Urbana (Via)

Via Urbana.
Quartiere Saragozza.
Prima documentazione dell'odonimo: 1629 (via Urbana).

Il tratto di via Urbana da via Tagliapietre a via Belfiore fu aperto nel 1582 (Alidosi, 29, Guidicini, V, 3 e 156) e, per poco tempo, fu chiamato via Nuova dietro al Convento del Corpo di Cristo.
L'Alidosi, che scriveva nel 1624, precisò che la Via Nuova da via Val d'Aposa andava in Saragozza, e solo s'aperse fin'a un vicolo (via Belfiore) che è di dietro al Collegio di Spagna.
Il tratto da via d'Azeglio a via Belfiore fu aperto più tardi, nel 1629 sotto la Legazione del Cardinal Bernardino Spada, il quale volle che questa via venisse chiamata via Urbana, in ossequio di papa Urbano VIII, allora regnante (e come via Urbana venne descritto dal Banchieri nel 1635)
Il tratto rimanente, da via Belfiore alla confluenza in via Saragozza era noto nel 1551 (Guidicini, V, 156, 157) come Contrada del Corpo di Cristo.

I riferimenti al Corpo di Cristo e al suo convento sono dovuti alla vicinanza del convento del Corpus Domini, che costeggiava a meridione il tratto della via tra via Bocca di Lupo e via Tagliapietre.

Il nome di via Urbana fu ufficializzato con le lapidette del 1801 per l'estensione dell'attuale via. Precedentemente (si veda via Saragozza) vi fu incertezza sul tratto da via Belfiore alla confluenza in Saragozza, che fu, da taluni, incluso in via Saragozza.


Fonti citate in questo articolo.
BanchieriOrigine Delle Porte, Strade, Borghi Contrade, Vie, Viazzoli, Piazzole, Salicate, Piazze, e Trebbi dell'Illustrissima Città di Bologna con i loro Nomi, Pronomi, e Cognomi, di Camillo Scaligeri della Fratta (pseudonimo di Adriano Banchieri), pubblicato da Clemente Ferroni nel 1635.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).