Giorgio (Via San)

Via San Giorgio.
Quartiere Porto.
Prima documentazione dell'odonimo: 1459 (via Nuova di San Giorgio).

Un rogito, citato dal Guidicini (II, 254) del 1459 (12 luglio) tratta della vendita di una casa in via Nuova di San Giorgio.
L'Alidosi descrisse questa via semplicemente come Borgo Nuovo (pag. 13).
Il Banchieri semplicemente descrisse la via d'San Zorz, mentre l'Aretusi ed il Salaroli ripresero il concetto di "Nuovo" usando entrambi l'odonimo Borgo Nuovo di San Giorgio.
Il Mitelli per primo documentò l'odonimo via Larga di San Giorgio, che poi divenne di uso comune e fu ufficializzato con le lapidette del 1801.
La riforma toponomastica del 1873-78 cancellò l'attributo Larga, come per altri casi analoghi e la via divenne Via San Giorgio.

La nostra via da via Galliera sbocca in via Nazario Sauro, già via del Poggiale, di fronte alla ex chiesa di San Giorgio, ora adibita a spazio museale e già chiesa parrocchiale di San Giorgio in Poggiale. Fu questa a dare il nome alla via. Per quanto riguarda Via Nova, Borgo Nuovo, e Via Larga, valgono le considerazioni già fatte per casi simili ove questi nomi e attributi furono usati.


Fonti citate in questo articolo.
AlidosiNomi delle strade, vie, borghi, et vicoli, che sono nella città di Bologna, di Giovanni Niccolò Pasquali Alidosi, pubblicato nel 1624).
BanchieriOrigine Delle Porte, Strade, Borghi Contrade, Vie, Viazzoli, Piazzole, Salicate, Piazze, e Trebbi dell'Illustrissima Città di Bologna con i loro Nomi, Pronomi, e Cognomi, di Camillo Scaligeri della Fratta (pseudonimo di Adriano Banchieri), pubblicato da Clemente Ferroni nel 1635.
AretusiOrigine di Bologna. Pianta di Bologna di Costantino Aretusi, pubblicata nel 1636.
MitelliBologna in pianta, città del Papa, famosa pianta di Agostino Mitelli, pubblicata nel 1692.
SalaroliOrigine di tutte le strade sotterranei e luoghi riguardevoli della città di Bologna di Ciro Lasarolla (Pseudonimo di Carlo Salaroli), pubblicato nel 1743.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).