Garibaldi (Via)

Via Garibaldi.
Quartiere Santo Stefano.
Prima documentazione dell'odonimo: 1867.
Dedicata a Giuseppe Garibaldi.

Questa via è il risultato, relativamente recente, della unione, rettifica ed adeguamento di tre differenti tratti di strada.
Il primo, dall'attuale piazza Cavour all'angolo con piazza San Domenico, era noto come Egitto.
Il secondo, che proseguiva da Egitto ed arrivava a via Marsili, faceva parte della piazza di San Domenico.
Il terzo, da via Marsili all'angolo di via delle Tovaglie, era noto come Via di San Domenico.
La Via di San Domenico comprendeva anche il lato occidentale di Piazza dei Tribunali, prima della creazione di quest'ultima.

Lo Zanti non citò Egitto, ma sembrò comprendere questa via genericamente nei Vinazzi di San Procolo.
Il Banchieri esplicitamente affermò che questa via non aveva nome (questa è cuntrà senza nom), ma che, costeggiando le Scuole Pie, ed essendovi in questo istituto una chiesa dedicata a Santa Maria d'Egitto, sarebbe stato opportuno chiamare questa via Egitto. Letteralmente scrive: avend st'opera instituì una Chiesa sott al titl Santa Maria d'Egitto, d'qui al srà ben uriginar la cuntrà Egitt.

Insomma, sembra che la denominazione Egitto sia stata creata dal Banchieri per colmare una lacuna odonomastica.

L'Aretusi chiamò questa via Via della Madonna d'Egitto, già Vignazzi. Questo conferma che i Vinazzi di San Procolo dello Zanti comprendevano questo tratto di via e conferma che la Chiesa/Cappella nelle Scuole Pie era un punto di riferimento preciso.
Comunque sia stato, l'odonimo Egitto ebbe fortuna perché finì prima nella pianta del Mitelli, quindi, come spesso avvenne, fu riportata tale e quale nella pianta del Monari, che fu la base odonomastica delle lapidette del 1801, e quindi questo nome fu quello ufficializzato nel 1801.
Pure il Salaroli descrisse questo tratto come Egitto o Via d'Egitto.

Per il tratto compreso in piazza San Domenico, naturalmente si veda la scheda su piazza San Domenico.

La Via di San Domenico non fu descritta esplicitamente dallo Zanti, ma fu citata nella sua descrizione dei Vinazzi di San Procolo che sono quelle contrade che forniscono nella via di Barbazza & si partono dalla via di S.Domenico.
Il Guidicini affermò che anticamente questo tratto si chiamò Via di S. Procolo, poi di nostra donna che fa virtù, o di nostra Donna da S. Domenico e che infine qualcuno la chiamò anche Via dei Santi.
Questo tratto rimase Via di San Domenico fino al 1867, quando questa via fu rettificata, allargata e raccordata con la via d'Egitto diventando via Garibaldi.

Ovvio il significato di Via di San Domenico, portando questa via al Sagrato (o Piazza) di San Domenico.


Fonti citate in questo articolo.
ZantiNomi, et cognomi di tutte le strade, contrade, et borghi di Bologna, di Giovanni Zanti  pubblicato nel 1583.
BanchieriOrigine Delle Porte, Strade, Borghi Contrade, Vie, Viazzoli, Piazzole, Salicate, Piazze, e Trebbi dell'Illustrissima Città di Bologna con i loro Nomi, Pronomi, e Cognomi, di Camillo Scaligeri della Fratta (pseudonimo di Adriano Banchieri), pubblicato da Clemente Ferroni nel 1635.
AretusiOrigine di Bologna. Pianta di Bologna di Costantino Aretusi, pubblicata nel 1636.
MitelliBologna in pianta, città del Papa, famosa pianta di Agostino Mitelli, pubblicata nel 1692.
SalaroliOrigine di tutte le strade sotterranei e luoghi riguardevoli della città di Bologna di Ciro Lasarolla (Pseudonimo di Carlo Salaroli), pubblicato nel 1743.
MonariCittà di Bologna posta in pianta in esatta misura con la distinzione de portici che sono in essa, Pianta di Gregorio Monari, pubblicata nel 1745.
GuidiciniCose Notabili della Città di Bologna ossia Storia Cronologica de' suoi stabili sacri, pubblici e privati, di Giuseppe Guidicini (scritto prima del 1837, ma pubblicato nel 1868).