seguito ulteriori lavori vennero eseguiti da Filippo Tadolini tra il 1770 e il 1772, in particolare arricchendo l'apparato decorativo Neoclassico. Negli ultimi anni del 1700 la villa passò alla famiglia Mazzacorati, il cui nome porta tuttora (testo tratto da Wikipedia).
Attualmente la villa, oltre al teatrino ancora in uso, ospita uffici ed ambulatori dei servizi sanitari e sociali della città di Bologna. All'interno della villa è ospitato anche il Museo Storico del Soldatino "Mario Massacesi", che raccoglie più di 12.000 esemplari di soldatini in vari materiali costruiti dal 1800 ad oggi (testo tratto da Wikipedia).

Fonti:
Umberto Beseghi: Castelli e Ville Bolognesi, Tamari Editori in Bologna, 1964.
https://it.wikipedia.org/wiki/Villa_Aldrovandi_Mazzacorati