Chiesa di San Giuseppe

Via Bellinzona 6.


Cartigli

L'edificio fu integralmente ricostruito da Filippo Antolini (1841-44) per i Cappuccini, in un luogo (Val di Pietra) occupato fin dal XIII secolo da monache domenicane, e poi dai Serviti. L'interno presenta un'omogenea decorazione ottocentesca con dipinti di A. Guardassoni, A. Muzzi, C. E. Liverati, A. Malatesta, P. M. Deschwanden; sculture di G. Putti, M. Putti, C. Berozzi, B. Bernardi, V. Testoni e Pietà in terracotta policroma di A. G. Piò (1727). Nel coro dipinti di O. Samacchini, P. Fontana, P. Micheli, A. Malatesta. 

Indirizzo:

via Bellinzona, 6

Miscellanea Notizie Chiese e Conventi già esistenti nel Circondario di Bologna.
S. GIUSEPPE
Fuori porta Saragozza. Questa Chiesa fu già un tempo dedicata a Santa Maria Maddalena, e conosciuta sotto il nome di Val di Preda perchè questa vallata così si chiama. Vi abitarono frati eremiti che praticavano la regola di S. Benedetto e che erroneamente alcuni nostri storici hanno detto fossero Cluniacensi. Questi poscia si unirono alla congregazione Bretinense che era in Fano. La congregazione Bretinense si unì poi ad altre congregazioni, che nel 1256 formarono l'ordine Eremitano di Sant'Agostino ed allora i frati di questo convento passarono a S. Giacomo di Savena e di là a S. Giacomo Maggiore. Non è certo se passassero immediatamente ad abitare con gli altri Eremitani Agostiniani, perchè in questo convento abbandonato passarono le suore di Ronzano, le quali non vi vennero prima del 1265. Erano desse della regola di S. Marco di Mantova, ma poscia abbracciarono quella di S. Domenico, l' epoca però in cui ebbe luogo non è certa. Da questa puossi indubitatamente determinare se la Beata Imelde Lambertini appartenesse alle regole di S. Marco, o di S. Domenico. Finalmente nel secolo XVI queste suore passarono in Bologna alla chiesa e convento di S. Giuseppe di Galliera ove trovavansi i frati Serviti ed a questa diedero il titolo di Santa Maria Maddalena ora detta di Galliera ed i Serviti vicendevolmente passarono a Santa Maria di Val di Proda dandovi il titolo di San Giuseppe. Questi frati Serviti ebbero già da Giovanni Savello vescovo di Bologna i beni del monastero di Sant' Elena di Sacerno colla chiesa di Santa Maria Maddalena, e non si sa se allora cambiassero la regola di S. Marco in quella di S. Domenico. L' esser stato Domenicano il vescovo Savello porterebbe a credere, che allora lo cambiassero.